I libri proibiti - di Mario Infelise


I libri proibiti da Gutenberg all'Encyclopédie, libro di Mario Infelise sulla censura libraria in Europa tra il Quattrocento e il Settecento

Inauguriamo oggi il nuovo spazio di Finestre sull’Arte dedicato ai libri: vi parleremo in breve di alcuni libri che abbiamo letto, che riteniamo interessante condividere con voi e che, ovviamente, vi consigliamo! Oggi partiamo prendendo in esame un vasto periodo storico, quello di cui ci occupiamo principalmente nel nostro podcast, ovvero quello che va dal 1450 circa fino al Settecento inoltrato. E lo facciamo con un volume di Mario Infelise, I libri proibiti - da Gutenberg all’Encyclopédie, edito da Laterza.

Il testo in questione intende parlare della censura libraria in Europa nel periodo sopraccitato e prendendo come punto di partenza l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Johann Gutenberg (una invenzione che pose diversi problemi all’attività censoria) e come termine il 1789, anno in cui la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino sanciva la libertà di stampa e di pensiero.

I libri proibiti di Mario Infelise
I libri proibiti di Mario Infelise
Mario Infelise, che insegna materie letterarie come storia culturale e storia della comunicazione scritta all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ci propone un saggio agile e comprensibile che ci porta all’interno dei meccanismi della censura nei secoli in questione, alternando la descrizione delle vicissitudini storiche (come quelle che hanno portato alla redazione dell’Indice dei libri proibiti) al racconto dei dibattiti che nelle varie epoche sono sorti intorno all’argomento.

Scopriamo così le figure di personaggi magari poco noti ai più ma che hanno avuto un ruolo non di secondo piano nelle vicende che li hanno interessati: è il caso, per esempio, di Guillaume Lamoignon de Malesherbes, che verso la metà del Settecento, nell’epoca dei lumi, ebbe il merito di sottolineare tutte le contraddizioni del sistema censorio francese, oppure Ludovico Beccadelli, arcivescovo di Ragusa (la Dubrovnik oggi in Croazia), che espresse le sue perplessità a proposito della proibizione della lettura della Bibbia nelle lingue volgari.

Un viaggio che ci fa conoscere anche persone che pagarono con la vita la propria voglia di libertà, come il mugnaio friulano Domenico Scandella, soprannominato Menocchio, processato e fatto giustiziare dall’Inquisizione, o come il più illustre letterato Ferrante Pallavicino, che fu catturato con l’inganno ad Avignone e quindi processato e giustiziato. Alla narrazione delle storie di questi personaggi si aggiunge la descrizione dei metodi di censura, che in certe epoche non si basarono solo sul divieto di lettura di certi libri (l’Indice paolino del 1559 proibiva l’intera opera di autori come Erasmo da Rotterdam, Niccolò Machiavelli e François Rabelais), ma anche sulla correzione di quelli che non si volevano proibire ma che contenevano passaggi che agli occhi dei censori non potevano essere letti dal pubblico.

È il caso, per esempio, di Francesco Petrarca che subì una riscrittura pressoché completa del suo Canzoniere (si stima che solo il 17% dei sonetti e il 26% delle canzoni rimase uguale all’originale) a opera del frate Girolamo Malipiero: questa sorte, che in certi casi raggiunse esiti più che grotteschi (nelle stessa opera petrarchesca fecero comparsa accenni a Lutero), toccò anche ad altri autori come Giovanni Boccaccio o Baldassarre Castiglione, e si trattava di una pratica sicuramente più subdola della proibizione in quanto il pensiero di molti autori veniva completamente stravolto e distorto. Una menzione merita anche il già citato caso della proibizione della lettura delle Bibbie volgari in Italia, un provvedimento entrato definitivamente in vigore con l’Indice clementino del 1596 (e abolito soltanto nel 1758 sotto Benedetto XIV: provvedimento che secondo la storica Gigliola Fragnito avrebbe avuto “incalcolabili conseguenze sulla religiosità, sulla cultura e sulla mentalità”). Ma non è solo la Chiesa l’oggetto di indagine della ricerca, perché scopriamo che anche gli Stati adottarono diversi sistemi di censura. Vasti spazi vengono inoltre concessi alla descrizione dell’applicazione della censura, con tutto ciò che ne conseguì.

Leggere I libri proibiti di Mario Infelise ci aiuta a entrare nel merito di alcune vicende che caratterizzarono in modo profondo la cultura di un lungo periodo storico e che fecero sentire talvolta la loro eco anche nelle arti (vicende che ebbero gravi conseguenze a livello culturale, sociale e anche economico), e ci fa capire anche in quale clima dovessero vivere gli uomini di cultura o, in generale, chiunque desiderasse poter leggere ed esprimere il proprio pensiero liberamente. Una lettura che consigliamo anche perché fa venir voglia di approfondire e soprattutto perché, se fino a prima non conoscevamo le vicende della censura di questi secoli, dopo aver letto I libri proibiti guarderemo con un occhio un po’ diverso (e di sicuro in modo più approfondito) alla nostra storia.

I libri proibiti - da Gutenberg all’Encyclopédie
di Mario Infelise
Laterza, 2008 (prima edizione 1999)
153 pagine
12 euro


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Federico Giannini

L'autore di questo articolo: Federico Giannini

Giornalista d'arte, nato a Massa nel 1986, laureato a Pisa nel 2010. Ho fondato Finestre sull'Arte con Ilaria Baratta. Oltre che su queste pagine, scrivo su Art e Dossier e su Left.

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