Perché le figure di Fernando Botero sono “grasse”?


Perché le figure nelle opere di Fernando Botero sono grasse? Rispondiamo alla domanda che molti si pongono guardando le opere dell'artista colombiano.

Uno degli artisti contemporanei che fanno segnare la maggior distanza tra critica e pubblico è sicuramente il colombiano Fernando Botero (Medellín, 1932). Amato in maniera incondizionata da gran parte del pubblico e guardato con sufficienza da molti critici, se non snobbato o addirittura respinto. In un articolo del 2011 apparso sulla rivista Art in America Magazine, la critica Charmaine Picard riportava il giudizio sull’artista espresso nel 1999 dalla curatrice Rosalind Krauss, secondo la quale Botero “non ha assolutamente niente a che fare con l’arte contemporanea”. E la Picard stessa ci rende edotti del fatto che le figure di Botero “vengono distrutte dai detrattori in quanto semplicistiche caricature di figure in carne, inserite in soleggiati contesti familiari”. Per Arthur Danto, le sue sculture “non sono sufficientemente serie da richiamare l’esame della critica”. Altri giudizi sono stati raccolti da Edward Sullivan in un saggio sull’artista colombiano: è stato dunque alternamente definito un fenomeno commerciale, un autore autoreferenziale, un artista slegato dalla realtà. Ovviamente esiste anche una buona parte della critica che invece apprezza il lavoro di Botero: nonostante ciò rimane nettissimo lo stacco tra il mondo degli “addetti ai lavori” e quello del pubblico, per il quale Botero è considerato una sorta di icona dell’arte contemporanea, riconoscibile al pari dei più grandi artisti di sempre, da Leonardo da Vinci a Warhol passando per Caravaggio e Picasso.

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Fernando Botero, Il club di giardinaggio (1997; olio su tela, 191 x 181 cm; Collezione privata)


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Fernando Botero, I giocatori di carte (1991; olio su tela, 152 x 181 cm; Collezione privata)

È indubbio il fatto che la sua estrema riconoscibilità sia dovuta al suo peculiare stile, tanto fedele a se stesso quanto di non difficile lettura, fondato sull’uso delle cosiddette forme dilatate che dànno vita alle “figure grasse” che costituiscono un tratto distintivo dell’arte di Botero al punto da renderlo quasi proverbiale (sarà capitato pressoché a chiunque di sentir chiamare in causa le opere dell’artista di Medellín in paragoni con amici o conoscenti con qualche chilo di troppo). Tuttavia, una delle domande che si sentono pronunciare più di frequente davanti alle opere di Fernando Botero (e lo sappiamo bene noi di Finestre sull’Arte dato che abitiamo vicino a Pietrasanta, città dove l’artista ha trascorso lunghi periodi di lavoro e di riposo, e che conserva molte sue opere) riguarda proprio quelle forme così riconoscibili: “perché Botero dipinge uomini grassi”? “Perché Botero scolpisce donne grasse”? Sono domande che riecheggiano spesso dinnanzi alle sue pitture e alle sue sculture. Vediamo dunque di fornire una risposta.

Tutto ebbe inizio nel 1956, quando l’artista ha ventiquattro anni, e contrariamente (e anche un po’ inaspettatamente) rispetto a quello che si potrebbe pensare, Botero non applicò la sua “dilatazione” a una figura umana o a un essere vivente, bensì a un oggetto: un mandolino. L’artista stava dipingendo uno studio per una natura morta (poi divenuta nota come Natura morta con mandolino) e aveva però raffigurato il foro di risonanza dello strumento in proporzioni decisamente più piccole rispetto al normale, con la conseguenza che il mandolino risultava molto più tozzo e allargato rispetto a un mandolino raffigurato con il foro nelle proporzioni corrette. L’artista fu allo stesso tempo colpito e visceralmente attratto da questa forma dilatata oltre il naturale, perché gli evocava una profonda sensualità. Dopo aver dunque “dilatato” il mandolino, Botero trovò il suo stile, e iniziò a dilatare le forme di altri oggetti, di animali, di esseri umani, conferendo a tutti quell’aspetto “grasso” che costituisce un po’ il suo marchio di fabbrica.

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Fernando Botero, Natura morta con mandolino (1957; olio su tela, 67 x 121 cm; Collezione privata)

Tuttavia, agli occhi di Botero, le sue non sarebbero semplicemente “figure grasse”. Lo ha chiaramente specificato anche in una recente intervista all’agenzia France-Presse: "non dipingo donne grasse. Nessuno ci crederà, ma è vero. Ciò che io dipingo sono volumi. Quando dipingo una natura morta dipingo sempre un volume, se dipingo un animale lo faccio in modo volumetrico, e lo stesso vale per un paesaggio. Sono interessato al volume, alla sensualità della forma. Se io dipingo una donna, un uomo, un cane o un cavallo, ho sempre quest’idea del volume, e non ho affatto un’ossessione per le donne grasse". Non si tratta comunque di una novità: Botero ha sempre specificato che per lui non è “grasso” quello che vediamo dipinto o scolpito nelle sue opere. In una monografia sull’artista colombiano pubblicata nel 2003, anche la critica Mariana Hanstein aveva cercato di fare il punto della situazione sulla domanda “perché le figure di Botero sono grasse”: "In Botero, non ci sono soltanto le figure a essere ’grasse’, perché ciò vale anche per tutti gli oggetti presenti nell’immagine. In questo modo Botero enfatizza costantemente il fatto che nella sua pittura l’esagerazione scatta da un’inquietudine estetica, e svolge una funzione stilistica. Botero è un pittore figurativo, ma non è un pittore realista. Le sue figure sono ancorate alla realtà, ma non la rappresentano. Tutto nei suoi dipinti è voluminoso: la banana, la lampadina, la palma, gli animali e, ovviamente, gli uomini e le donne. Botero [...] usa la trasformazione o la deformazione come simbolo della trasformazione della realtà in arte. La sua creatività e il suo ideale estetico sono basati sulla forma e sul volume. [...] Tuttavia, la deformazione senza un obiettivo risulta in figure che sono o mostruose o caricaturali. In Botero non si tratta di nessuno dei due casi. Al contrario, per lui la deformazione deriva sempre dal desiderio di incrementare la sensualità dei suoi dipinti".

La domanda che a questo punto può sorgere spontanea è: perché Botero ritiene che la dilatazione delle forme sia sensuale, soprattutto se pensiamo che il suo ideale di donna, come lui stesso ha dichiarato, corrisponde a una figura esile? L’artista, come ha avuto modo di affermare, associa le forme dei suoi soggetti al piacere, all’esaltazione della vita, perché l’abbondanza comunica positività, vitalità, energia, desiderio: tutti concetti che hanno a che fare con la sensualità, intesa tuttavia non tanto in senso erotico quanto come espressione di piacere. Si tratta di una concezione ancestrale, radicata nel sostrato culturale delle società primitive, incluse quelle dell’America Latina, per le quali bellezza e abbondanza erano concetti strettamente collegati (ancora oggi per molti sudamericani una bella donna è considerata tale in virtù delle sue forme generose).

La dilatazione è divenuta quindi il segno più immediatamente riconoscibile dello stile di Fernando Botero, tanto potente da venire applicato anche a quei soggetti che tutto dovrebbero ispirare meno che piacere (l’artista, durante la sua carriera, ha affrontato anche temi tragici nelle sue opere, a cominciare dalla Passione di Cristo, a cui ha dedicato un ciclo di dipinti eseguito tra il 2010 e il 2011). Per alcuni le sue opere sono poco serie, quasi infantili. Per altri sono ripetitive e noiose. Per altri ancora sono dotate di un significato profondo (una critica alla società dei consumi, una proposta alternativa di canone di bellezza, e via dicendo). Quel che è certo è che Fernando Botero è un artista che, indubitabilmente, fa discutere a ogni latitudine ed è apprezzato da un pubblico vastissimo ed eterogeneo, che ovunque affolla le sue mostre: una sorta di idolo moderno dell’arte investito di tale ruolo per acclamazione popolare. Non male per un artista celebre soprattutto per le sue “figure grasse”... !

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Fernando Botero, Il bacio di Giuda (2010; olio su tela, 138 x 159 cm; Medellín, Museo de Antioquia)

Bibliografia di riferimento

  • John Sillevis, The Baroque World of Fernando Botero, Yale University Press, 2007
  • Mariana Hanstein, Fernando Botero, Taschen, 2004
  • Solange Auzias de Turenne (a cura di), Botero à Dinard, catalogo della mostra (Dinard, Palais des Arts, 5 luglio - 23 settembre 2002), Cercle d’Art, 2002
  • Ana María Escallón, Asa Zatz, Botero: New Works on Canvas, Rizzoli, 1997



Gli autori di questo articolo: Federico Giannini e Ilaria Baratta

Gli articoli firmati Finestre sull'Arte sono scritti a quattro mani da Federico Giannini e Ilaria Baratta. Insieme abbiamo fondato Finestre sull'Arte nel 2009. Clicca qui per scoprire chi siamo

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1. Elisa in data 24/10/2016, 07:41:32

Nessuno ve lo regala. Tranquilli.



Commenti dal post ufficiale su Facebook

2.Giuliana Calderone in data 23/10/2016 21:24:10

Alessandra Abinante Fina Agnese Modica Elisa Sciarrotta Desirèe Gangarossa



3. Desirèe Gangarossa in data 23/10/2016 21:25:00

Grasse e CESSE? Lo scopriremo con uno speciale direttamente da casa Serafino



4. Giuliana Calderone in data 23/10/2016 21:25:27





5. Elisa Sciarrotta in data 23/10/2016 21:26:03

Ai ai? a tia taliu cu u bicchiri di vinu mmani



6. Agnese Modica in data 23/10/2016 21:26:11

Grasse,cesse e bevitrici di vino



7. Alessandra Abinante Fina in data 23/10/2016 21:27:29

Grasse, cesse,con un.bicchiere.di vino e a casa serafino Ps mi stava scappando il.tag



8. Desirèe Gangarossa in data 23/10/2016 21:29:17

E perché pure i violini/violoncelli di botero sono grassi? ?²



9.Maria Valeria Arizzi in data 23/10/2016 21:26:06

io amo i dipinti di Botero......



10.Laura Nigra in data 23/10/2016 21:41:00

La critica non approva. !! È uno stile particolare , il suo stile. !! Oramai lo conosciamo e se inizialmente ha potuto sorprendere e stupire , adesso lo accettiamo senza remore e persino con piacere !!



11.Martha Pulina in data 23/10/2016 21:53:39

Bellissimo articolo, davvero ben scritto e argomentato. Complimenti???¼



12. Finestre sull'Arte in data 23/10/2016 21:54:50

Grazie!



13.Loredana Agostini in data 23/10/2016 21:54:34

Il mio pittore preferito perché è bravo ed ama le donne più rotondette



14. Valentina Lupinacci in data 23/10/2016 23:18:24

Mi sa che non hai proprio letto l'articolo, eh?!



15.Barbara Flachi in data 23/10/2016 21:54:44

Io le amo!



16.Giusy Salvatore in data 23/10/2016 21:58:42

Le sue Opere sono bellissime !!!



17.Francesca Ruta in data 23/10/2016 22:14:03

Interessante articolo...in più non sapevo foste di Pietrasanta :)



18. Finestre sull'Arte in data 23/10/2016 23:15:42

Infatti non lo siamo, per 20 km :) Siamo di Carrara



19. Francesca Ruta in data 24/10/2016 07:08:17

Sempre Toscana :D



20. Riccardhio Matteo Rosa in data 24/10/2016 07:50:57

ma avete fatto l'accademia a carrara? nemmeno io sapevo foste toscani e cosi vicini a pietrasanta. io sono di lido di camaiore. ps bellissimo articolo. nemmeno io sapevo certe cose su botero (anche perchè non è tra i miei preferiti)



21. Finestre sull'Arte in data 24/10/2016 23:19:02

Grazie per l'apprezzamento per l'articolo ma noi a Carrara... non siamo né toscani né liguri né emiliani :) Siamo semplicemente carrarini :D



22.Andre Monte in data 23/10/2016 22:16:59

È arte vera quella di Botero? O meglio, è tale da essere acclamata in tutto il mondo? Edoardo Elle Luigi Longo io so solo che nessuno mai ha esaltato i brachi come ha fatto lui



23. Emoo Tofani in data 23/10/2016 22:26:22

Chi ha detto brachio



24. Edoardo Elle in data 24/10/2016 06:25:25

Ma siamo sicuro che trattasi di brachio e non di brachio embarazado? O in alcuni casi addirittura di pitofano?



25.Domenico Lombardi in data 23/10/2016 22:20:37

Non lo vorrei nemmeno me lo regalassero.



26.Domenico Lombardi in data 23/10/2016 22:21:31

Finestre sull'arte siamo vicini allora, visto che sono di Lucca



27. Finestre sull'Arte in data 23/10/2016 23:15:17

Noi siamo di Carrara



28. Eleonora Bascherini in data 24/10/2016 00:43:34

E io di Pietrasanta! Baci



29.Peter Mitchell in data 23/10/2016 22:34:07

I love his paintings!!! Lots of fun!!!



30.Fausto Gambino in data 23/10/2016 22:37:56

>è stato dunque alternamente definito un fenomeno commerciale, un autore autoreferenziale, un artista slegato dalla realtà. PAROLE DURE



31.Graciela Daneri in data 23/10/2016 22:39:33

Ah...questa é "la domanda" su Botero...perché? Benissimo lárticolo molto bene documentato. Devo dire, prima di tutto, que Io non lo amo. Non mi piacce. No me ha piasciutto mai. Ma sono dáccordo, modestamente, con il concetto della critica alla societá dei consumo moderna. Molto bello questo del volumen ma non mi scadere, sono veramente infantile suoi squizzi. Lábbondanza, la sensualitá, la fertilitá...hanno stato associatte da molto tempo fa con la donna "grossa" (Rubens!...) della clase alta. Ma non di questo modo. Non so qui per criticare Botero...Ho letto tutto ma...non mi piacce



https://scontent.xx.fbcdn.net/v/t39.1997-6/851545_167788153418471_1278522041_n.png?oh=bd4a0d483753f54533b337522613da39&oe=59BA865B



32. Finestre sull'Arte in data 23/10/2016 23:18:35

Noi invece siamo divisi :) A uno di noi due piace, a uno non piace :D Interessante la citazione di Rubens! Non a caso è stato un riferimento culturale per Botero che ha anche deciso di "omaggiarlo" in questo "Ritratto di Rubens e sua moglie":



https://www.facebook.com/finestresullarte/photos/p.1125173774203516/1125173774203516/?type=3



33. Graciela Daneri in data 23/10/2016 23:51:21

Grazie per la risposta. E anche per il ritratto di Rubens...no lo conoscevo! Mi sento confortata...se a uno di voi non le piace...non sono cosi ritardata!



34. Salvo Mulè in data 24/10/2016 07:24:38

Degustibus non disputandum est ?



35.Katia Avella in data 23/10/2016 22:56:07

Interessante il contenuto dell'articolo. Apprezzo molto le opere di Botero i cui personaggi sono carichi di umanità e rappresentano una varietà di caratteri. Ho trovato meravigliosa la sua "passione di Cristo "con un Cristo non bello ,ma vero. ..una passione resa ancora più viva dall'uso di colori intensi e accesi.



36. Finestre sull'Arte in data 23/10/2016 23:19:10

Grazie dell'apprezzamento!



37.Katia Avella in data 23/10/2016 22:57:41

Magari me lo regalassero! !!!



38.Donatella Novati in data 23/10/2016 23:17:49

Grazie per questo articolo molto interessante e così esaustivo!!



39.Tamara Marani in data 23/10/2016 23:40:32

nelle culture primitive ci sono dee della fertilità che possono aver influenzato Botero. Alcune sembrano addirittura copie. A me piace, la Passione fino alla Crocifissione è coinvolgente pur non essendo tragica



40.Leonardo Wid in data 24/10/2016 00:01:52

capre!



41.Bruno Billi in data 24/10/2016 00:09:35

Che bravo



42.Ivelisse Gladys López-Striz in data 24/10/2016 01:03:31

I pittori sono attratti da uno stile senza sapere perché.



43.Chiara Caretta in data 24/10/2016 02:41:58

Claudio Troiani "non sono grasse, sono gonfiate!" ME SENTO MALE



44.Guido Marzano in data 24/10/2016 02:57:51

È tutto qui, qualsiasi altra Interpretazione lascia il tempo che trova:" L?artista, come ha avuto modo di affermare, associa le forme dei suoi soggetti al piacere, all?esaltazione della vita, perché l?abbondanza comunica positività, vitalità, energia, desiderio: tutti concetti che hanno a che fare con la sensualità, intesa tuttavia non tanto in senso erotico quanto come espressione di piacere. Si tratta di una concezione ancestrale, radicata nel sostrato culturale delle società primitive, incluse quelle dell?America Latina, per le quali bellezza e abbondanza erano concetti strettamente collegati (ancora oggi per molti sudamericani una bella donna è considerata tale in virtù delle sue forme generose)."



45.Francesca Peddoni in data 24/10/2016 04:39:20

Adoro le opere di Botero!



46.Mimmo Esposito in data 24/10/2016 04:49:51

Pittura molto banale, inutile.



47.Amedeo Mattoscio in data 24/10/2016 05:12:40

Interessante il concetto di tentativo di rivisitazione dei canoni classici di bellezza



48.Silvio Scala in data 24/10/2016 05:28:48

Perché sono state in sicilia ?????



49.Gianni Riccio in data 24/10/2016 05:57:23

La carnalita' nell'arte gia' la dea Madre di antichi popoli..rappresentava la fertilita' l'opulenza di Botero..La Grande Abbuffata ...!!!



50.Carla Perna in data 24/10/2016 06:05:07

Articolo meraviglioso..grazie



51.Anna Menon in data 24/10/2016 06:10:03

Se riferite metaforicamente alla società "tronfia,gonfia e pappona" riesco a trovare un senso. Ma nel mondo uno stile così insensatamente sempre dilatato e "grasso", non ci trovo bellezza. Se quei quadri li avessi fatti io, mi sarei sentita dire < hai l'eco delle forme che fa loop nel cervello?> Discutibile



52.Patrizia Germanetto in data 24/10/2016 06:11:58

Bellissimo articolo, grazie



53.Daniela Cobaich Mascaretti in data 24/10/2016 06:20:52

Non mi piace, operazione commerciale...



54.Silvana Loddi in data 24/10/2016 06:32:27

Buongiorno! A prescindere dai miei gusti , devo ringraziarvi per per tutte le spiegazioni e le risposte che date dettagliatamente e con tanta chiarezza. Grazie! Buona giornata e buon proseguimento...



55. Sara Mascia in data 24/10/2016 07:38:37

Stupendissimissimo lo adoro! Spero un giorno di incontrarlo



56.Claudia Fiorini in data 24/10/2016 06:36:43





https://scontent.xx.fbcdn.net/v/t39.1997-6/851586_126362014215262_1346191341_n.png?oh=4eeba70a2bcf6ef16650cb19f54233ea&oe=59AB1036



57.Lucia Crestani in data 24/10/2016 06:44:36

Anch,io non amo Botero, sono sffascinata dai nostri grandi maestri del passato.Trovo però che una sua opera in giardino mi rallegrerebbe.



58.Pietro Spedale in data 24/10/2016 06:49:12

Ho molto apprezzato la sua ?Via crucis la pasión de Cristo? che ho potuto ammirare a Palermo (trovo che il "Gesù e la folla" sia l'opera più rappresentativa di quel ciclo) e mi trovo molto d'accordo con l'articolo, bravi!



59.Antonia Titti Marchitelli in data 24/10/2016 06:56:30

A me MI piace assai , grazie per avermelo fatto conoscere meglio ?¹



60.Marilena Prevedello in data 24/10/2016 06:58:24

Abulia ,obesità, benessere,abbondanza,consumismo, eleganza, sedentarietà, piacere ecc.contrapposte alla fame del mondo.grande Botero



61.Vanni Bigi in data 24/10/2016 07:19:40

Botero mi piace, la sua arte contemporanea è semplice, naif, mi piacciono i colori è un artista al limite tra il pittore e l'illustratore.



62.Massimo Pighetti in data 24/10/2016 07:35:04

Il nome Botero è curiosamente "rotondo" come le sue opere, lo avrei annoverato tra i surrelisti e lo stimo piu nella statuaria dove le sue opere acquisiscono la severità di ogni degna opera d'arte.



63.Adelina Cavallini in data 24/10/2016 07:40:16

Adoro Botero...guardare le sue opere mi fa' sentire bene!!



64.Susanna Befani in data 24/10/2016 08:11:10

Premetto che non sono una critica d'arte, ma solo qualcuno che ama la bellezza in tutte le sue forme e dunque sono appassionata di ogni forma artistica. L'articolo è molto interessante, ben scritto e argomentato, e spiega bene come l'artista ha creato e portato avanti il suo stile (ma basta avere un proprio stile per fare di qualcuno un artista? Non si rischia di banalizzare e arrivare alla fine alla conclusione che se ciascuno di noi ha un proprio stile è un artista?) . Insomma, se non altro si comprendono meglio moventi e idee che hanno portato Botero a determinate scelte stilistiche, cosa che ha soddisfatto anche le mie curiosità a suo riguardo. Debbo dire che il suo amore per la resa della volumetria di corpi e oggetti, per quanto possa capire quanto lui stesso spiega, non me lo fa apprezzare come artista... Forse perché quando si tratta di volumi e plasticità delle forme, quello che mi viene in mente è la Sistina e Michelangelo (ok, lo so che è sleale un raffronto, visto che Michelangelo è nato all'arte come scultore, ma dato che si parla di "amore per il volume"...). Quelle non son figure magre, ma caspita che volumi e che plasticità senza che vengano meno le forme dei corpi. Il volume, infatti, a mio parere non può rompere totalmente la forma. Del resto, se anche Botero ha avuto ammirazione per Rubens, nemmeno l'abbondanza (quella sì veramente molto sensuale) delle figure femminili di quest'ultimo fa venir meno la forma del corpo! Ovviamente sono mie impressioni, ma le figure di Botero non le trovo sensuali: espanse sì, più sferiche (con attenzione ad una certa tridimensionalità) che tondeggianti, sì, ma i corpi perdono la forma e le figure ("umane" -?-) finiscono per sembrare a mio avviso bambole gonfiabili.



65.Elena Ricci in data 24/10/2016 08:52:45

Visitata casa Botero a Bogotà, dipinti molto belli, ma non mi convince molto la spiegazione sulla rotondità associata alla sessualità. Meglio legarla agli archetipi della cultura indigena. E comunque è un artista che ha saputo cogliere le opportunità, può piacere o no come capita con tutti, non vi pare?



66.Luciana Salvi in data 24/10/2016 09:20:47

io non lo chiamerei artista è un pubblicitario di se stesso, ha inventato questo espediente di dipingere persone irrealmente tutte grasse per crearsi un linguaggio riconoscibile da tutti, è ridicolo non esprime nulla,non c'è niente da capire, come tecnica è un nulla, nemmeno degno di essere considerato sotto ogni aspetto



67. Hanna Lisa Loi in data 24/10/2016 12:53:10

Fa schifo pure a me



68.Tilde Viscardi in data 24/10/2016 10:28:26

Se Botero avesse voluto raffigurare donne grasse non le avrebbe fatte con seni piccolini dilatando il resto del corpo in modo irreale. E ciò vale anche per le figure maschili, Cristo compreso e per gli oggetti. Non mi interessa tanto ciò che lui intende esprimere, ma la sensazione che danno i suoi dipinti che solo l'opera di un artista col bello o con brutto, può suscitare.



69.Alessandra Celeghin in data 24/10/2016 11:28:48

Scusate ... riuscireste a stringere un po' i margini dei vostri - interessantissimi - testi. Sono fitti e con righe lunghissime, grazie!



70.Fabio Castagna in data 24/10/2016 12:09:03

Non sono grasse, hanno solo le ossa grosse!!?



71.Donatella Cavaterra in data 24/10/2016 12:24:26

Molto interessante...anche se in realtà non ci avevo mai pensato sul perché



72.Maria Pia Tomaiuoli in data 24/10/2016 13:02:31

Botero in questo momento mi stai ..molto molto simpatico!!!



73.Angelica Firmani in data 24/10/2016 13:06:54

Leonardo da Vinci e Caravaggio con certeza se regiraram na tomba! Eu fico feliz em saber que nao sou gorda,mas voluminosa, abondante e quem sabe um modelo de beleza alteranativo! kkkk.3



74.Laura Donati in data 24/10/2016 14:07:46

Molto bello. Ho visto la sua mostra a Spoleto l' anno scorso.... :)



75.Donatella Barbaro in data 24/10/2016 17:20:53

Articolo interessantissimo



76.Lorenza Fullin in data 24/10/2016 17:33:58

lui è fantastico..il mio pittore contemporaneo preferito...quindi che importa perchè dipinge le figure grasse???



77.Antonella Massa in data 24/10/2016 17:54:52

Io nn cercherei tanti contenuti nel lavoro di Botero se non uno solo: dipingere ciò che gli altri sfuggono per compensare la coscienza fuggente. Il "grasso" è l'eccedenza sociale, Botero ha colto il senso di colpa collettivo e ne ha fatto il suo stile. Remunerato altamente proprio x compensare il senso di colpa. Artisticamente nn mi dice nulla. Commercialmente è un genio.



78.Rossana Schirra in data 24/10/2016 18:30:36

Grazie



79.Federica Miggiano in data 25/10/2016 09:00:41

Germano



80.Giovanna Capponi in data 26/10/2016 16:18:27

Molto interessante!





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