Roma, Gagosian riunisce 50 scatti di Francesca Woodman sul suo rapporto col Surrealismo


A Roma, Gagosian accoglie dal 29 aprile 2026 circa cinquanta scatti di Francesca Woodman, molti dei quali mai mostrati al pubblico finora, per indagare il suo rapporto con il Surrealismo. 

A Roma, dal 29 aprile al 31 luglio 2026, Gagosian accoglie Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, una mostra fotografica dedicata a Francesca Woodman (1958–1981). L’esposizione, che indaga in particolare il suo rapporto con il Surrealismo, riunisce circa cinquanta scatti realizzati dall’artista nell’arco della sua breve vita, molti dei quali mai mostrati al pubblico.

Attraverso immagini che ritraggono il proprio corpo e quello di altre modelle, sia in contesti naturali sia in interni trasandati, Woodman impiega composizione e messa in scena per evocare atmosfere enigmatiche e teatrali. Superando i confini tra corpo, oggetti e spazio, le sue fotografie esprimono al tempo stesso identità e frammentazione. Le figure, talvolta nude, vestite o coperte, appaiono esposte oppure parzialmente celate, spesso accompagnate da oggetti quotidiani, come uova, guanti, maschere, conchiglie, tazze, frutta o pesce, carichi di possibili significati simbolici. Queste opere rivelano un’artista consapevole delle proprie capacità, curiosa e sperimentale, profondamente attratta dall’uso innovativo che i surrealisti facevano dell’allegoria, del linguaggio e degli oggetti comuni per evocare il misterioso e il meraviglioso.

Woodman studiò Dadaismo e Surrealismo alla Rhode Island School of Design (RISD), e nei suoi taccuini sono presenti numerosi riferimenti a questi movimenti. Anche l’Italia ebbe un ruolo significativo nella sua formazione: trascorse infatti molte estati dell’infanzia in Toscana insieme ai genitori, entrambi artisti statunitensi. Parlava fluentemente italiano ed era ben inserita nella cultura artistica del paese; visse inoltre a Roma tra il 1977 e il 1978 mentre frequentava ancora la RISD. In quel periodo frequentava la Libreria Maldoror, spazio dedicato all’arte e alla letteratura dadaista, surrealista e futurista, dove si tenne anche la sua prima mostra personale europea.

Nel 1979 scrisse all’editore italiano Alberto Piovani, indicando tra le sue influenze “[Josef] Koudelka, Brassaï, [Jean-Auguste-Dominique] Ingres e Balthus” e affermando: “Vorrei che le parole fossero per le mie fotografie ciò che le fotografie sono per il testo in Nadja di André Breton. Egli individua tutte le allusioni e i dettagli enigmatici di alcune istantanee piuttosto ordinarie e prive di mistero e li elabora in una storia. Vorrei che le mie fotografie sintetizzassero l’esperienza".

Francesca Woodman, Untitled or #4 from a Series Dissection of a Portrait (1976; lifetime gelatin silver print mounted on mat board, sheet 14.7 x 14.7 cm, mat board 35.5 x 27.9 cm) © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, Untitled or #4 from a Series Dissection of a Portrait (1976; lifetime gelatin silver print mounted on mat board, sheet 14.7 x 14.7 cm, mat board 35.5 x 27.9 cm) © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, But Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid (1975–77; lifetime gelatin silver print, image 13.8 x 13.8 cm, sheet 25.243 x 20.163 cm) © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, But Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid (1975–77; lifetime gelatin silver print, image 13.8 x 13.8 cm, sheet 25.243 x 20.163 cm) © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, Untitled (1975–78; lifetime gelatin silver print, image 24.1 x 31.275 cm, sheet 27.9 x 35.243 cm)  © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, Untitled (1975–78; lifetime gelatin silver print, image 24.1 x 31.275 cm, sheet 27.9 x 35.243 cm) © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

Il titolo della mostra richiama una fotografia omonima realizzata tra il 1975 e il 1977, in cui mani sostengono un frammento di specchio sotto una natura morta appoggiata su un tavolo, evocando la stessa forza associativa delle immagini surrealiste di Breton e Luis Buñuel. In un appunto del 1976, Woodman collegò quest’opera a un corso sulle fiabe seguito durante il primo anno alla RISD, mettendola in relazione con la storia della “Regina delle nevi”, in cui frammenti di specchio simbolici alterano la percezione di bello e brutto. Altri lavori esposti includono l’uso di specchi, vetri e immagini manipolate, fotografate, dipinte o stampate, che mettono in discussione una visione unitaria attraverso processi di moltiplicazione e sostituzione.

Come osserva la storica dell’arte Alyce Mahon nel suo recente contributo per il Gagosian Quarterly, “gli oggetti non sono personali ma sono plasmabili nell’opera di Woodman, servendo a portare il surreale nello spazio vissuto, che sia lo studio, una casa abbandonata o la natura. In questo modo la loro utilità assume un nuovo significato: si trasformano in veicoli per nuovi incontri tra estranei o cose strane”.

Altre fotografie presentano il corpo femminile reinterpretato in modo singolare: anguille e lucci avvolti attorno al corpo nudo, la pelle pizzicata con mollette, gambe fasciate con nastro adesivo. Queste immagini richiamano l’interesse surrealista per il sogno e la feticizzazione, suggerendo al tempo stesso una sottile ironia nei confronti dei suoi stessi codici. Lavorando sia davanti che dietro l’obiettivo, Woodman sviluppa un dialogo con il Surrealismo che si inserisce nel contesto della fotografia contemporanea, dell’arte concettuale e del femminismo, nonché delle esperienze maturate tra la RISD e Roma.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraLately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid
CittàRoma
SedeGagosian
DateDal 29/04/2026 al 31/07/2026
ArtistiFrancesca Woodman
TemiSurrealismo, Roma, Fotografia



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