È stata prorogata al 24 maggio 2026 presso il Museo delle Civiltà di Roma la mostra Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, aperta al pubblico dallo scorso 24 luglio e impostata come un percorso innovativo e immersivo che intende raccontare le connessioni tra fiabe, arti e tradizioni popolari. L’esposizione si pone come un vero e proprio manifesto dell’accessibilità. È, a tutti gli effetti, una summa dei risultati raggiungibili nel campo del design for all, un laboratorio di idee e di pratiche per la museologia del presente e del futuro. La mostra dialoga con un pubblico ampio e con gli addetti ai lavori. Il progetto è stato organizzato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e sostenuto dai fondi PNRR Accessibilità-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ed è stato curato da Massimo Osanna, direttore generale Musei, e da Andrea Viliani, direttore del Museo delle Civiltà. La mostra si configura come un autentico manifesto di cultura pubblica, con l’obiettivo di ridefinire il ruolo del museo in rapporto ai pubblici contemporanei. Non solo luogo di conservazione e studio, ma anche laboratorio di confronto, di partecipazione e di crescita condivisa. In questa prospettiva, l’esposizione è stata pensata come un’esperienza inclusiva e plurale, capace di accogliere visitatori con esigenze e sensibilità differenti.
Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, in questo senso, non vuole essere soltanto un’esposizione di opere, ma un percorso che interroga il ruolo stesso del museo nella società contemporanea. L’intento è di aprire le collezioni al confronto con il presente, offrendo ai visitatori strumenti per leggere la realtà attraverso il linguaggio universale e simbolico delle fiabe. Il progetto, sostenuto da fondi PNRR, si colloca inoltre all’interno di una più ampia strategia del Ministero della Cultura volta a valorizzare e rilanciare il patrimonio culturale italiano con particolare attenzione ai temi dell’inclusione e della partecipazione. E il Museo delle Civiltà, con questa mostra, rafforza il proprio ruolo di istituzione di riferimento per lo studio e la divulgazione delle culture popolari, ribadendo la sua vocazione a farsi luogo di incontro, di sperimentazione e di crescita collettiva.
Il percorso, ospitato all’interno del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari all’EUR, presenta oltre 500 opere tra dipinti e disegni, abiti e maschere, amuleti ed ex voto, strumenti agricoli e mezzi di trasporto, strumenti musicali, giocattoli, fotografie, stampe e filmati. Un insieme eterogeneo che restituisce la ricchezza del patrimonio popolare italiano e che adotta la fiaba come chiave narrativa per leggere tanto il passato quanto il presente. L’impianto espositivo si ispira alla riflessione di Italo Calvino che, nella prefazione alla sua raccolta di Fiabe italiane del 1956, scriveva che “le fiabe sono vere”. Secondo lo scrittore, infatti, esse rappresentano un codice simbolico che unisce il mitico al quotidiano, l’individuale al collettivo, il naturale al culturale, il selvatico al domestico. In questo senso, la fiaba non è solo un genere letterario per l’infanzia, ma uno strumento che aiuta a comprendere il mondo circostante, offrendo chiavi di lettura sempre attuali. La mostra traduce questa prospettiva in un percorso che adotta la fiaba come struttura narrativa, accompagnando il visitatore in un viaggio che intreccia storie, oggetti e simboli.
A guidare l’esperienza è una fiaba originale scritta per l’occasione dalla narratologa Elena Zagaglia. La protagonista è Elio, personaggio immaginario che invita a dare valore all’incontro con il diverso e il meraviglioso, trasformando la paura dell’ignoto in occasione di consapevolezza e crescita. La fiaba è proposta in più formati: audio, versione easy to read, CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), LIS (Lingua Italiana dei Segni) e ASL (Lingua dei Segni Americana). È inoltre collegata a un percorso composto da nove opere della collezione permanente, pensato per rendere ancora più coinvolgente la visita.
L’attenzione all’accessibilità rappresenta uno dei cardini del progetto. Il gruppo di lavoro, coordinato da Miriam Mandosi, ha messo a punto un sistema di strumenti per l’accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica, con la collaborazione di associazioni ed enti di riferimento come AIPD (Associazione Italiana Persone Down), ANFFAS Nazionale, Consulta Regionale per la Tutela dei Diritti della Persona del Lazio, ENS (Ente Nazionale Sordi), FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), F.I.S.H. (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione di Roma).
Gli strumenti predisposti per la mostra superano l’idea tradizionale di accessibilità legata soltanto alla distinzione tra abilità e disabilità. L’obiettivo dichiarato è piuttosto quello di creare esperienze appaganti e generative, capaci di favorire il benessere e l’autorealizzazione di tutti i visitatori, indipendentemente dalle loro condizioni. Sono stati previsti, tra gli altri, un percorso tattile con oggetti originali e la traduzione dei contenuti in LIS e ASL.
L’esposizione si presenta così come un grande laboratorio culturale che mette in dialogo patrimonio materiale e immateriale, ricerca scientifica e sperimentazione artistica. A contribuire alla sua realizzazione è stata un’équipe multidisciplinare composta dal personale della Direzione generale Musei, del MUCIV e dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con la collaborazione di Cristiana Perrella. L’allestimento è stato affidato a Formafantasma, studio noto per l’approccio innovativo e la capacità di intrecciare design e contenuto, con la co-progettazione dell’architetto Maria Rosaria lo Muzio.
Il percorso espositivo sarà visitabile fino al 1° marzo 2026 negli spazi del Palazzo delle Arti e Tradizioni Popolari all’EUR, in piazza Guglielmo Marconi 8. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del museo all’indirizzo www.museodellecivilta.it.
“Stiamo vivendo un momento epocale, in cui il tema dell’accesso alla cultura si impone con una forza nuova, urgente e condivisa”, afferma Massimo Osanna. “Molta strada è stata percorsa da quando “accessibilità” significava soltanto eliminare le barriere fisiche. Oggi la sfida si sposta su un piano più ampio e profondo: costruire un’accessibilità totale, che abbracci la dimensione sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica dell’esperienza culturale. È una sfida che interpella tutti – cittadini e istituzioni – e che ci chiama a immaginare spazi culturali realmente aperti, accoglienti, capaci di rispecchiare la complessità e la pluralità dei pubblici contemporanei. La mostra Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, ospitata dal MUCIV – Museo delle Civiltà, nasce da questa visione condivisa e rappresenta una tappa significativa nel percorso che la Direzione generale Musei promuove da anni: una cultura dell’accessibilità intesa come responsabilità e metodo, vero e proprio principio fondante dell’azione museale. L’esposizione è, per questo, motivo di particolare orgoglio. Riassume e concretizza un approccio in cui l’inclusione è la chiave per progettare e raccontare i luoghi della cultura in modo nuovo, aperto e consapevole. Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana si configura così come un vero e proprio manifesto, perché incarna – nella scelta dei contenuti e nelle modalità di fruizione – una visione di cultura pubblica che parla a tutti. Le fiabe, patrimonio popolare condiviso, si rivelano uno straordinario strumento narrativo per costruire ponti tra persone, generazioni, culture e sensibilità differenti. E grazie all’accessibilità universale, diventano esperienza comune, voce plurale, racconto partecipato”.
“Come il museo – i cui processi quotidiani richiedono tempo e cura, risultato delle competenze di molte persone e di un’attenzione costante verso i pubblici e le necessità che provengono dall’esterno del museo stesso –, anche le fiabe percorrono il tempo e lo spazio (‘C’era una volta… ’) e non hanno mai un solo autore”, dice Andrea Viliani. “Per questo abbiamo concepito la mostra come un racconto plurale e in divenire, in cui le professionalità e i metodi disciplinari dell’antropologia si incontrano con quelli dell’exhibition design, i criteri della tutela del patrimonio culturale con quelli della sua accessibilità fisica, cognitiva e sensoriale, il limite della singola mostra con la responsabilità più ampia della missione museale. Ciò che ne emerge sono appunti di lavoro, pur parziali e provvisori, con cui provare a mettere alla prova la funzione del museo e immaginarne altre possibili. Per questo chiediamo a voi, il pubblico della mostra, di proporre altre storie, le vostre, e farvi così co-autori della mostra stessa”.
“Nel processo di trasformazione che ha investito le politiche culturali in questi anni”, spiega Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, “il tema dell’accessibilità ha assunto una centralità crescente, evolvendo da questione tecnica e settoriale a elemento strutturale delle strategie di valorizzazione del patrimonio. A partire da questa consapevolezza, come Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale siamo impegnati nel rafforzare il coordinamento tra i diversi attori istituzionali e nel promuovere un approccio integrato e inclusivo all’accesso alla cultura, capace di tenere conto della pluralità dei pubblici e della complessità delle loro esigenze. La mostra Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, promossa dalla Direzione generale Musei e ospitata dal Museo delle Civiltà, si inserisce pienamente in questa visione. Si tratta di un progetto nato da un lungo percorso di riflessione e sperimentazione sui temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della mediazione culturale, che il Ministero della Cultura sta portando avanti attraverso indirizzi strategici, strumenti operativi e investimenti strutturali. Il Dipartimento per la Valorizzazione sostiene e accompagna questo percorso, assicurando una cornice di coerenza, sostenibilità e innovazione. In particolare, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero della Cultura – nell’ambito della Missione 1, Componente 3 ‘Cultura e Turismo 4.0’, Investimento 1.2 – ha previsto un programma di interventi su scala nazionale per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e senso-percettive nei musei, nelle biblioteche e negli archivi. La Direzione generale Musei, in qualità di soggetto attuatore, ha svolto un ruolo centrale nella realizzazione degli interventi, contribuendo a costruire un sistema culturale sempre più aperto, accessibile e partecipato”.
“La mostra”, dichiara Angelantonio Orlando, direttore generale dell’Unità di Missione per l’Attuazione del PNRR, “si distingue per un allestimento profondamente inclusivo e innovativo, frutto di un processo di co-progettazione che ha coinvolto numerosi stakeholder, tra cui professionisti con e senza disabilità. Attraverso l’adozione dei più aggiornati strumenti di accessibilità e valutazione, l’esposizione promuove una cultura plurale dell’accessibilità, sottolineando come l’ambiente fisico, sociale e digitale possa favorire – o ostacolare – la partecipazione di tutte le persone. Guardando al futuro, questa mostra si propone come modello e stimolo per una nuova stagione di politiche culturali orientate alla partecipazione, alla rimozione delle barriere visibili e invisibili e alla costruzione di una società più equa e inclusiva. L’accessibilità, qui intesa nella sua accezione più ampia, non è solo un obiettivo da raggiungere, ma un processo dinamico che coinvolge istituzioni, comunità e singoli individui nella creazione di un patrimonio vivo, aperto e condiviso da tutti e per tutti. In questa prospettiva, il museo diventa laboratorio permanente di dialogo e trasformazione, luogo in cui si costruiscono i ponti tra passato e futuro, tra memoria e innovazione, tra individuo e collettività. È in questa direzione che si apre la strada verso un patrimonio culturale realmente universale, capace di accogliere e valorizzare ogni voce, ogni esperienza, ogni differenza”.
“Raccontare le tradizioni popolari italiane attraverso i meravigliosi oggetti appartenenti al MUCIV-Museo delle Civiltà, cercando di offrire interpretazioni molteplici, strumenti comunicativi interconnessi e accessi plurimi ad essi, ha fatto sì che ognuno e chiunque abbia potuto ritrovare nel percorso complessivo della mostra lo stupore irripetibile della propria fiaba”, afferma Maria Rosaria Lo Muzio, funzionaria architetta della Direzione Generale Musei. “Una sfida impegnativa che ha potuto inverarsi solo grazie alla dedizione umana e alle capacità professionali di un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da architetti e designer, storici dell’arte, archeologi e antropologi, restauratori, comunicatori e narratori che sono riusciti a mettere in comune le proprie competenze in uno scambio di sapere e di saper fare che ha permesso di realizzare un’opera collettiva: quella della tradizione e della storia italiana con le sue innumerevoli favole individuali”.
| Titolo mostra | Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana | Città | Roma | Sede | MUCIV - Museo delle Civilt | Date | Dal 24/07/2025 al 24/05/2026 | Curatori | Massimo Osanna, Andrea Viliani | Temi | Musei, Musei accessibili |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.