Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede ha reso noti i 24 artisti coinvolti nel Padiglione della Santa Sede alla 61ª Mostra Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Il progetto, curato da Hans Ulrich Obrist e Ben Vickers in collaborazione con Soundwalk Collective, intitolato L’orecchio è l’occhio dell’anima, si articolerà in due luoghi della città di Venezia: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi nel sestiere di Cannaregio e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice, a Castello. Nato in risposta alla visione curatoriale proposta da Koyo Kouoh per la Biennale Arte 2026, che esorta a rallentare e a mettersi in ascolto su una dimensione più raccolta e silenziosa, il progetto espositivo si propone come una sorta di preghiera sonora, invitando a un’esperienza contemplativa dell’ascolto, ispirata alla figura e all’eredità di Santa Ildegarda di Bingen, badessa medievale, poetessa, guaritrice e compositrice vissuta tra il 1098 e il 1179.
Tra gli artisti presenti nel Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi figurano Bhanu Kapil, Brian Eno, Carminho, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Holly Herndon e Mat Dryhurst, Jim Jarmusch, Kali Malone, Kazu Makino, Laraaji, Meredith Monk, Moor Mother, Otobong Nkanga, Patti Smith, Precious Okoyomon, Raúl Zurita, Soundwalk Collective, Suzanne Ciani, Terry Riley e le monache benedettine dell’Abbazia di Santa Ildegarda di Eibingen, mentre al Complesso di Santa Maria Ausiliatrice si troveranno opere di Alexander Kluge, Ilda David’ e Tatiana Bilbao. L’ultima opera del noto regista e autore Alexander Kluge, scomparso il 25 marzo 2026 all’età di 94 anni, sarà presentata proprio nella sede di Castello, dove sarà visibile come parte integrante del Padiglione; allo stesso Kluge si deve anche il titolo del padiglione.
La prima sezione dell’esposizione, ospitata nell’antico Giardino Mistico veneziano, uno spazio monastico verde celato all’interno di un convento del XVII secolo curato dai Carmelitani Scalzi, propone nuove opere sonore realizzate da venti tra compositori, musicisti, poeti e artisti contemporanei, lavori che dialogano con i canti, i testi e le immagini visionarie di Ildegarda attraverso la voce, gli strumenti e, in alcuni casi, il silenzio; qui i visitatori saranno invitati ad ascoltare le opere tramite cuffie e a immergersi in un’esperienza riflessiva, resa possibile anche grazie a un dispositivo site-specific ideato da Soundwalk Collective che rileva e restituisce i suoni del giardino in tempo reale.
Nella seconda sede, situata nel sestiere di Castello, il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice verrà trasformato in uno scriptorium contemporaneo, richiamando i luoghi medievali dedicati alla copiatura e alla decorazione dei manoscritti, e si svilupperà attorno a tre nuclei principali: un archivio vivente, l’ultima opera di Alexander Kluge e la liturgia sonora delle monache dell’abbazia di Eibingen; l’archivio è stato curato in stretta collaborazione con suor Maura Zátonyi OSB e con l’Accademia di Santa Ildegarda, il cui lavoro di studio, trasmissione e conservazione dell’eredità della santa ha rappresentato una fonte di ispirazione per gli artisti e i collaboratori del Padiglione, e al suo interno sarà possibile consultare una biblioteca multilingue dedicata ai testi ildegardiani, i libri d’artista di Ilda David’ e un nuovo progetto architettonico monastico firmato da Tatiana Bilbao Estudio; inoltre, la sede ospiterà l’opera conclusiva di Kluge, completata prima della sua morte nel marzo 2026, una grande installazione composta da film e immagini in dodici stazioni distribuite in tre ambienti, secondo una logica che richiama il processo industriale del restauro in corso nell’edificio.
Infine, la presentazione presso il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice rappresenta un ulteriore sviluppo del Padiglione della Santa Sede alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, che porta avanti sia l’intervento sul sito sia il progetto architettonico denominato Opera Aperta (2025), realizzato da Tatiana Bilbao Estudio insieme a MAIO Architects.
Commissario del Padiglione della Santa sede è il Cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede.
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