Un dialogo tra il Beato Angelico e Mark Rothko prende avvio nelle sale del Museo Nazionale di San Marco a Firenze. Intanto, una premessa: al termine della mostra dedicata al Beato Angelico (qui la nostra recensione), il Museo di San Marco a Firenze ha avviato una significativa fase di trasformazione che ha portato non solo al riallestimento della Sala dell’Angelico, ma a una più ampia riqualificazione dell’intero percorso di visita. Il progetto ha interessato diversi aspetti dell’esperienza museale, con l’obiettivo di aggiornare la lettura scientifica delle opere e allo stesso tempo migliorare l’accessibilità e la fruizione degli spazi da parte del pubblico.
Adesso, i visitatori che entreranno nel museo in occasione della nuova mostra dedicata a Mark Rothko a Palazzo Strozzi troveranno dunque un ambiente profondamente rinnovato, in cui le più recenti acquisizioni degli studi storico-artistici dialogano con un allestimento pensato per offrire una visita più chiara e moderna. La direzione del museo ha lavorato per tradurre nel nuovo assetto espositivo le acquisizioni emerse negli ultimi anni, comprese alcune precisazioni cronologiche e interpretative che hanno contribuito a ridefinire la lettura delle opere. Questo processo ha portato a una disposizione più coerente dei capolavori e a una narrazione del percorso museale più immediata. Tra gli esempi più significativi del nuovo approccio espositivo figura la scelta di presentare l’Armadio degli Argenti senza la cornice di primo Novecento che lo accompagnava da tempo. La rimozione di questo elemento consente oggi una visione più nitida dell’opera e permette al pubblico di coglierne con maggiore chiarezza la struttura e il valore artistico.
Il rinnovamento della Sala dell’Angelico rappresenta uno degli interventi centrali del progetto. Lo spazio custodisce trentatré tavole del celebre frate pittore, costituendo la più grande e importante raccolta al mondo di opere su tavola del maestro domenicano. Il nuovo allestimento consente di valorizzare questo patrimonio attraverso una disposizione aggiornata che tiene conto degli studi più recenti e delle nuove interpretazioni critiche.
Tra le novità più rilevanti figurano anche alcune opere che non erano mai state esposte al pubblico prima della recente mostra dedicata all’Angelico. Tra queste si distingue il Trittico francescano della Compagnia di San Francesco in Santa Croce, ora ricomposto nella sua integrità dopo il restauro eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure. Il lavoro di restauro ha restituito all’opera la sua configurazione originaria, permettendo di presentarla accanto alla croce sagomata che gli studi più recenti hanno ricondotto alla produzione giovanile del maestro.
È in questo contesto di rinnovamento che si inserisce la presenza di un nucleo di opere di Mark Rothko provenienti da importanti collezioni internazionali. La sezione speciale mette in dialogo cinque opere di piccolo formato realizzate dall’artista statunitense con tecniche differenti e appartenenti a momenti diversi della sua produzione con cinque affreschi dipinti da Beato Angelico nelle celle del convento domenicano.
La scelta delle opere è stata guidata da affinità cromatiche, materiche e soprattutto spirituali, con l’intento di creare un confronto tra due linguaggi artistici lontani nel tempo ma accomunati da una profonda tensione contemplativa. Il dialogo tra le opere di Rothko e gli affreschi dell’Angelico si sviluppa lungo un percorso che attraversa alcune delle celle più significative del complesso.
Il percorso prende avvio nella Cella 1, dove si trova l’affresco del Noli me tangere, che raffigura l’incontro tra Cristo risorto e Maria Maddalena nel giardino della Resurrezione. L’episodio rappresenta un momento di passaggio tra la dimensione terrena e quella spirituale, evocato dalle parole pronunciate da Cristo alla Maddalena. Accanto a questo affresco sarà presentata l’opera Untitled del 1958 di Mark Rothko, concessa in prestito dalla Collection of Christopher Rothko.
La visita prosegue nella Cella 3, decorata con l’Annunciazione con san Pietro martire. L’incontro tra l’angelo Gabriele e la Vergine Maria segna l’inizio della storia della salvezza, mentre la presenza del santo domenicano richiama la dimensione spirituale della comunità monastica. In questo spazio sarà esposta l’opera Untitled del 1954 di Rothko, proveniente da una collezione privata.
Il percorso continua nella Cella 4, dove l’Angelico ha raffigurato la Crocifissione alla presenza di san Domenico e san Girolamo. La scena pone al centro il sacrificio di Cristo e invita lo spettatore alla meditazione sulla Passione. In dialogo con questo affresco troverà posto l’opera Untitled del 1958 concessa dalla Collection of Kate Rothko Prizel and Ilya Prizel.
La tappa successiva conduce alla Cella 6, decorata con la Trasfigurazione. L’episodio rappresenta la rivelazione della natura divina di Cristo attraverso la manifestazione della luce della gloria, alla presenza degli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, dei profeti Mosè ed Elia e delle figure della Madonna e di san Domenico. In questo ambiente sarà esposta l’opera Gethsemane, realizzata da Rothko nel 1944 e proveniente dalla Collection of Kate Rothko Prizel and Ilya Prizel.
Il percorso si conclude nella Cella 7, dove l’Angelico ha dipinto il Cristo deriso alla presenza della Vergine e di san Domenico. L’immagine richiama la meditazione sulla sofferenza e sull’umiliazione di Cristo durante la Passione. In questo spazio sarà presentata l’opera No. 21 Untitled del 1947, concessa dalla Collection of Christopher Rothko.
Il dialogo tra le opere di Rothko e gli affreschi dell’Angelico si inserisce dunque all’interno di un museo profondamente rinnovato, dove la rilettura scientifica delle collezioni, l’attenzione all’accessibilità e la presenza di un confronto con l’arte contemporanea contribuiscono a ridefinire l’esperienza di visita, offrendo al pubblico nuove chiavi di interpretazione di uno dei luoghi più significativi della storia dell’arte fiorentina.
Oltre alla nuova veste espositiva, il museo si presenta oggi con un’attenzione maggiore verso l’inclusività. Gli interventi sono stati realizzati grazie ai finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e hanno permesso di avviare un percorso di abbattimento delle barriere fisiche e cognitive. Tra le novità introdotte figurano nuove rampe di accesso, il rinnovamento dei servizi igienici e una nuova segnaletica dedicata, attualmente in fase di realizzazione, pensata per facilitare l’orientamento dei visitatori all’interno degli spazi museali. L’obiettivo di rendere il museo sempre più accessibile si accompagna anche a un potenziamento dell’offerta culturale. I Servizi Educativi hanno infatti elaborato un nuovo programma di attività rivolte a diversi tipi di pubblico, dagli adulti alle famiglie fino alle scuole. Attraverso percorsi didattici e iniziative dedicate, i visitatori saranno accompagnati alla scoperta dei capolavori del museo per tutta la durata dell’esposizione temporanea, con l’intento di offrire un’esperienza di visita più ricca e partecipata.
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