Annunciazione

Autore: Bartolomé Esteban Murillo
1660 circa
Madrid, Prado
Immagine

Al Museo del Prado di Madrid è conservata questa delicata Annunciazione, opera del grande artista spagnolo Bartolomé Esteban Murillo, che la realizzò verso il 1660: non conosciamo con sicurezza l'anno di esecuzione dell'opera. Si tratta di un dipinto che, dati i toni molto intimi (basti notare, in basso, la cesta dei panni, che ci porta quindi in una dimensione domestica), era sicuramente destinato alla devozione privata. La città di Siviglia, della quale Murillo era originario e da dove l'opera proviene, nel 1649 aveva conosciuto una terribile pestilenza che aveva ridotto notevolmente la popolazione: si diffuse quindi la richiesta di dipinti come questa Annunciazione quasi per avere una sorta di "protezione" contro le avversità.

La vergine Maria è rappresentata come una qualsiasi popolana che lascia le sue faccende domestiche, rappresentate dalla cesta, in quanto interrotta da un qualcosa di importante, e qui ovviamente è l'arcangelo Gabriele, che si inginocchia di fronte a lei e con gesti ampi, da attore di teatro, che stridono forse un po' con l'intimità della scena, le annuncia la nascita di Gesù. L'apparizione dell'angelo è accompagnata da una sorta di visione mistica che vede al centro di un turbinio di nubi la colomba dello Spirito Santo attorniata da diversi putti che assistono alla scena. L'arcangelo Gabriele indica proprio la colomba, per mostrare a Maria che la nascita di Gesù è benedetta da Dio. Murillo raffigura i suoi personaggi con grandissima delicatezza: basti vedere il volto di Maria, che sembra quasi una bambina, e questo particolare ci suggerisce la sua purezza alla quale allude, in modo ancor più esplicito, il candido giglio appoggiato sopra al suo tavolo.

Il dipinto fu acquistato a Siviglia nel 1729 e fu destinato alla collezione personali di Elisabetta Farnese, che avendo sposato il re Filippo V era diventata regina consorte di Spagna. Da allora l'opera è conservata a Madrid, ed è confluita nelle raccolte del Prado.

27 ottobre 2014

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