Storie di lavoro e di lavoratori. A Montelupo Fiorentino la mostra J.O.B.S. - Join Our Blended Stories


È in programma al Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino (Firenze), dal 7 ottobre al 16 dicembre 2018, la mostra J.O.B.S. Join Our Blended Stories. Storie di lavoratori in mostra, rassegna collettiva di arte contemporanea che inaugura la prima edizione di Ci sono sempre parole. [non] Festival delle narrazioni popolari (e impopolari), il primo festival diffuso sulle narrazioni e sullo storytelling. La mostra intende avviare una riflessione sul mondo del lavoro di oggi, portando nelle sale del Palazzo Podestarile sedici opere di sedici artisti che interpretano le storie di altrettanti lavoratori. Ognuno dei lavoratori è partito da un oggetto (esposto in mostra) e gli artisti hanno elaborato la narrazione del singolo lavoratore attraverso le loro opere. La mostra mette dunque in relazione diretta i lavoratori con gli artisti, obbligando questi ultimi ad uno scambio di empatia, di parole e di emozioni: gli oggetti diventano il mezzo con il quale la relazione viene direttamente costruita e, al tempo stesso, l’icona che affianca le opere. Il tutto sul modello tracciato dal Museo delle Relazioni Interrotte di Zagabria.

Per il curatore, Andrea Zanetti, si tratta di una mostra collettiva nel vero senso della parola: “le opere nascono dalle parole di un racconto e sfidano la complessità individuale per diventare collettivo e condivisione”. Si legge ancora nella presentazione: “il mondo del lavoro oggi. La precarietà, l’incertezza, il silenzio, il futuro che non arriva. La realizzazione di sé. Le famiglie contemporanee, il mutuo, la pensione, i nipoti. Le non famiglie, le solitudini. Le relazioni. Quanto si potrebbe scrivere e raccontare sul mondo, meglio, i mondi, del lavoro oggi! Quante storie di difficoltà, successi o privazioni, potremmo descrivere sulla base delle cronache quotidiane che leggiamo. Il mercato, la globalità, le reti, l’innovazione, la manualità; gli operai che resistono e quelli che non esistono. Gli occhi disillusi dei pensionati e quelli rassegnati dei figli. Ma anche gli occhi di chi ci è riuscito, con o senza lotte. Le mani di chi si impolvera ogni giorno o quelle veloci di chi digita su qualche tasto”.

La mostra inizia con Unboxing di Francesco Siani (Bellosguardo, 1955), abbinata al lavoratore Giuseppe Cascio (corriere), una video-installazione accompagnata da un cubo colmo di oggetti che racconta l’arte come un “viaggio” attraverso il quale l’opera tocca la nostra sensibilità. Paolo Fiorellini (Sarzana, 1961) porta invece l’installazione Passaggio sul grande fiume, abbinata a Emanuele Batelli (capotreno), e a seguire la mostra propone l’opera di Zino (Luigi Franchi, Teramo, 1973), Precarietà, abbinata a Meri Ninci (ex dipendente di una ditta di confezioni) che affronta in maniera delicata uno dei temi più spinosi dell’attuale mondo del lavoro. Proseguendo, s’incontrano Imperfetti di Roberta Montaruli (Torino, 1978), abbinata ad Antonella Benucci, quindi il racconto dell’infanzia di Carolina Barbieri (Carrara, 1991) che interpreta il lavoro di Tiziana Costoli (maestra di scuola), quindi La Genesi di Lorenzo Devoti (Carrara, 1984), abbinata a Nicola Giusti (dipendente di un’azienda di forniture elettriche), e Su il sipario a Silvia di Enrica Pizzicori (Prato, 1976), una serie di due sculture che interpreta la passione per il teatro di Silvia Desideri (insegnante). L’ultima opera che s’incontra al pianterreno è Tra le mura di Lorena Huertas (Bogotà, 1979), un grande dipinto a tecnica mista su carta che occupa tutta una parete e racconta un intreccio visionario di architetture che elabora la narrazione di Antonio Ciampi (operaio).

Al piano superiore si viene accolti da Expositus di Cristina Balsotti (Santa Croce sull’Arno, 1955), installazione che parla di gioco, giustizia, onestà, difesa e dono e che racconta la storia di Filippo Esposito (dipendente di un’azienda della gdo e sindacalista), e Pandora’s Jar MMXVIII di Stefano Siani (Carrara, 1984), una serie di fotografie che nasce dal racconto di Barbara Daly (lavoratrice). È quindi la volta di Dream operator di Eleonora Roaro (Varese, 1989), un’opera concettuale e interattiva che interpreta il lavoro di Annalisa Ferrara (consulente finanziario), mentre nella sala successiva il pubblico incontra Un approdo sicuro di Francesco Ricci (Carrara, 1980), abbinata a Francesca Fabbri (farmacista), D’acqua dolce di Sabina Feroci (Firenze, 1971), un omaggio alla figura di Tito Paroli (operaio dei cantieri di Limite sull’Arno) e Penelope di Aurore Pornin (Orléans, 1974), che... tesse una rete attorno al racconto di Maria Rosa Salerno (dipendente di un’azienda alimentare). La rassegna si conclude con le opere di Stefano Lanzardo (La Spezia, 1960), Ablodè, che significa “libertà” in un dialetto del Togo, la terra d’origine del lavoratore Thomas Lagneble (metalmeccanico), e di Emiliano Bagnato (La Spezia, 1993), Scenario sonoro per improvvisazione collettiva, un’installazione sonora alla quale tutto il pubblico può partecipare.

La mostra apre tutti i giorni dalle 10 alle 19 (dal martedì al venerdì su richiesta presentandosi alla biglietteria del Museo della Ceramica di Montelupo, il sabato e la domenica sempre). Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. Di seguito, le foto delle opere in mostra.

Francesco Siani, Unboxing
Francesco Siani, Unboxing



Paolo Fiorellini, Passaggio sul grande fiume
Paolo Fiorellini, Passaggio sul grande fiume



Zino, Precarietà
Zino, Precarietà



Roberta Montaruli, Imperfetti
Roberta Montaruli, Imperfetti



Carolina Barbieri
Carolina Barbieri



Enrica Pizzicori, Su il sipario a Silvia
Enrica Pizzicori, Su il sipario a Silvia



Lorenzo Devoti, Genesi
Lorenzo Devoti, Genesi



Lorena Huertas, Tra le mura
Lorena Huertas, Tra le mura



Cristina Balsotti, Expositus
Cristina Balsotti, Expositus



Stefano Siani, Pandora's Jar MMXVIII
Stefano Siani, Pandora’s Jar MMXVIII



Eleonora Roaro, Dream operator
Eleonora Roaro, Dream operator



Francesco Ricci, Un approdo sicuro
Francesco Ricci, Un approdo sicuro



Sabina Feroci, D'acqua dolce
Sabina Feroci, D’acqua dolce



Aurore Pornin, Penelope
Aurore Pornin, Penelope



Stefano Lanzardo, Ablodè
Stefano Lanzardo, Ablodè



Emiliano Bagnato, Scenario sonoro per improvvisazione collettiva
Emiliano Bagnato, Scenario sonoro per improvvisazione collettiva



Storie di lavoro e di lavoratori. A Montelupo Fiorentino la mostra J.O.B.S. - Join Our Blended Stories
Storie di lavoro e di lavoratori. A Montelupo Fiorentino la mostra J.O.B.S. - Join Our Blended Stories

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