La cultura riparte: le regioni riaprono i musei dopo la prima settimana di coronavirus


La cultura riprende il via dopo che è trascorsa la prima settimana dell’emergenza coronavirus. Fatta eccezione per le zone rosse (i dieci comuni del Basso Lodigiano e il comune di Vo’ nei Colli Euganei), riaprono musei e biblioteche in tutte le regioni interessate dai provvedimenti d’emergenza: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Friuli Venezia Giulia. Musei e mostre riaprono da oggi con gli orari consueti (fatta eccezione per i musei chiusi solitamente di lunedì). Nelle regioni della cosiddetta “zona gialla” (ovvero tutta la Lombardia, tutto il Veneto, tutta l’Emilia Romagna e le province di Savona e Pesaro-Urbino) rimangono sospese scuole, università, università della terza età, corsi professionali, gite scolastiche e viaggi d’istruzione, cinema, teatri e discoteche, grandi manifestazioni, eventi sportivi. In Lombardia e in provincia di Piacenza continua la sospensione anche per palestre, piscine, centri sportivi, terme, centri benessere, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.

L’apertura dei musei, nelle regioni della zona gialla, è però soggetta a una precisa condizione: i musei devono cioè assicurare ingressi contingentati o comunque tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

Nella foto: Milano, Pinacoteca di Brera, il Salone Napoleonico

La cultura riparte: le regioni riaprono i musei dopo la prima settimana di coronavirus
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