La Lega vuole impiegare turisti negli scavi archeologici. Ma il sottosegretario del MiBAC (ovviamente) si oppone


Ha fatto discutere a lungo l’emendamento alla manovra 2019 che vede come primo firmatario Lorenzo Viviani (Lega Nord) e che intende, di fatto, inventare la figura del turista-archeologo. Viviani e suoi colleghi di partito hanno infatti presentato un emendamento che, se approvato, consentirà agli ospiti degli agriturismi di partecipare ad attività di scavo archeologico qualora gli scavi insistano nella proprietà del titolare dell’agriturismo. Ecco il testo dell’incredibile emendamento: “al fine di promuovere il turismo attraverso la riscoperta della bellezza e la valorizzazione del patrimonio storico artistico nazionale attualmente inutilizzato, i titolari e/o gestori delle strutture alberghiere, delle residenze d’epoca e delle cantine di aziende vitivinicole che offrono servizi turistici, possono stipulare accordi e convenzioni con gli istituti e i luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, per valorizzare, attraverso un’opportuna custodia all’interno della propria struttura ricettiva, beni storico archeologici che rivestono particolare interesse per l’area territoriale in cui è ubicata l’attività, che risultano attualmente catalogati e immagazzinati e non direttamente accessibili al pubblico. Ma anche gli imprenditori agricoli esercenti attività agrituristica in aree di particolare pregio culturale, possono promuovere attività di ricerca archeologica e di scavo sui terreni di cui risultano essere proprietari o gestori”.

Nell’emendamento si legge anche che “al fine di contribuire alla valorizzazione dei territori che rivestono interesse storico-archeologico, gli imprenditori agricoli esercenti attività agrituristica in aree di particolare pregio culturale, possono promuovere attività di ricerca archeologica e di scavo sui terreni di cui risultano essere proprietari o gestori. A tal fine, all’imprenditore agricolo può essere rilasciata la concessione di cui agli articoli 88 e 89 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. L’imprenditore agricolo concessionario è soggetto alle prescrizioni di cui al secondo comma dell’articolo 89 del medesimo decreto. L’imprenditore agricolo concessionario può consentire agli ospiti della struttura agrituristica la partecipazione, senza fini di lucro, alle attività di ricerca archeologica e scavo eseguite sui terreni su cui insiste la propria attività, sotto la direzione, il controllo e la supervisione del direttore dello scavo indicato nell’apposita richiesta di concessione. L’imprenditore agricolo concessionario è custode del patrimonio storico archeologico sito nel terreno ove si svolgono le attività di ricerca e scavo”.

Insomma: non soltanto alcune attività nell’ambito della ricerca e dello scavo (e che, va ribadito, devono essere affidate a personale altamente qualificato) correrebbero il rischio di essere demandate a turisti anche inesperti, ma oltretutto l’attività dovrebbe essere senza fini di lucro. Difficile tuttavia immaginare che l’emendamento verrà approvato: in merito si è espresso il sottosegretario ai beni culturali, Gianluca Vacca (Movimento 5 Stelle), che ha rimarcato l’importanza delle figure professionali e ha apertamente criticato l’emendamento proposto da Viviani. In una nota, Vacca ha affermato che “le attività di scavo in aree di particolare valenza culturale devono essere condotte da personale altamente qualificato, nel rispetto di un protocollo scientifico rigoroso. Non possono essere certo derubricate ad attività di intrattenimento turistico e, quindi, essere affidate a chicchessia, persone senza le opportune competenze. Su questo il Codice dei beni culturali fissa paletti precisi, riservando al Mibac e a profili professionali adeguati le ricerche archeologiche e le attività di scavo. L’emendamento in legge di Bilancio proposto dalla Lega, a prima firma dell’on. Viviani, si presta a ambigue interpretazioni, con il rischio di creare precedenti pericolosi e difficili poi da gestire. Altra cosa, invece, è favorire la valorizzazione del patrimonio storico e archeologico situato in aree private, in modo da farlo conoscere a un pubblico il più ampio possibile. Ma il confine tra ricerca archeologica e scavo da una parte, valorizzazione dall’altra deve restare ben definito”.

Nella foto: scavi archeologici a Morgantina (Enna). Ph. Credit Carlo Columba

La Lega vuole impiegare turisti negli scavi archeologici. Ma il sottosegretario del MiBAC (ovviamente) si oppone
La Lega vuole impiegare turisti negli scavi archeologici. Ma il sottosegretario del MiBAC (ovviamente) si oppone

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