A Bacoli (Napoli) è stata resa visibile al pubblico una villa marittima d’epoca romana con oltre duemila anni di storia, emersa nell’area di Villa Ferretti. Il complesso, attribuito al politico e militare Publio Cornelio Dolabella, genero di Marco Tullio Cicerone e figura di rilievo dell’età cesariana, si colloca nel contesto archeologico dell’antica Baia, località nota nell’età romana come luogo di villeggiatura dell’élite dell’Impero.
A renderlo noto è il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha annunciato la conclusione del primo cantiere e la rimozione delle impalcature attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook. Il sito presenta un elemento di particolare interesse: si tratta della prima villa marittima romana individuata all’interno di un bene confiscato alla camorra. L’area, oggi restituita alla collettività, ospita una vasta struttura affacciata sulla baia, ancora in gran parte da indagare.
Il complesso si articola su più terrazze e si inserisce nel sistema monumentale dell’antica Baia, città costiera oggi in parte sommersa nei fondali del golfo. Le indagini archeologiche, comprese le ricerche subacquee, hanno consentito di individuare ulteriori livelli del complesso che risultano attualmente sommersi e di ampliare la conoscenza dell’organizzazione architettonica della villa.
Gli interventi realizzati hanno riguardato la messa in sicurezza e il restauro di diversi ambienti, oltre all’individuazione di nuovi spazi ipogei. Le operazioni hanno inoltre permesso di valorizzare elementi decorativi e reperti di particolare interesse emersi durante le attività di scavo. Il percorso di lettura del sito raggiunge la sommità dell’ultimo terrazzamento, offrendo una visione complessiva che mette in relazione il patrimonio archeologico con il paesaggio costiero circostante.
Il progetto rientra in una strategia di valorizzazione culturale e turistica del territorio. L’amministrazione comunale ha annunciato anche l’intenzione di trasformare l’area in un parco archeologico comunale, mentre le indagini archeologiche proseguiranno con ulteriori campagne di scavo, considerate necessarie per comprendere pienamente l’estensione e le caratteristiche del complesso.
L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia
Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.Per inviare il commento devi
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