Sicurezza alla Reggia di Caserta, carenze e omissioni da parte del direttore secondo una relazione del Mibac


Secondo l'ispettorato del Mibac, il crollo alla Reggia di Caserta del dicembre scorso è dovuto a carenze e omissioni da parte del direttore Mauro Felicori.

Ci sarebbero “carenze e omissioni” da parte del direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, all’origine del crollo di una porzione d’intonaco nella Sala delle Dame all’interno del museo, verificatosi lo scorso dicembre. Ad affermarlo è una relazione dell’ispettorato del Ministero dei Beni Culturali, chiamato a far luce su un episodio che avrebbe potuto arrecare danni a turisti e lavoratori (per fortuna, al momento del crollo, nessuno era presente nella sala).

“Le indagini e le verifiche ispettive condotte da questo segretariato generale sul crollo avvenuto nell’appartamento Reale della Reggia di Caserta, Sala delle Dame, il 10 dicembre 2017”, si legge nella relazione, “hanno evidenziato diverse manchevolezze/omissioni da parte del Direttore della Reggia, dott. Felicori, sia per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori e dei visitatori, sia per quel che concerne la salvaguardia e la conservazione del bene culturale”. Al direttore vengono contestati diversi punti: la non ottemperanza dei suoi obblighi in materia di sicurezza sul lavoro (nel documento di valutazione del rischio della Reggia mancano infatti riferimenti ai rischi presenti negli ambienti del museo), il mancato svolgimento di un monitoraggio strumentale e di rilievi grafici e fotografici nell’ambiente interessato dal crollo e in quelli vicini, la mancata preparazione di richieste di finanziamento per il restauro, il mancato blocco degli accessi alla Sala delle Dame e agli altri ambienti dell’Appartamento Reale a rischio. Dopo il crollo, la sala, insieme a sei ambienti attigui, era stata posta sotto sequestro dalla Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ipotizzò il reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, a carico di ignoti: le sale furono poi riaperte per permettere la messa in sicurezza dei locali.

Si profila adesso la possibilità di una responsabilità penale: i fatti, si legge ancora nella relazione, “si prestano, stante la gravità della situazione accertata e delle omissioni elencate, a configurare possibili responsabilità penali a carico dei soggetti responsabili”. Infine, l’ispettorato sollecita i lavori di messa in sicurezza: “fatte salve le misure che questa Amministrazione intenderà adottare in ordine alle responsabilità della direzione della Reggia per le manchevolezze/omissioni richiamate, risulta improcrastinabile l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e di restauro di tutti gli ambienti dell’Appartamento, da iniziarsi entro il termine di un mese dall’avvenuto dissequestro degli ambienti da parte della Procura della Repubblica, tenuto conto che l’Istituto Reggia di Caserta, come affermato dallo stesso Direttore, ha a disposizione, da tempo, finanziamenti utilizzabili a tale scopo”.

Immagine: la Reggia di Caserta. Ph. Credit Antonio Gentile

Sicurezza alla Reggia di Caserta, carenze e omissioni da parte del direttore secondo una relazione del Mibac
Sicurezza alla Reggia di Caserta, carenze e omissioni da parte del direttore secondo una relazione del Mibac


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