A casa di Fabio e Virginia Gori, dove tutti gli elementi sono opere d'arte


Nella casa dei collezionisti Fabio e Virginia Gori, a Prato, tutto, dai pavimenti ai corrimano, dalle persiane alle porte, è arte: tutti gli elementi sono opere di grandi artisti. Fabio Gori ce ne parla in questa intervista con Cinzia Compalati.

Una casa vissuta, una collezione onnivora e un senso di accoglienza che si respira nell’aria. Se è vero che l’arte concettuale avrà raggiunto il suo apice quando sarà possibile affittare un artista e tenerlo con sé per un po’ di tempo, a casa di Fabio e Virginia Gori, a Prato, sembra accaduto davvero. Tante opere, fitte, che dialogano tra di loro ma soprattutto un concetto di arte totale costruito attraverso le relazioni, la passione e l’amore dello stare insieme agli artisti. Sì, perché casa Gori senza gli artisti non avrebbe né tetto, né pavimento, né porte, né scale e forse nemmeno pareti (ci domandiamo se... ci sono sotto l’assiepato tappeto di opere!). Mi riferisco in particolar modo ai lavori strutturali presenti, il pavimento in marmo di Sol LeWitt, il lucernario di Piero Dorazio, la porta di Christiane Lohr, i corrimano di Gianni Ruffi e Francesco Carone, il soffitto della sala con le ombre di Fabrizio Corneli, l’affresco di Roberto Barni e la persiana in bronzo di Giuseppe Spagnulo. Iniziò a collezionare Fabio (a vent’anni quando poté guadagnare i suoi primi soldi) acquistando dal gallerista Maurizio Corraini un’opera di Enrico Castellani. Quel Castellani, chiaro segno di lungimiranza collezionistica, è ancora lì, in casa insieme a circa altre mille opere di cui si compone oggi il patrimonio artistico. Come un membro della famiglia, nessun opera è mai stata venduta perché ciascuna rappresenta un pezzo di vita…

La sala di Casa Gori
La sala di Casa Gori

CC. Incontrarvi significa non poter prescindere da una tradizione artista e di collezionismo. Ce la vuoi raccontare in breve?

FG. Mio padre Giuliano acquista un primo nucleo di opere di artisti toscani a partire dal 1946 (aveva sedici anni!). È l’inizio di una grande passione che non si estinguerà mai e che prosegue tuttora. Negli anni Cinquanta e Sessanta la casa di famiglia a Prato subì diverse trasformazioni per far spazio alla collezione sempre più in espansione. Bisogna aspettare però la primavera del 1970 perché la collezione si trasferisca alla Fattoria di Celle, luogo scelto per dare spazio a un progetto visionario di arte ambientale. L’idea fu quella di sovvertire il sistema dell’arte contemporanea che nella seconda metà del XIX secolo vedeva l’artista distanziarsi dalla committenza perché filtrato da intermediari e galleristi. La volontà fu quella di riattivare il mecenatismo e una relazione diretta con gli artisti che venivano invitati a Celle per una residenza e per realizzare installazioni pensate per quel particolare luogo. Una modalità, precoce e anticipatrice, dell’abusato termine site-specific che ben racconta l’intimo rapporto con il territorio e con la natura che Giuliano ha voluto instaurare a Santomato di Pistoia. Dal 1982 la Fattoria è aperta su prenotazione e gratuitamente per il pubblico che desidera farci visita.

Fabio bambino e il mondo dell’arte. Quali sono i tuoi ricordi?

Mio padre è un trascinatore e fin da piccolissimi ha coinvolto me e i miei fratelli nel mondo dell’arte, coadiuvato da mia madre Pina che sapeva mediare nel farci avvicinare all’arte lasciandoci anche i giusti spazi dello svago e del divertimento. Comunque non è certamente un caso se Patrizia, Paolo, Stefania del ed io (per la differenza d’età amo definirci quattro figli unici) siamo tutti appassionati d’arte e collezionisti, ciascuno con le proprie predilezioni.Mio padre era un trentenne, io un bambino, e mi portava con sé negli studi degli artisti. Questo per me era al tempo stesso il vero gioco e la vita. Infatti quando andai a scuola fu una sorpresa scoprire che per gli altri bambini quella dimensione non esisteva. Custodisco ancora il vivido ricordo della visita agli studi di Renato Guttuso e Zoran Mušič dei quali abbiamo un pezzo in collezione. Una volta andammo all’Angelo a Venezia, un ristorante vero e proprio covo di artisti, ed io cominciai a riconoscere a parete gli autori esposti. Il proprietario pensò che io sapessi leggere e scrivere e che stessi sbirciando le didascalie delle opere. Quando lui e gli altri avventori della sala seppero che non andavo ancora a scuola divenni una specie di attrazione e mi fecero indovinare un sacco di nomi.

Come è nato e come si è declinato il vostro personale progetto di collezione?

In realtà un progetto a monte non c’era. Quando Virginia ed ci siamo sposati e abbiamo cominciato a costruire la nostra famiglia, ci siamo ritrovati a ristrutturare una palazzina nel centro storico di Prato.Oggi ci risulta strano pensarlo ma non avevamo nemmeno l’idea di restare in questa casa in pianta stabile. Negli stessi anni a Celle c’era un via vai di artisti e mi è venuto spontaneo cercare di coinvolgere a casa mia gli stessi autori che stavano realizzando le installazioni ambientali nel parco.Il primo lavoro fu proprio il pavimento realizzato da Sol LeWitt che in quel periodo stava lavorando alla Fattoria di Celle.L’artista era molto reticentenel realizzare un lavoro in marmo, un materiale che non gli apparteneva e che addirittura riteneva antitetico alla sua modalità progettuale. Dopo diversi e serrati confronti non vi nascondo che fu una soddisfazione persuaderlo del fatto che il materiale lapideo era solo uno strumento per realizzare il pavimento tanto che dopo l’intervento da noi l’artista creò altre opere in marmo di cui una a Celle e una nel Parco della Padula a Carrara. Da quel momento in poi il progetto cominciò a farsi più chiaro nella nostra mente e l’idea di avere una casa che non solo raccogliesse opere frutto della nostra passione collezionistica ma che prevedesse interventi strutturali degli artisti sull’abitazione prese forma. L’aspirazione divenne quella di far diventare la casa stessa un’opera d’arte.

In tal senso quali sono gli interventi più significativi?

Dopo il pavimento di Sol Le Witt, che in casa ha realizzato anche una libreria, ci sono stati il lucernario di Piero Dorazio, la porta di Christiane Lohr, i corrimano di Francesco Carone e Gianni Ruffi, i tavoli di Massimo Biagi e Roberto Crippa, le fontane in giardino di Luigi Mainolfi e Giuseppe Spagnulo. Parallelamente proseguirono gli acquisti (quelli che preferisco definire “gli incontri con le opere”) ma soprattutto le amicizie con gli artisti. Quasi tutti i pezzi che abbiamo sono frutto di una conoscenza e di una frequentazione con gli artisti, di uno scambio, dell’accoglimento dei loro suggerimenti e dell’interazione con la nostra casa. È così che mi ritrovo a vivere come avevo sempre desiderato, in compagnia di opere che ne sono diventate parte integrante. Per alcune di esse proviamo un affetto indescrivibile perché rappresentano dei momenti trascorsi e condivisi con altre persone contagiate dalla nostra stessa passione. Così la nostra collezione privata è diventata la fotografia del viaggio della nostra vita.

La porta di Christiane Lohr
La porta di Christiane Lohr
Il corrimano di Gianni Ruffi e Francesco Carone
Il corrimano di Gianni Ruffi e Francesco Carone
Il pavimento di Sol LeWitt in salotto
Il pavimento di Sol LeWitt in salotto
Il pavimento di Sol LeWitt in sala da pranzo
Il pavimento di Sol LeWitt in sala da pranzo
Affresco di Roberto Barni
Affresco di Roberto Barni
Persiana di Giuseppe Spagnulo
Persiana di Giuseppe Spagnulo
Lucernario di Piero Dorazio
Lucernario di Piero Dorazio
Fontana di Luigi Mainolfi
Fontana di Luigi Mainolfi

Tra questi incontri vuoi raccontarcene uno?

Per molti anni fui amico e assiduo frequentatore di Francesco Conz che mi permise di sperimentare direttamente e vivere da vicino il clima Fluxus. Insieme abbiamo condiviso moltissime esperienze! Memorabile fu la volta in cui ci portò a casa Philip Corner, Geoffrey Hendricks e Alain Arias-Misson per eseguire un concerto in giardino solo per la nostra famiglia o un’altra occasione quando organizzò, solo per pochi amici, una cena da uno sfasciacarrozze a Verona e poi tutti insieme aiutammo l’artista Jean François Bory a dorare delle antiche macchine da scrivere per una sua installazione. Potrei raccontare ancora decine di situazioni, esperienze straordinarie, mai banali. Davvero quella di Conz fu una forma d’arte che coincideva perfettamente con la vita ed esserne coinvolti significava soprattutto vivere il Fluxus insieme a lui e ai maggiori artisti di questo (per dirlo con una parola inesatta) movimento. Anche quando ebbe un importante incidente, da completamente infermo, volle continuare a promuovere questi artisti e il loro modo di esprimere l’arte.

Con tuo fratello Paolo invece condividi GoriLab e Arte in Fabbrica, due progetti di mecenatismo industriale. In cosa consistono?

Con GoriLab l’idea è stata quella di coinvolgere artisti, designer e architetti nel produrre nuove opere d’arte, oggetti o creazioni fuori dai limiti produttivi e di mercato; liberare dentro a un “laboratorio” la loro creatività inespressa per dare corpo a forme inconsuete, ibride, innovative e contemporanee. Arte in Fabbrica nasce invece dentro all’attività di famiglia, all’interno della Gori Tessuti e Casa, rispondendo al desiderio di poter seguire le varie fasi dell’ideazione e della realizzazione delle mostre, accompagnare l’attività degli artisti giorno dopo giorno, con progetti nati espressamente per gli spazi dell’azienda e dalla volontà di coinvolgere i collaboratori, i clienti e tutti coloro che, visitando gli spazi dell’azienda, esprimono curiosità nei confronti di queste nuove esperienze. La complessità della fabbrica, dove si trovano oltre 10.000.000 di metri di tessuto, unito alla mobilia rara e ai manufatti di alto artigianato, crea un mondo di colori e di architetture fantastiche che è stata motivo di ispirazione per le due edizioni realizzate rispettivamente con Vittorio Corsini e Flavio Favelli.

Alcuni artisti presenti in collezione: Carla Accardi, Philip Akkerman, Pierre Alechinsky, Antonello Ghezzi, Arman, Roberto Barni, Luciano Bartolini, Massimo Biagi, Alighiero Boetti, Liu Bolin, Umberto Buscioni, Pier Paolo Calzolari, Carmelo Cappello, Ugo Carrega, Francesco Carone, James Casabere, Antonio Catelani, Umberto Cavenago, Mario Ceroli, Giacinto Cerone, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Fabrizio Corneli, Vittorio Corsini, Roberto Crippa, Riccardo Dalisi, Gino De Dominicis, Piero Dorazio, Daniela De Lorenzo, Fabio De Poli, Anne Katrine Dolven, Piero Dorazio, Jean Dubuffet, Paolo Fabiani, Flavio Favelli, Carlo Fei, Chang Fei, Giosetta Fioroni, Jean Michel Folon, Alberto Garutti, Alberto Giacometti, Luca Gilli, Hossein Golba, Federico Gori, Simone Gori, Renato Guttuso, Al Hansen, Geoffrey Hendricks, Emilio Isgró, Ben Jakober, Menashe Kadishman, Kaarina Kaikkonen, Dani Karavan, Alison Knowles, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Wilfredo Lam, Leoncillo Leonardi, Sol Le Witt, Christiane Lohr, Loredana Longo, Arrigo Lora Totino, Luigi Mainolfi, Esko Mannikko, Robert Mappletorphe, Giuseppe Maraniello, Umberto Mariani, Roberto Matta, Eliseo Mattiacci, Fabio Mauri, Marco Mazzucconi, Fausto Melotti, Alessandro Mendini, Luciano Minguzzi, Charlotte Moorman, Otto Muhl, Zoran Music, Davide Nido, Dennis Oppenheim, Giovanni Ozzola, Nam June Paik, Mimmo Paladino, Luca Pancrazi, Giulio Paolini, Antonio Paradiso, Ben Patterson, A.R.Penk, Giuseppe Penone, Mauro Petroni, Robert Pettena, Lamberto Pignotti, Pino Pinelli, Fausto Pirandello, Paolo Piscitelli, Michelangelo Pistoletto, Fabrizio Plessi, Luca Pozzi, Arnulf Rainer, Renato Ranaldi, Michal Rovner, Gianni Ruffi, Pietro Ruffo, Tomas Soos, Giuseppe Spagnulo, Daniel Spoerri, Aldo Spoldi, Mauro Staccioli, Graham Sutherland, Higuchi Tatsuya, Marco Tirelli , Giuliano Tomaino, Sandra Tomboloni, Moussa Traore, Janaina Tschare, Spencer Tunik, Nils Udo, Ben Vautrier, Antonio Violetta, Li Wei, Fen Weng, Joel Peter Witkin, Josè Yaque, Gilberto Zorio.

Opere dalla collezione: Zoran Mušič
Opere dalla collezione: Zoran Mušič
Opere dalla collezione: Carla Accardi
Opere dalla collezione: Carla Accardi
Opere dalla collezione: Pierre Alechinsky
Opere dalla collezione: Pierre Alechinsky
Opere dalla collezione: Liu Bolin
Opere dalla collezione: Liu Bolin
Opere dalla collezione: Fabrizio Corneli
Opere dalla collezione: Fabrizio Corneli
Opere dalla collezione: Arman
Opere dalla collezione: Arman
Opere dalla collezione: Mario Ceroli
Opere dalla collezione: Mario Ceroli
Opere dalla collezione: Daniel Spoerri
Opere dalla collezione: Daniel Spoerri
Opere dalla collezione: Giulio Paolini
Opere dalla collezione: Giulio Paolini
Opere dalla collezione: Jean-Michel Folon
Opere dalla collezione: Jean-Michel Folon

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