Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di san Francesco (Assisi, 1181 – 1226) e Assisi si prepara a celebrare l’anniversario con un progetto che guarda al futuro della tutela del patrimonio culturale: la Basilica di San Francesco di Assisi diventa infatti protagonista di un vasto intervento di digitalizzazione integrale pensato per conservare, studiare e rendere accessibile uno dei complessi monumentali più importanti dell’umanità. Il progetto si chiama Preserving Assisi ed è attualmente in corso, con l’obiettivo di concludersi nell’ottobre 2026, in coincidenza con le celebrazioni per l’ottavo centenario.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco dei Frati Minori Conventuali e Haltadefinizione, tech company di Gruppo Panini Cultura, attraverso un’associazione in partecipazione costituita con atto pubblico. Il progetto gode del patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni di San Francesco e della Regione Umbria e si avvale della collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze. Si tratta di un’alleanza che mette insieme competenze scientifiche, istituzionali e tecnologiche, con l’ambizione di costruire una documentazione digitale completa e strutturata dell’intero complesso basilicale.
Avviato nel 2025, Preserving Assisi è stato concepito come un percorso articolato in fasi successive. Le prime attività di digitalizzazione sono già state completate e hanno restituito risultati concreti, tra cui un visore 360 dedicato alla chiesa superiore della Basilica. Si tratta di una prima anticipazione dell’ampiezza e della complessità dell’intervento complessivo, che durante l’anno proseguirà con nuove acquisizioni. L’obiettivo è documentare in modo sistematico e accurato sia gli spazi interni sia quelli esterni della Basilica, includendo le decorazioni architettoniche e i cicli pittorici che ne fanno un unicum nella storia dell’arte medievale.
Al centro dell’operazione vi è l’impiego integrato di tecnologie digitali avanzate. Immagini ad altissima definizione e ricostruzioni tridimensionali consentiranno di registrare ogni dettaglio del complesso monumentale con un livello di precisione senza precedenti. Questa mole di dati non è pensata soltanto come archivio statico, ma come strumento dinamico per la conservazione, lo studio e la valorizzazione. La possibilità di esplorare virtualmente gli ambienti e le superfici pittoriche permetterà infatti di ampliare le opportunità di ricerca scientifica e, allo stesso tempo, di favorire una fruizione internazionale attraverso strumenti digitali sviluppati per la divulgazione.
Particolare attenzione è dedicata ai cicli pittorici di Giotto e dei maestri del Duecento, che costituiscono uno dei nuclei artistici più rilevanti dell’intero complesso. La digitalizzazione consentirà di analizzare in modo ravvicinato le superfici, di monitorarne lo stato di conservazione e di offrire agli studiosi e al pubblico una visione dettagliata, altrimenti difficilmente accessibile. In questo senso, Preserving Assisi si configura come un intervento che intreccia tutela e conoscenza, riaffermando il principio secondo cui la salvaguardia del patrimonio passa attraverso una documentazione rigorosa e aggiornata.
La scelta di investire in una digitalizzazione integrale si inserisce in una traiettoria storica precisa. Dopo il terremoto del 1997, che colpì duramente la Basilica e ne mise in luce la vulnerabilità, emerse con forza la consapevolezza che la conservazione del complesso dovesse diventare una responsabilità collettiva. In quell’occasione, la documentazione fotografica realizzata da Franco Cosimo Panini Editore, oggi parte di Gruppo Panini Cultura, per la collana Mirabilia Italiae, si rivelò determinante per consentire interventi di restauro scientificamente fondati. Quelle immagini ad alta qualità offrirono una base conoscitiva indispensabile per comprendere lo stato delle opere prima del sisma e pianificare interventi coerenti e rispettosi della loro integrità.
Preserving Assisi si colloca in continuità ideale con quell’esperienza, traducendo nel linguaggio del digitale l’impegno già dimostrato in passato. Se allora la fotografia editoriale rappresentò uno strumento decisivo per la tutela, oggi le tecnologie di acquisizione in altissima definizione e le ricostruzioni tridimensionali ampliano ulteriormente le possibilità di documentazione e analisi. La digitalizzazione diventa così l’evoluzione naturale di un percorso iniziato decenni fa, proiettando nel futuro una metodologia che considera la conoscenza accurata del bene culturale come condizione imprescindibile per la sua salvaguardia.
Il progetto si inserisce ufficialmente nel programma delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. La piattaforma digitale che sarà resa disponibile al termine dei lavori metterà a disposizione del pubblico una documentazione completa e accessibile dell’intero complesso. Si tratterà di uno strumento pensato per studiosi, ricercatori, studenti e visitatori virtuali, con l’obiettivo di restituire una visione approfondita di uno dei patrimoni storico-artistici più significativi dell’Occidente.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.