Al Castello di Miradolo (Torino) si evoca la fiaba attraverso i grandi artisti moderni e contemporanei


Al Castello di Miradolo (Torino) la mostra "C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana". Un racconto corale in cui la fiaba prende corpo attraverso le opere di protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. 

Dal 21 marzo al 21 giugno 2026 il Castello di Miradolo (Torino) ospita la mostra C’è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana, a cura di Roberto Galimberti con il coordinamento generale di Paola Eynard e la consulenza iconografica di Enrica Melossi. La mostra si configura come un racconto collettivo in cui la fiaba tradizionale prende corpo attraverso le opere di protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Da Osvaldo Licini a Fausto Melotti, da Lucio Fontana a Michelangelo Pistoletto, da Piero Gilardi a Giuseppe Penone, fino a Yves Klein, Carol Rama, Aldo Mondino, Emilio Isgrò, Luigi Mainolfi, Emanuele Luzzati, Joseph Kosuth, Kiki Smith, Grazia Toderi, Pinot Gallizio, Luigi Veronesi, Joseph Beuys, Sofia Cacherano di Bricherasio e Giuseppe Pietro Bagetti, il percorso intreccia epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Le opere non illustrano semplicemente racconti, ma ne evocano le strutture profonde (lo specchio, il bosco, l’oggetto magico, la metamorfosi, il lieto fine) trasformando il castello in uno spazio insieme intimo e condiviso.

I lavori provengono da importanti istituzioni torinesi come la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, i Musei Reali di Torino, il Teatro Regio di Torino e la Fondazione Tancredi di Barolo - MUSLI, oltre che da collezioni private, fondazioni e gallerie internazionali. A diciotto anni dalla nascita della Fondazione Cosso, il progetto espositivo sceglie la fiaba come chiave per riflettere sul ruolo contemporaneo del castello: luogo di immaginazione, crescita e narrazione.

Aldo Mondino, Tappeti stesi (acrilico su eraclite, 150 x 120 cm; Torino, Galleria Benappi)
Aldo Mondino, Tappeti stesi (acrilico su eraclite, 150 x 120 cm; Torino, Galleria Benappi)
Fausto Melotti, Aprile (1984; ottone, 57,5 x 50 x 27 cm; Collezione privata)
Fausto Melotti, Aprile (1984; ottone, 57,5 x 50 x 27 cm; Collezione privata)
Joseph Beuys, Eine Rose fur direkte Demokratie (Rosa per la democrazia diretta) (1968; rosa in cilindro di vetro graduato, con iscrizione, 25,5 x 5 cm; Collezione privata)
Joseph Beuys, Eine Rose fur direkte Demokratie (Rosa per la democrazia diretta) (1968; rosa in cilindro di vetro graduato, con iscrizione, 25,5 x 5 cm; Collezione privata)

L’esposizione intreccia la dimensione orale e arcaica del racconto con la grande tradizione letteraria europea, presentando rare edizioni e pubblicazioni storiche: da Giovan Francesco Straparola a Giambattista Basile, dai fratelli Grimm a Hans Christian Andersen, fino a Charles Perrault e ad Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. Accanto ai classici trovano spazio libri pop-up, olumi di teatro domestico e preziosi esempi di ingegneria cartacea, insieme a versioni inattese e varianti che dimostrano come una stessa storia (basti pensare a Cenerentola, di cui esistono oltre settecento versioni) possa trasformarsi nel tempo.

Le sale del castello si articolano in nuclei tematici: il bosco e il castello diventano paesaggi interiori; lo specchio trasforma il visitatore in protagonista; l’antagonista emerge tra ombre e scacchiere. Oggetti simbolici quali scarpe, mele, rose, tappeti, costruiscono una trama di indizi, mentre la trasformazione, l’aiutante e il lieto fine si esprimono attraverso installazioni, sculture leggere e cieli traforati che suggeriscono possibilità più che soluzioni definitive.

Grazia Toderi, Un tè con i pazzi (Tea amid the Loonies) (1995; video; Collezione privata)
Grazia Toderi, Un tè con i pazzi (Tea amid the Loonies) (1995; video; Collezione privata)
Emilio Isgrò, La bella addormentata nel bosco (1970; china su libro tipografico in box di legno e plexiglass, 50 x 70 x 6,5 cm; Collezione dell'artista)
Emilio Isgrò, La bella addormentata nel bosco (1970; china su libro tipografico in box di legno e plexiglass, 50 x 70 x 6,5 cm; Collezione dell’artista)

Il percorso è arricchito da un’installazione sonora inedita curata da Avant-dernière pensée, ispirata a Ma mère l’Oye di Maurice Ravel, suite del 1910 basata sui racconti di Perrault, Madame d’Aulnoy e Madame Leprince de Beaumont.

In parallelo si sviluppa Da un metro in giù, progetto educativo pensato per tutte le età, che invita a esplorare arte e realtà attraverso il gioco. Particolare attenzione è dedicata all’accessibilità, con testi multilingue, strumenti inclusivi (Easy to Read, CAA, LIS, audiodescrizioni), percorsi dedicati e la presenza dello Spazio Calmo, per rendere la mostra accessibile a tutti.

Orari: Sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30)

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraC'è oggi una fiaba. Castelli, fate, boschi e oggetti magici. Da Emilio Isgrò a Pinot Gallizio, da Kiki Smith a Lucio Fontana
CittàTorino
SedeCastello di Miradolo
DateDal 21/03/2026 al 21/06/2026
ArtistiJoseph Beuys, Pinot Gallizio, Yves Klein, Osvaldo Licini, Fausto Melotti, Carol Rama, Grazia Toderi, Aldo Mondino, Luigi Veronesi, Kiki Smith, Emilio Isgrò
CuratoriRoberto Galimberti
TemiArte contemporanea, Arte Moderna



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