Bozza di governo M5S-Pd: la cultura relegata a un ruolo del tutto marginale


È relegata al punto 24 (su 26) la cultura nella bozza di programma di governo Movimento 5 Stelle - Partito Democratico che è stata messa a punto dai pontieri dei due partiti e che è stata diffusa oggi dal M5S. Il documento rappresenta una bozza e pertanto è ancora passibile di modifiche. Nel documento, intitolato “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo - Bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche che il Presidente del Consiglio incaricato sta integrando e definendo”, si legge, al punto 24, che “occorre promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico, anche attraverso il recupero delle più antiche identità culturali e delle tradizioni locali”.

Alla cultura, insomma, spetta ancora un ruolo ancillare rispetto al turismo, inoltre non si parla di tutela, ma soltanto di valorizzazione (e di conseguenza viene ignorata una parte importantissima del lavoro del Ministero dei Beni Culturali).

Il resto del documento ricalca, anche se con ordine diverso e in forma più approfondita, i punti programmatici dei gruppi parlamentari del M5S che era stato sottoposto nei giorni scorsi al premier incaricato Giuseppe Conte e dal quale la cultura era del tutto assente.

Nell’ordine, i nuovi punti sono: politica economica espansiva ccon neutralizzazione dell’aumento dell’IVA (1), riduzione dei tassi del lavoro, salario minimo, legge sulla rappresentanza sindacale, giusto compenso, piano per gli infortuni sul lavoro e legge sulla parità di genere nelle retribuzioni (2), investimenti sui giovani (3), protezione dei diritti della persona e rimozione delle disuguaglianze sociali, territoriali e di genere (4), green new deal (5), potenziamento delle politiche sul dissesto idrogeologico e accelerazione della ricostruzione delle aree terremotate (6), potenziamento del sistema della ricerca (7), investimenti in infrastrutture (8), coesione sociale (9), taglio del numero dei parlamentari (10), legge sul conflitto d’interessi (11), riduzione dei tempi della giustizia (12), contrasto alle mafie e all’evasione fiscale (13), riforma fiscale con semplificazione e abbassamento della pressione fiscale (14), nuove politiche migratorie e aggiornamento della disciplina in materia di sicurezza (15), piano d’investimenti per il sud (16), autonomia differenziata (17), tutela del risparmio (18), tutela dei beni comuni come scuola, acqua pubblica, sanità e infrastrutture (19), cittadinanza digitale (20), innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione (21), equità fiscale (22), tutela e valorizzazione del personale della difesa, delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco (23), promozione del turismo e valorizzazione del patrimonio naturale, storico e artistico con recuperò delle identità culturali e delle tradizioni locali (24), rafforzamento dell’export (25), Roma capitale più attraente, più vivibile e più sostenibile (26).

Il programma, pubblicato integralmente da diverse testate, è stato sottoposto oggi al voto degli iscritti alla piattaforma Rousseau, che hanno approvato l’alleanza Pd-M5S con una maggioranza del 79%.

Nella foto: il segretario del Pd Nicola Zingaretti e il capo politico del M5S Luigi Di Maio.

Bozza di governo M5S-Pd: la cultura relegata a un ruolo del tutto marginale
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