Svizzera, Hauser&Wirth dedica una mostra a Louise Bourgeois nel cuore delle Alpi


Fino al 3 febbraio 2021, la galleria Hauser&Wirth dedica un'importante mostra a Louise Bourgeois, organizzata a Gstaad, nel cuore delle Alpi.

Quest’inverno, Hauser & Wirth porta nelle Alpi svizzere il lavoro di un’artista tra le più celebri del XX secolo, Louise Bourgeois (Parigi, 1911 - New York, 2010). La galleria elvetica porta infatti presso lo spazio espositivo Tarmak22 di Gstaad (e online per chi non può andare dal vivo) la mostra The Heart Has Its Reasons, che prende il titolo dalla famosissima frase di Blaise Pascal “il cuore ha le sue ragioni di cui la ragione non sa nulla”. Bourgeois ha studiato matematica e filosofia alla Sorbona, Parigi, e ha scritto la sua tesi su Pascal; ma la morte della madre nel 1932 L’ha portata ad abbandonare questi studi e a rivolgersi all’arte. È tuttavia rimasta una pascaliana, convinta che ci sia qualcosa, nella nostra esperienza emotiva e psicologica dell’Altro, che sfugge o trascende ogni spiegazione razionale. Per l’artista francese, questa relazione con l’Altro è un arrangiamento complesso e costituisce un mondo di per sé.

The Heart Has Its Reasons, in programma fino al 3 febbraio 2021, presenta una selezione di importanti sculture e disegni di Louise Bourgeois che vanno dal 1949 al 2009, ed esplora i temi centrali della sua pratica. Motivi come la coppia, la forma accoppiata, la casa, il letto, il paesaggio e l’anatomia umana si basano sul gioco dinamico tra le opposizioni binarie (mente e corpo, geometrico e organico, maschio e femmina, conscio e inconscio) che animano il mondo di Bourgeois nel suo complesso. Questa mostra parla soprattutto del “bisogno d’amore” di Louise Bourgeois, la “stella polare” di cui non potrebbe fare a meno.

In una delle sculture simbolo, The Couple (2007-2009), i capelli della figura femminile si trasformano in un’eccentrica forma a spirale che la lega alla figura maschile. Che la scultura penda da un unico punto esprime la fragilità e la precarietà della relazione. Le spire strette della spirale avvolgente mirano a sconfiggere la paura della separazione e dell’abbandono. Anche il motivo della casa nell’opera di Bourgeois è a doppia faccia. Nelle due tane sospese simili a nidi (1962; 1986-2000), è una metafora del ritiro, mentre la casa che si trova su uno dei bracci fusi in Untitled No.7 (1993) rappresenta un ideale di riposo, sicurezza e coppia felice.

In Eyes (2001), la luce emana dalle pupille sporgenti quasi a un paesaggio psichico sulla realtà esterna. Per Bourgeois, l’atto di guardare simboleggia l’introspezione e la conoscenza di sé, ma ha anche il suo lato sessuale ed erotico (cioè, guardare ed essere guardati). Nella serie di disegni La Rivière Gentille (2007), che allude al fiume Bièvre che scorreva dietro la casa d’infanzia di Bourgeois ad Antony, il paesaggio è introiettato nel corpo: qui, persona e luogo si fondono attraverso l’atto di rievocazione dell’artista. Come ha scritto Bourgeois nel testo (del 1959) che ha costituito la base di questo lavoro:

Il suono di un ciottolo che cade nell’acqua nera

e lontana di un pozzo.

i ricordi inconsci che rinascono

La mostra coincide con Louise Bourgeois. To Unravel a Torment al Serralves Museum, Porto, Portogallo, in mostra dal 3 dicembre 2020 al 27 giugno 2021. I prossimi progetti includono la prossima mostra Louise Bourgeois, Freud’s Daughter che aprirà la prossima primavera al Jewish Museum di New York, NY, a cura di Philip Larratt-Smith.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale di Hauser & Wirth.

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