Franceschini presenta un'altra riorganizzazione del MiBACT con sette nuovi musei autonomi. Ecco le principali novità


Il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, ha presentato questa mattina nella sede del ministero, il Collegio Romano, la nuova riorganizzazione del MiBACT, già inclusa in un decreto approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Spiccano, in particolare, i sette nuovi musei autonomi: saranno Palazzo Venezia a Roma, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo Nazionale di Matera, Palazzo Reale a Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, il Museo Nazionale d’Abruzzo e il Parco Archeologico di Sibari. Viene inoltre ripristinata l’autonomia per la Galleria dell’Accademia di Firenze e per il Parco Archeologico dell’Appia Antica.

“I nuovi musei autonomi”, si legge in una nota del MiBACT, “sono stati scelti in base alla rilevanza dei luoghi e delle collezioni, alle potenzialità di sviluppo, alla distribuzione geografica, agli elementi storico artistici, alla sostenibilità economica, agli impatti sociali sulle comunità. Adesso, come per i primi musei e parchi archeologici oggetto della Riforma del 2014, la selezione del direttore avverrà con bando internazionale: l’avviso sarà pubblicato nei primi mesi del 2020 affinché possano concorrere i maggiori esperti di gestione museale”.

Tra le altre novità, sette nuove soprintendenze archeologia e belle arti (Rieti, Viterbo ed Etruria Meridionale; Cosenza; Pavia, Monza e Brianza; Imperia e Savona; Ascoli Piceno, Fermo e Macerata; L’Aquila e Teramo), più un’inedita Soprintendenza del mare destinata alla tutela dei beni subacquei (avrà sede a Taranto e sedi distaccate a Napoli e Venezia), il ripristino delle Soprintendenze Archivistiche di Umbria e Basilicata, il ripristino dei segretariati regionali (quindi non più su base interregionale come da riforma Bonisoli), il cambio di nome dei poli museali (si chiameranno “direzioni regionali”), la scissione del Polo del Lazio (ci saranno un polo romano e un polo laziale). Vengono poi create due nuove direzioni generali: Creatività Contemporanea e Sicurezza del Patrimonio Culturale (quest’ultima si occuperà di emergenze, calamità naturali, ricostruzioni di beni colpiti da catastrofi).

Gli archivi di stato tornano ad avere autonomia, e per quanto riguarda le biblioteche viene elevata al rango di Biblioteca Nazionale la Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Ci saranno anche tre nuove soprintendenze archivistiche e bibliografiche. Ancora, tra le novità figura un Istituto per la Digitalizzazione cui spetterà il compito di coordinare gli istituti che si occupano di catalogazione. Infine, verranno ripristinate le commissioni regionali per il patrimonio culturale cancellate dalla riforma Bonisoli e gli uffici esportazione, che la riforma Bonisoli aveva reso autonomi rispetto alle soprintendenze, torneranno invece interni alle soprintendenze.

“L’autonomia funziona”, ha dichiarato a margine Franceschini, “in questi anni ha portato sicuramente maggiori visitatori, ma è stata soprattutto un ottimo strumento per modernizzare i musei italiani e rafforzare la tutela e la produzione scientifica. I dati parlano chiaro: l’incrocio tra riforma e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per il sistema museale italiano”.

Nella foto: la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Ph. Credit Francesco Bini

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