Le mostre più attese dell'autunno 2026, quali visitare


Le mostre più attese in Italia nell’autunno 2026: ecco quelle da visitare.

Via a un’altra stagione di mostre: l’autunno 2026 porterà diverse esposizioni in giro per l’Italia. Dai grandi maestri del passato alle voci più innovative del contemporaneo, musei e istituzioni culturali si preparano ad accogliere mostre capaci di attraversare epoche, linguaggi e geografie, offrendo nuove prospettive su artisti e temi che continuano a interrogare il nostro presente.

Tra grandi ritorni, importanti retrospettive e riletture inedite, abbiamo selezionato 15 mostre tra le più attese dell’autunno 2026. Un itinerario che spazia dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alle installazioni. Sono esposizioni che promettono non solo di attirare l’attenzione del pubblico, ma anche di raccontare, attraverso opere celebri e scoperte meno conosciute, come il modo di guardare l’arte continui a cambiare. E proprio per questo, l’autunno che sta per cominciare potrebbe essere uno dei momenti più interessanti dell’anno per tornare nelle sale di un museo.

1. Marisa Merz a Torino

Dove e quando: Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM, dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino collaborano alla realizzazione di Marisa Merz – La danza delle ore, una mostra in tre atti dedicata al centenario della nascita dell’artista Marisa Merz. L’esposizione, in programma dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 e sostenuta dalla Fondazione CRT, intende offrire una rilettura estesa della produzione di Marisa Merz attraverso un percorso distribuito nelle tre istituzioni cittadine.

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Marisa Merz, Senza titolo (Untitled) (1985) Su concessione di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto: Paolo Pellion
Marisa Merz, Senza titolo (Untitled) (1985) Su concessione di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto: Paolo Pellion

2. Il divisionismo a Biella

Dove e quando: Biella, Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero, dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027

Dal 28 novembre 2026 al 4 aprile 2027 Biella ospiterà una delle più ampie ricognizioni dedicate al Divisionismo italiano, e in particolare sulla sua evoluzione nel primo Novecento. Le sedi di Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero accoglieranno infatti la mostra Divisionismo 1900-1930. Il segno dell’avanguardia in Italia, curata da Niccolò D’Agati e Sergio Rebora, un progetto espositivo che, attraverso oltre 150 opere, intende rileggere uno dei movimenti fondamentali della pittura italiana mettendone in evidenza il ruolo nella formazione delle avanguardie del XX secolo. La mostra propone un punto di vista differente rispetto alla tradizionale interpretazione del Divisionismo, concentrando l’attenzione non tanto sulla sua nascita nell’ultimo decennio dell’Ottocento, quanto sulla sua evoluzione tra il 1900 e il 1930, quando quella ricerca pittorica divenne uno dei linguaggi più innovativi dell’arte italiana. L’obiettivo dei curatori è infatti quello di mostrare come il Divisionismo non possa essere considerato un fenomeno concluso con la fine del XIX secolo.

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Guido Marussig, Il giglio del fuoco (1917; Collezione privata)
Guido Marussig, Il giglio del fuoco (1917; Collezione privata)

3. Luigi Conconi e la Scapigliatura a Monza

Dove e quando: Monza, Reggia di Monza, dal 6 novembre 2026 al 14 marzo 2027

Dal 6 novembre 2026 al 14 marzo 2027 l’Orangerie della Reggia di Monza presenta una mostra dedicata a Luigi Conconi (1852-1917), artista tra i protagonisti della scena creativa milanese tra Otto e Novecento ed esponente di rilievo della Scapigliatura. Curata da Simona Bartolena, l’esposizione raccoglie più di 80 opere tra dipinti, disegni e incisioni provenienti da collezioni pubbliche e private, con l’obiettivo di ricostruire il percorso di una personalità rimasta a lungo ai margini dei principali itinerari espositivi. Prodotta e realizzata da ViDi cultural in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, la mostra intende riportare l’attenzione sulla produzione di Conconi a distanza di un secolo dall’ultima monografica dedicata alla sua attività pittorica.

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Luigi Conconi, Dal terrazzo (1887; acquerello su carta, 270 x 440 mm; Collezione privata) Su gentile concessione di Quadreria dell’800, Milano
Luigi Conconi, Dal terrazzo (1887; acquerello su carta, 270 x 440 mm; Collezione privata) Su gentile concessione di Quadreria dell’800, Milano

5. Henri Matisse a Milano

Dove e quando: Milano, MUDEC, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027

NelIl MUDEC, Museo delle Culture di Milano, presenta dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027 un progetto espositivo di ampio respiro dedicato al rapporto tra Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 1869 – Nizza, 1954) e le diverse culture incontrate dall’artista nel corso dei propri studi e delle spedizioni compiute al di fuori dei confini europei. La mostra, intitolata Matisse. Il mondo in una stanza, affronta una questione centrale nella storia dell’arte, a lungo rimasta in secondo piano: il modo in cui l’arte africana, quella islamica, quella russa, del Pacifico e cinese abbiano contribuito a plasmare dall’interno il linguaggio artistico di Matisse, ridefinendo di conseguenza i confini stessi del modernismo occidentale. L’esposizione è prodotta da 24 ORE Cultura, gruppo editoriale de Il Sole 24 Ore, ed è promossa dal Comune di Milano attraverso l’assessorato alla Cultura. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza ed è sostenuto da Unipol in qualità di main sponsor, oltre che da Turisanda1924, marchio di viaggi esclusivo del gruppo Alpitour World, da Enel e da BPER Banca, che partecipano in veste di sponsor. Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, la mostra si sviluppa attraverso otto sezioni.

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Henri Matisse, Ragazze in giardino (1919; tela, 72 x 60 cm; La-Chaux-de-Fonds, Musée des Beaux-Arts de La-Chaux-de-Fonds)
Henri Matisse, Ragazze in giardino (1919; tela, 72 x 60 cm; La-Chaux-de-Fonds, Musée des Beaux-Arts de La-Chaux-de-Fonds)Foto di Luciano Fabro

5. Luciano Fabro a Milano

Dove e quando: Milano, Pirelli HangarBicocca, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027

Nelle Navate di Pirelli HangarBicocca a Milano, dall’8 ottobre 2026 al 21 febbraio 2027, sarà allestita la mostra Luciano Fabro, a cura di Fiammetta Griccioli, Roberta Tenconi e Vicente Todolí. Si tratta della prima retrospettiva museale dedicata a Luciano Fabro in Italia dopo la sua scomparsa nel 2007. L’esposizione riunirà una vasta selezione di sculture e installazioni tra le più significative dell’intero suo percorso artistico. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Luciano e Carla Fabro, la mostra approfondirà la ricerca concettuale e formale dell’artista in relazione allo spazio, analizzando il dialogo che le sue opere instaurano con la percezione di chi lo abita.

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Luciano Fabro, Vetro di Murano e shantung di seta pura (Piedi) (1968-1971). Veduta dell’installazione, 36. Biennale di Venezia, 1972. Su gentile concessione di Archivio Luciano e Carla Fabro. Foto di Luciano Fabro
Luciano Fabro, Vetro di Murano e shantung di seta pura (Piedi) (1968-1971). Veduta dell’installazione, 36. Biennale di Venezia, 1972. Su gentile concessione di Archivio Luciano e Carla Fabro. Foto di Luciano Fabro

6. Ferdinando Gonzaga a Mantova

Dove e quando: Mantova, Palazzo Ducale, dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027

In occasione del quattrocentesimo anniversario della scomparsa di Ferdinando Gonzaga, Palazzo Ducale di Mantova dedica al duca una grande esposizione dal titolo Sole mirabile per luce propria. Ferdinando Gonzaga mecenate e duca (1587–1626). La mostra, in programma dal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 nell’Appartamento di Santa Croce, intende riscoprire la personalità di un raffinato collezionista e mecenate, protagonista dell’ultima grande stagione della committenza artistica gonzaghesca. L’esposizione vuole approfondire il ruolo di Ferdinando Gonzaga nella vita culturale della corte mantovana e di comprendere le scelte artistiche che caratterizzarono gli anni del suo governo. La mostra è curata da Stefano L’Occaso, con le funzionarie storiche dell’arte Giulia Marocchi e Silvia Merigo, mentre l’allestimento è a cura dei funzionari architetti Antonio Giovanni Mazzeri e Andrea Palmieri, con la collaborazione delle architette Giulia Pampuri e Giulia Rossetti.

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Guido Reni, Nesso e Deianira o Ratto di Deianira (1619-1620; olio su tela, 262 x 192 cm; Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures, inv. 537/MR 286)
Guido Reni, Nesso e Deianira o Ratto di Deianira (1619-1620; olio su tela, 262 x 192 cm; Parigi, Musée du Louvre, Département des Peintures, inv. 537/MR 286)

7. Sebastião Salgado a Bassano del Grappa

Dove e quando: Bassano del Grappa, Museo Civico, dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027

La fotografia torna al centro della programmazione espositiva del Museo Civico di Bassano del Grappa con una mostra dedicata a Sebastião Salgado (1944-2025), figura che ha segnato in maniera decisiva la storia della fotografia contemporanea. Dopo le retrospettive riservate a Ruth Orkin, Dorothea Lange e Brassaï, l’istituzione veneta presenterà dal 24 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 la mostra Sebastião Salgado. Fotografie della collezione Maison Européenne de la Photographie, Parigi. Promossa e organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa insieme alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi e a Silvana Editoriale, con il patrocinio della Regione del Veneto, l’esposizione si propone come la prima in Italia a offrire una ricostruzione complessiva dell’intera produzione dell’autore brasiliano. Il progetto arriva a un anno dalla scomparsa del fotografo e ripercorre cinque decenni di attività attraverso una selezione di oltre 160 immagini.

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Sebastião Salgado, Iguana marina, Galápagos, Ecuador (2004; Parigi, Collection MEP, Paris. Dono di Sebastião Salgado e Lélia Wanick Salgado, 2018) © Sebastião Salgado
Sebastião Salgado, Iguana marina, Galápagos, Ecuador (2004; Parigi, Collection MEP, Paris. Dono di Sebastião Salgado e Lélia Wanick Salgado, 2018) © Sebastião Salgado

8. Max Pechstein a Padova

Dove e quando: Padova, Palazzo Zabarella, dal 24 ottobre 2026 al 14 marzo 2027

Dal 24 ottobre 2026 al 14 marzo 2027 Palazzo Zabarella a Padova ospita Max Pechstein. Espressionismo dell’anima, una grande mostra monografica dedicata a uno dei principali protagonisti dell’Espressionismo tedesco. L’esposizione ripercorre oltre cinquant’anni di attività dell’artista, riunendo più di 120 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, fotografie, schizzi e oggetti personali che raccontano il suo percorso umano e creativo. Organizzata da Palazzo Zabarella, Institut für Kulturaustausch, Kunstsammlungen Zwickau – Max-Pechstein-Museum, Fondazione Max Pechstein e dalla famiglia Pechstein, la mostra è promossa dalla Fondazione Bano, in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura. L’esposizione intende mettere in luce uno dei temi fondamentali dell’opera di Pechstein: la ricerca di un equilibrio tra l’essere umano e la natura. Le sue tele raccontano il desiderio di allontanarsi dalla frenesia della città per ritrovare un rapporto autentico con il paesaggio, trasformando boschi, coste e scenari esotici in simboli di libertà, spiritualità e armonia. Questa tensione verso la natura attraversa tutta la sua carriera e rimane centrale fino agli ultimi anni della sua vita, diventando il filo conduttore di una produzione che ancora oggi appare sorprendente

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Max Pechstein, La conversazione (1920; olio su tela, 80 x 100 cm; Collezione privata) © 2026 Pechstein - Hamburg / Berlin Foto © KUNSTSAMMLUNGEN ZWICKAU Max-Pechstein-Museum
Max Pechstein, La conversazione (1920; olio su tela, 80 x 100 cm; Collezione privata) © 2026 Pechstein - Hamburg / Berlin Foto © KUNSTSAMMLUNGEN ZWICKAU Max-Pechstein-Museum

9. Andrea Previtali ad Abano Terme

Dove e quando: Abano Terme, Museo Villa Bassi Rathgeb, dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027

Dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme ospiterà la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini, curata da Raffaele Campion e Barbara Maria Savy, promossa e prodotta dal Comune di Abano Terme in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno. L’esposizione prosegue il percorso di valorizzazione delle collezioni permanenti avviato dal museo nel 2024 attraverso progetti di ricerca e approfondimento storico-artistico. Dopo le mostre dedicate a Cesare Tallone e a Leonor Fini, il nuovo progetto espositivo concentra dunque l’attenzione su Andrea Previtali, pittore rinascimentale nell’Italia settentrionale, attivo tra Venezia e Bergamo.

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Andrea Previtali, Madonna con Bambino e donatore (1502; Padova, Musei Civici) © Su concessione del Comune di Padova - Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche
Andrea Previtali, Madonna con Bambino e donatore (1502; Padova, Musei Civici) © Su concessione del Comune di Padova - Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche

10. Man Ray a Rovigo

Dove e quando: Rovigo, Palazzo Roverella, dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027

Dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027 Palazzo Roverella a Rovigo ospita Man Ray. Il maestro del Surrealismo, una monografica dedicata a uno dei protagonisti della fotografia del Novecento. L’esposizione inaugura il nuovo biennio espositivo 2027-2028 presentato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e si inserisce nel programma del museo, che nei prossimi anni comprenderà mostre dedicate all’arte, alla fotografia e alla storia, con partnership internazionali. Curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, la mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e la produzione di Silvana Editoriale. Il progetto coinvolge direttamente il Man Ray Trust di New York e la Photothèque Man Ray di Parigi, a garanzia di una selezione di opere sottoposta a criteri conservativi e conoscitivi. I curatori sono inoltre specialisti dell’opera dell’artista e propongono una lettura aggiornata della sua produzione.

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Man Ray, Le Violon d’Ingres (1924; stampa ai sali d’argento, 39x30 cm; Collezione privata) © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026. Immagine: Telimage, Paris
Man Ray, Le Violon d’Ingres (1924; stampa ai sali d’argento, 39x30 cm; Collezione privata) © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026. Immagine: Telimage, Paris

11. Kandinskij, Klee e Malevič a Reggio Emilia

Dove e quando: Reggio Emilia, Palazzo Magnani, dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027

Palazzo Magnani di Reggio Emilia riaprirà al pubblico con la mostra Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič alla luce del pensiero di Pavel Florenskij, in programma dal 14 novembre 2026 al 14 marzo 2027. L’esposizione, curata da Roberto Cresti, Emilio Ferrario e Valentina Parisi, con il supporto di un comitato scientifico composto da John Bowlt, James Bradburne, Silvia Cavalchi, Luigi Grasselli e Nicoletta Misler, propone un progetto di ricerca dedicato alle relazioni tra arte, scienza e pensiero filosofico nel primo Novecento. Il percorso espositivo indaga le radici della rivoluzione artistica e scientifica che ha segnato il secolo scorso, mettendo in relazione i capolavori delle avanguardie astratte storiche, le icone russe e la figura di Pavel Florenskij (1882-1937), scienziato, matematico, teologo, educatore e teorico dell’arte definito dai contemporanei “il Leonardo russo”.

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Paul Ernst Klee, Landschaft bei E. (in Bayern) (1921; olio e penna su carta su cartone, 49,8 x 35,2 cm; Berna, Zentrum Paul Klee, inv. n° PKS F 25) ©Zentrum Paul Klee, Bern, Image archive
Paul Ernst Klee, Landschaft bei E. (in Bayern) (1921; olio e penna su carta su cartone, 49,8 x 35,2 cm; Berna, Zentrum Paul Klee, inv. n° PKS F 25) ©Zentrum Paul Klee, Bern, Image archive

12. I capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen a Ferrara

Dove e quando: Ferrara, Palazzo dei Diamanti, dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027

Dal 19 settembre 2026 al 10 gennaio 2027 Palazzo dei Diamanti a Ferrara ospita la mostra Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità. Capolavori dal Museum Boijmans Van Beuningen e da altre importanti collezioni, a cura di Sandra Kisters e Vasilij Gusella. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Museum Boijmans Van Beuningen e con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, intende analizzare le profonde trasformazioni che interessarono la pittura europea tra XIX e XX secolo, un periodo caratterizzato da un radicale cambiamento nel modo di osservare e rappresentare la realtà. Attraverso il tema del paesaggio, inteso sia nella sua dimensione naturale sia in quella urbana, il percorso metterà in evidenza l’evoluzione del rapporto tra artista e mondo visibile. La natura, la città e la vita moderna diventano così i principali strumenti per comprendere come gli artisti abbiano progressivamente abbandonato una rappresentazione oggettiva della realtà per sviluppare linguaggi sempre più personali e innovativi.

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Claude Monet, Campo di papaveri (1881; olio su tela, 58 x 79cm; Rotterdam, Collezione Museum Boijmans Van Beuningen. Acquisito con la collezione di D.G. van Beuningen). Foto: Studio Tromp
Claude Monet, Campo di papaveri (1881; olio su tela, 58 x 79cm; Rotterdam, Collezione Museum Boijmans Van Beuningen. Acquisito con la collezione di D.G. van Beuningen). Foto: Studio Tromp

13. Giorgio Gandini del Grano a Parma

Dove e quando: Parma, Complesso della Pilotta, dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027

Sarà il Complesso monumentale della Pilotta di Parma a ospitare, dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, la prima grande mostra monografica dedicata a Giorgio Gandini del Grano (Parma, 1498 – 1538), una delle figure più affascinanti e al tempo stesso più enigmatiche del Rinascimento emiliano. L’esposizione, intitolata Giorgio Gandini del Grano. L’enigma di un maestro sulle orme di Correggio, rappresenta un appuntamento destinato a segnare gli studi sull’artista parmense, grazie a un progetto che riunisce per la prima volta l’intero corpus delle opere pittoriche conosciute e una significativa selezione della sua produzione grafica. Curata da Stefano L’Occaso, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, e da Denis Ton, direttore della Pilotta, la mostra nasce con l’obiettivo di restituire piena visibilità a un autore che, nonostante il riconoscimento ottenuto dai contemporanei, è rimasto per secoli in una posizione marginale all’interno della storia dell’arte italiana. La scarsità delle testimonianze biografiche e il numero estremamente ridotto di opere sopravvissute hanno infatti contribuito a mantenere avvolta nel mistero la figura di Giorgio Gandini del Grano, protagonista nel XVI secolo di quella che gli storici dell’arte hanno definito “Scuola di Parma”, il gruppo di pittori che si sviluppò attorno all’eredità artistica lasciata da Antonio Allegri, il Correggio.

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Giorgio Gandini del Grano, La città di Parma presentata alla Vergine (inizi XVI secolo - 1538; olio su tavola preparata con tela, 56 x 43 cm; Parma, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta)
Giorgio Gandini del Grano, La città di Parma presentata alla Vergine (inizi XVI secolo - 1538; olio su tavola preparata con tela, 56 x 43 cm; Parma, Galleria Nazionale, Complesso monumentale della Pilotta)

14. Artemisia Gentileschi a Firenze

Dove e quando: Firenze, Museo degli Innocenti, dal 21 ottobre 2026 fino al 4 aprile 2027

Dal 21 ottobre 2026 fino al 4 aprile 2027, a Firenze il Museo degli Innocenti ospita una mostra monografica interamente incentrata sul periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, post 1564). L’iniziativa intende approfondire una fase cruciale e formativa nella parabola umana e artistica della pittrice, segnata dal distacco da Roma e dall’inserimento profondo nel tessuto culturale, intellettuale e artistico della Toscana medicea del Seicento. La mostra, intitolata Artemisia Gentileschi a Firenze e curata da Costantino D’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, si concentra sul soggiorno di Artemisia a Firenze, che rappresenta il momento in cui l’artista raggiunge la propria maturità creativa. Lasciatasi alle spalle la complessa e oppressiva attenzione mediatica che ne aveva segnato i trascorsi nella capitale, la pittrice trova nella città toscana le condizioni ideali per affermare il proprio talento. È proprio a Firenze che si compiono passaggi istituzionali di eccezionale rilievo per l’epoca: Artemisia diviene infatti la prima donna in assoluto a essere ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno. Nel corso degli anni fiorentini, la sua figura calamita l’attenzione e la stima della corte medicea, ricevendo incarichi di alto prestigio da parte della famiglia granducale, stringendo sodalizi e frequentazioni con intellettuali di primissimo piano come Galileo Galilei e confrontandosi con i principali artisti coevi presenti sulla scena cittadina.

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Artemisia Gentileschi, Allegoria dell’inclinazione (1616; olio su tela, 152 x 61 cm; Firenze, Casa Buonarroti)
Artemisia Gentileschi, Allegoria dell’inclinazione (1616; olio su tela, 152 x 61 cm; Firenze, Casa Buonarroti)

15. Edward Hopper a Pisa

Dove e quando: Pisa, Palazzo Blu, dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027

Dal 14 ottobre 2026 al 7 marzo 2027 Palazzo Blu di Pisa ospiterà la mostra Edward Hopper, esposizione internazionale dedicata a uno dei principali protagonisti della pittura americana del Novecento, Edward Hopper (Nyack, 1882 – Manhattan, 1967). Il progetto, promosso dalla Fondazione Palazzo Blu, è organizzato dal Whitney Museum of American Art di New York con MondoMostre e con il contributo di Fondazione Pisa. La mostra è curata da Kim Conaty, Nancy and Steve Crown Family Chief Curator del Whitney Museum of American Art, e da Barbara Haskell, curatrice presso lo stesso museo. L’esposizione propone un percorso attraverso l’intera carriera di Hopper, artista che ha profondamente influenzato la rappresentazione della modernità, della vita urbana e del paesaggio americano nell’arte contemporanea. Il progetto riunisce oltre 150 opere provenienti dalle collezioni del Whitney Museum of American Art, tra dipinti a olio, disegni, acqueforti, acquerelli e altri lavori che documentano le diverse fasi della ricerca dell’artista.

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Edward Hopper, Sera Blu (1914; olio su tela, 91,8 × 182,7 cm; Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1208) © Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE
Edward Hopper, Sera Blu (1914; olio su tela, 91,8 × 182,7 cm; Whitney Museum of American Art, New York; Josephine N. Hopper Bequest / lascito di Josephine N. Hopper 70.1208) © Heirs of Josephine N. Hopper/SIAE

16. Broken a Firenze

Dove e quando: Firenze, Palazzo Strozzi, dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027

Palazzo Strozzi ospita la mostra Broken. Il potere del frammento, dedicata al tema del frammento dall’archeologia all’arte contemporanea, con l’obiettivo d’indagare il valore simbolico, estetico ed evocativo dei frammenti, mettendo in evidenza il fascino che questi oggetti hanno esercitato sull’umanità nel corso dei secoli. Aperta al pubblico dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, sarà curata da C. D. Dickerson e Andrew Sears e realizzata in collaborazione con la National Gallery of Art di Washington, dove sarà successivamente allestita nella primavera del 2027. Saranno esposte in mostra oltre novanta opere provenienti da epoche e contesti culturali differenti, per sottolineare sia la forza visiva dei frammenti sia le complesse vicende storiche che essi custodiscono. La selezione comprenderà testimonianze delle antiche civiltà dell’Egitto, della Grecia, dell’Etruria e della Mesoamerica, affiancate a opere provenienti da contesti premoderni e della prima età moderna, dal Perù alla Cambogia. Accanto ai reperti storici troveranno spazio lavori di artisti moderni e contemporanei che hanno fatto del frammento uno strumento di ricerca e sperimentazione creativa. Tra questi, Auguste Rodin, Alberto Giacometti, Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Francesco Vezzoli e Danh Vo.

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Testa di giovane (Efebo), fine del I secolo a.C. - inizio del I secolo d.C.; Città del Vaticano, Musei Vaticani. Foto © Città del Vaticano, Musei Vaticani
Testa di giovane (Efebo) (fine del I secolo a.C. - inizio del I secolo d.C.; Città del Vaticano, Musei Vaticani). Foto © Città del Vaticano, Musei Vaticani

17. Keith Haring a Roma

Dove e quando: Roma, Museo di Roma a Palazzo Braschi, dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027

Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita Keith Haring, una grande mostra dedicata a uno degli artisti più famosi e amati della seconda metà del Novecento. Curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, l’esposizione è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con MondoMostre, Zètema Progetto Cultura e con il sostegno di Fineco. Il percorso espositivo riunisce oltre 140 opere tra dipinti, disegni, sculture, poster e documenti provenienti principalmente dalla Nakamura Keith Haring Collection, la più importante raccolta al mondo dedicata all’artista, affiancata da significativi prestiti pubblici e privati. La mostra ripercorre l’intera parabola creativa di Haring, dai primi interventi nella metropolitana di New York fino alle ultime opere realizzate poco prima della sua scomparsa.

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Keith Haring, Icone (1990; serigrafia su carta con goffratura, 53,5 × 63,5 cm) © Keith Haring Foundation. Su gentile concessione di Nakamura Keith Haring Collection
Keith Haring, Icone (1990; serigrafia su carta con goffratura, 53,5 × 63,5 cm) © Keith Haring Foundation. Su gentile concessione di Nakamura Keith Haring Collection

18. Kandinsky a Roma

Dove e quando: Roma, Palazzo Bonaparte, dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027

Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 Palazzo Bonaparte di Roma accoglie una grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky. Prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou e curata da Angela Lampe, l’esposizione riunisce oltre settanta opere provenienti dal museo parigino e da importanti istituzioni internazionali. Il Centre Pompidou custodisce infatti la più ricca collezione di lavori dell’artista, grazie alle donazioni e al prezioso lascito della moglie Nina Kandinsky. L’esposizione dal titolo Kandinsky ripercorre l’intera vicenda umana e artistica del pittore, raccontando il suo percorso: dagli studi in Giurisprudenza ed Economia politica all’Università di Mosca fino all’affermazione come uno dei massimi protagonisti dell’arte moderna. Il viaggio attraversa i principali momenti della sua vita, tra cambiamenti storici, trasferimenti, incontri e relazioni che hanno influenzato profondamente la sua ricerca creativa.

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Vassily Kandinsky, Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu) (1925; olio su tela, 128 x 201,5 cm; Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle, Donazione di Nina Kandinsky, 1976)
Vassily Kandinsky, Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu) (1925; olio su tela, 128 x 201,5 cm; Parigi, Centre Pompidou, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle, Donazione di Nina Kandinsky, 1976)

19. Pontormo a Roma

Dove e quando: Roma, Scuderie del Quirinale, dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027

Sarà la prima grande mostra monografica mai dedicata a Jacopo da Pontormo (Pontorme di Empoli, 1494 – Firenze, 1557). Dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, le Scuderie del Quirinale di Roma ospiteranno un’ampia esposizione consacrata al maestro toscano, figura centrale del Cinquecento fiorentino e protagonista della stagione che segna il passaggio dal pieno Rinascimento al Manierismo. Curata da Cristina Acidini, tra i maggiori studiosi del Rinascimento fiorentino, la mostra nasce dalla collaborazione tra Ales – Scuderie del Quirinale e le Gallerie degli Uffizi, con la produzione realizzata insieme a Electa. Ad affiancare la curatrice è un comitato scientifico composto da Elena Capretti, Philippe Costamagna, Bruce Edelstein e Carlo Falciani, studiosi che da anni dedicano le proprie ricerche all’opera dell’artista.

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Pontormo, Visitazione (1528-1530 circa; olio su tavola, 202 x 156 cm; Carmignano, Santi Michele e Francesco)
Pontormo, Visitazione (1528-1530 circa; olio su tavola, 202 x 156 cm; Carmignano, Santi Michele e Francesco)



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