Una “scogliera luminosa”: a Matera, Mimmo Jodice rilegge André Chastel con i suoi scatti napoletani


Dal 18 febbraio al 17 marzo 2019, il Museo di Palazzo Lanfranchi di Matera ospita ’Le Savoir sur la Falaise’, mostra di Mimmo Jodice.

Dopo essere stata allestita all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles per due mesi, la mostra Le Savoir sur la Falaise si trasferirà a Matera, negli spazi del Museo di Palazzo Lanfranchi. Si tratta della mostra personale di Mimmo Jodice (Napoli, 1934) che espone 35 scatti con cui il fotografo partenopeo ha immortalato i luoghi e le storie dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la più antica libera Università italiana. Il titolo della mostra si rifà ad una frase con cui lo storico dell’arte André Chastel paragonò i luoghi dell’antica cittadella monastica di Suor Orsola a “un nido di fiori e di uccelli sopra una scogliera luminosa dedita al sapere”. La cittadella di Suor Orsola, oggi moderno campus universitario in procinto di diventare “Patrimonio dell’Umanità” certificato dall’UNESCO, ospita al suo interno quattro musei (il Museo delle Scienze, il Museo Pagliara, il Museo dell’Opera Universitaria e il Museo del Giocattolo), tre chiese, numerosi giardini (tra cui lo splendido Giardino botanico dei Cinque Continenti) una pinacoteca, biblioteche antiquarie, archivi storici, collezioni di sete, di spartiti musicali, di porcellane e di stampe.

Ribattezzata Cittadella del Sapere ed inserita in un complesso architettonico esteso su 33.000 m², l’Università fu fondata agli inizi del Seicento, in piena Controriforma, dalla mistica intellettuale napoletana Orsola Benincasa, fondatrice delle Romite e delle Oblate dell’Immacolata Concezione (oggi Suore Teatine). Nel corso del tempo l’istituto, retto da un ente morale laico, ha visto accrescere progressivamente la sua offerta formativa ed oggi rappresenta un “unicum” nello scenario europeo che consente di godere dai suoi terrazzi e giardini storici, sempre accessibili agli studenti, dell’incomparabile panorama di Napoli e del suo Golfo.

L’obiettivo di Mimmo Jodice, uno dei più grandi protagonisti della fotografia italiana, “esplora” gli spazi architettonici, la storia dei luoghi, popolata dei fatti e delle persone che l’hanno costruita, proponendoci un viaggio nel tempo che conduce direttamente al futuro: una memoria che ambisce a farsi exemplum, a tradurre costantemente il proprio patrimonio nei linguaggi dell’umanità di oggi e di domani.

L’esposizione verrà inaugurata il 18 febbraio alle ore 12 con gli interventi di Marta Ragozzino, direttrice del Polo Museale della Basilicata, Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa e Vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Salvatore Adduce, direttore della Fondazione Matera-Basilicata 2019, e Pierluigi Lene de Castris, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni storici artistici dell’Università Suor Orsola Benincasa. La mostra rimarrà aperta fino al 17 marzo e sarà visitabile agli orari del museo: da lunedì a domenica dalle 9 alle 20, e il mercoledì dalle 11 alle 20. Per ulteriori info, consultare il sito del Polo Museale della Basilicata.

Una “scogliera luminosa”: a Matera, Mimmo Jodice rilegge André Chastel con i suoi scatti napoletani
Una “scogliera luminosa”: a Matera, Mimmo Jodice rilegge André Chastel con i suoi scatti napoletani


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