Arte Fiera focus 3/3. Galleria d'Arte Maggiore: “la fiera non la fanno le gallerie, la fanno i collezionisti”


La Galleria d’Arte Maggiore g.a.m., galleria bolognese fondata nel 1978 da Franco e Roberta Calarota, torna ad Arte Fiera dopo ben undici anni di assenza. Tra i maggiori nomi italiani per l’arte del Novecento, la g.a.m. si presenta all’edizione numero 44 della fiera di Bologna con un’interessante selezione di artisti locali, con continui rimandi tra un autore e l’altro, riscuotendo notevoli plausi da parte della critica e del pubblico, non solo per la scelta delle opere, tutte di altissima qualità, ma anche per l’allestimento che le esalta: sembra di trovarsi nella sala di un museo (e del resto, la g.a.m. da anni collabora con molti musei internazionali per organizzare mostre di livello).

Una selezione, quella di g.a.m., che include un nome storico e tre artisti contemporanei che l’hanno omaggiato. Quattro dunque gli artisti: Giorgio Morandi (Bologna, 1890 - 1964), Luigi Ontani (Vergato, 1943) Bertozzi&Casoni (Giampaolo Bertozzim Borgo Tossignano, 1957; Stefano Dal Monte Casoni, Lugo di Romagna, 1961) e Sissi (Daniela Olivieri; Bologna, 1977). E Morandi è proprio il protagonista, come ci spiega la titolare e fondatrice di g.a.m., Roberta Calarota, che abbiamo incontrato in fiera. “Abbiamo proposto artisti del territorio che hanno fatto un omaggio a Morandi, e che l’hanno espresso con la ceramica”. Ovvero, il mezzo che tanto affascinava Morandi e che è diventato protagonista delle sue celeberrime nature morte. “Abbiamo dunque Bertozzi&Casoni, un duo che ormai non ha più bisogno di presentazioni e che continua a collezionare successi, lo abbiamo visto anche con la recente mostra al MAMbo di Bologna, abbiamo poi Ontani che è di Vergato, quindi dell’Appennino Bolognese, ed è vicino a Grizzana Morandi, e Sissi, un’artista molto interessante invece che si è avvicinata per la prima volta a Morandi proprio con questo omaggio”.

Luigi Ontani, Tavolo extrametafisico (2015; maiolica policroma con finiture a riflessi e oro zecchino, 143 x 53 x 53 cm)
Luigi Ontani, Tavolo extrametafisico (2015; maiolica policroma con finiture a riflessi e oro zecchino, 143 x 53 x 53 cm)



Sissi, Natura viva (2019; grés dipinto in policromia sottovetrina opaca, 61 x 78 x 49 cm)
Sissi, Natura viva (2019; grés dipinto in policromia sottovetrina opaca, 61 x 78 x 49 cm)



Bertozzi&Casoni, Per Morandi (2019; ceramica policroma, 36 x 20 x 18 cm)
Bertozzi&Casoni, Per Morandi (2019; ceramica policroma, 36 x 20 x 18 cm)

Tutti artisti particolarmente in auge in questo periodo. Di Bertozzi&Casoni s’è detto: Ontani, artista di grande esperienza, continua a gran ritmo le sue attività, facendo anche discutere, com’è accaduto di recente proprio nella sua Vergato, e Sissi, che proprio in questi giorni, fino al 12 di aprile, è protagonista nel capoluogo emiliano di una mostra a Palazzo Bentivoglio che espone le sue sculture-abito. I linguaggi dei tre artisti s’incontrano e si bilanciano in un ottimo equilibrio, e la conseguenza, afferma Roberta Calarota, è che “l’obiettivo è stato centrato, nel senso che il nostro progetto è piaciuto moltissimo. Noi siamo tra i massimi referenti di Morandi, facciamo fiere internazionali e portiamo Morandi ovunque nel globo: è un autore che dà molte soddisfazioni e siamo davvero contenti di averlo omaggiato con tre artisti che hanno creato ceramiche ispirate ai suoi lavori”.

Lo stand, quindi, è piaciuto a tutti. E contribuisce a rendere questa edizione di Arte Fiera una delle migliori degli ultimi anni. Roberta Calarota è concorde nell’affermare che il direttore Simone Menegoi ha svolto un lavoro egregio: “Simone Menegoi secondo me è molto, molto bravo”, ci dice. “Ce la sta mettendo veramente tutta. Se siamo qui e siamo tornati dopo undici anni che non venivano più è grazie a lui, perché ci ha dato la possibilità di poter fare un progetto come lo avevamo pensato: normalmente nelle fiere si fanno delle grandi collettive, si portano tante opere diverse di molti artisti. Noi abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso. E Menegoi, a mio avviso, ha una marcia in più e anche la costanza di portare avanti le sue idee: è riuscito a fare molti miglioramenti. Da come ci eravamo incontrati, da come ne avevamo parlato, mi sembra che stia migliorando e stia facendo passi da gigante. E poi ha capito un aspetto fondamentale: che la fiera la fanno i collezionisti, non solo le gallerie. Le gallerie fanno le proposte e devono essere tutte dignitose. Però quello che deve fare una fiera è portare i collezionisti, e lui credo che l’abbia capito”.

Collezionisti che, peraltro, allo stand di g.a.m. non sono mancati, malgrado la volontà della Galleria d’Arte Maggiore fosse quella di portare in fiera una specie di piccola mostra, più che di vendere dei pezzi. “Noi siamo venuti a fare questa fiera”, conclude Roberta Calarota, “senza aspettative commerciali perché il mercato dell’arte in Italia sta attraversando un momento molto particolare. Noi lavoriamo molto con l’estero e molto meno con l’Italia, quindi le aspettative erano poche anche per questa ragione: nonostante tutto, però, abbiamo già venduto qualcosa, malgrado il nostro obiettivo per questa Arte Fiera non fosse tanto vendere quanto presentare il nostro progetto. Per ora, dunque, è stato per noi un successo al 100%”.

Nelle foto sotto: lo stand di Galleria d’Arte Maggiore g.a.m. ad Arte Fiera 2020.

 

Arte Fiera focus 3/3. Galleria d'Arte Maggiore: “la fiera non la fanno le gallerie, la fanno i collezionisti”
Arte Fiera focus 3/3. Galleria d'Arte Maggiore: “la fiera non la fanno le gallerie, la fanno i collezionisti”


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