A cinque anni dalla sua istituzione, la Fondazione Alinari per la Fotografia di Firenze traccia un bilancio delle attività svolte e delinea le prospettive future legate alla valorizzazione di uno dei patrimoni fotografici più rilevanti al mondo. Nata nel 2020 per volontà della Regione Toscana, con l’obiettivo di conservare, studiare e promuovere l’Archivio Alinari, la Fondazione ha avviato le proprie attività nel 2021, costruendo in pochi anni un programma articolato tra tutela, ricerca, digitalizzazione e produzione culturale. L’Archivio Alinari rappresenta infatti uno dei più importanti complessi fotografici a livello internazionale, e la sua gestione ha richiesto fin dall’inizio un approccio integrato che includesse la descrizione e la digitalizzazione dei materiali, la realizzazione di mostre e progetti scientifici, nonché la costruzione di una rete di collaborazioni con istituzioni italiane e straniere. Un percorso che prosegue oggi nel segno della continuità, anche grazie alla riconferma alla guida della Fondazione del presidente Giorgio van Straten e della direttrice Claudia Baroncini.
La fase che si apre nei prossimi anni è considerata decisiva e riguarda la definizione del futuro assetto museale e archivistico del patrimonio Alinari. Il progetto prevede la creazione di due sedi principali, tra Firenze e Montecatini, destinate a ospitare e valorizzare in modo complementare le diverse componenti dell’archivio. Il futuro Museo Alinari sorgerà a Firenze, all’interno del complesso monumentale di Santa Maria Novella, negli spazi dell’ex Scuola Marescialli. L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione urbana che punta a trasformare l’area in uno dei principali poli culturali della città, dedicato alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio.
Nei circa 1.800 metri quadrati destinati alla Fondazione troveranno spazio il museo e una parte significativa dell’Archivio fotografico, insieme alla Biblioteca, che comprenderà anche gli Album della Fototeca. Il progetto prevede inoltre sale per la consultazione e la ricerca, spazi per attività educative, servizi al pubblico, un bookshop, una sala multifunzionale e gli uffici dell’istituzione. Il completamento del progetto architettonico è previsto entro il 2026, con una revisione delle stime economiche iniziali, che indicavano circa 5 milioni di euro per i lavori e 1,5 milioni per gli allestimenti. Il finanziamento sarà garantito dalla Regione Toscana, con il sostegno della Fondazione CR Firenze per quanto riguarda la catalogazione della biblioteca e lo sviluppo del progetto museologico.
L’avvio del cantiere è programmato nei prossimi anni, con l’obiettivo di concludere i lavori entro il 2028 e aprire al pubblico il Museo Alinari nel 2029. Il progetto è coordinato attraverso un tavolo tecnico che coinvolge il Comune di Firenze, la Regione Toscana e la Fondazione, inserendosi in una strategia più ampia di rigenerazione urbana.
Accanto alla sede fiorentina, il piano prevede la realizzazione di un secondo polo a Montecatini Terme, destinato alla conservazione di circa due terzi degli archivi. La cosiddetta Casa della Fotografia sorgerà all’interno delle Terme Excelsior e sarà dedicata in particolare alla custodia dei materiali più delicati, come i negativi, che richiedono condizioni microclimatiche controllate. Questo spazio ospiterà depositi attrezzati, laboratori per il restauro e la digitalizzazione, oltre a programmi di alta formazione nel campo della conservazione e catalogazione del patrimonio fotografico. La struttura sarà pensata anche per accogliere altri importanti fondi fotografici toscani, completando così l’infrastruttura necessaria alla gestione del patrimonio Alinari.
Nel corso dei primi cinque anni di attività, la Fondazione ha sviluppato un’intensa attività espositiva, consolidando competenze interne e rafforzando la propria organizzazione. In assenza di una sede stabile a Firenze, ha avviato numerose collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali, portando le collezioni Alinari in contesti espositivi di rilievo.
Tra le mostre più significative si ricordano Fotografe!, realizzata nel 2022 tra Villa Bardini e Forte di Belvedere, L’Italia è un desiderio alle Scuderie del Quirinale nel 2023 e Fotografia Wulz. Un atelier, una famiglia, una città al Magazzino delle Idee nel 2024. A queste si aggiungono ulteriori progetti realizzati in diverse città toscane, tra cui Arezzo, Livorno e Carrara.
Un ruolo centrale è stato svolto anche dalle attività di conservazione e ricerca, tra cui il più ampio progetto di digitalizzazione della lastroteca storica mai realizzato in Italia, promosso dalla Regione Toscana con fondi del PNRR. L’intervento ha portato alla digitalizzazione di circa 80.000 lastre fotografiche, inclusi i cosiddetti “Giganti di Vetro”, lastre di grandi dimensioni che raggiungono i 114 per 85 centimetri, oltre a registri storici e altri materiali d’archivio, acquisiti in alta definizione e resi progressivamente accessibili per lo studio.
Parallelamente, la Fondazione ha rafforzato il proprio ruolo a livello territoriale, coordinando il Censimento dei patrimoni fotografici in Toscana e promuovendo la nascita della Rete Toscana della Fotografia. Il progetto mira a creare una comunità composta da istituzioni, archivi, studiosi e cittadini, con l’obiettivo di condividere strumenti e competenze per la tutela e la valorizzazione del patrimonio fotografico.
La programmazione futura prevede un calendario espositivo articolato tra Toscana, Italia e contesto internazionale. Nel 2026 è prevista una nuova versione della mostra dedicata a Michelangelo Buonarroti, già presentata a Carrara, che sarà arricchita con un approfondimento sul rapporto tra Michelangelo e il simbolismo presso la Casa Museo Ivan Bruschi, con il sostegno della Fondazione CR Firenze. Sono inoltre in corso interlocuzioni con il Comune di San Gimignano per un progetto dedicato al fondo del fotografo Logi.
Sempre nel 2026 sono previste iniziative di rilievo internazionale, tra cui una mostra fotografica allestita all’esterno della Mairie de Paris in occasione del settantesimo anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura. A Londra sarà inoltre presentato uno spin-off della mostra Fotografia Wulz, dedicato alle sorelle Wanda e Marion Wulz, presso la Estorick Collection, in collaborazione con Calliope Arts Foundation. Nella stessa città è prevista anche la partecipazione a una mostra dedicata a Fosco Maraini, promossa dall’Istituto Italiano di Cultura.
“Siamo di fronte ad una svolta: dalla conservazione si passa a una fase più attiva, quella di fare di questo straordinario patrimonio un volano culturale capace di parlare al mondo”, dichiara Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana. “Con un investimento di oltre 12 milioni di euro la Regione ha evitato la frammentazione dell’archivio Alinari. Ora entriamo in una nuova fase: non solo conservazione, ma produzione culturale, ricerca e valorizzazione internazionale. Firenze sarà il cuore espositivo e identitario, legato alla storia della fotografia Alinari. Montecatini diventerà invece la casa della fotografia in Toscana, con depositi, mostre permanenti e attività di respiro nazionale e internazionale”.
“Questi primi anni”, sottolinea Cristina Manetti, assessora alla cultura della Regione Toscana, “dimostrano che la Toscana sa coniugare tutela, ricerca e innovazione. La fotografia, linguaggio universale, torna al centro della nostra visione culturale: Firenze e Montecatini non sono due sedi separate ma parti di un unico sistema. Se a Firenze si svilupperà la dimensione museale, Montecatini potrà costruire una nuova identità proprio attorno alla fotografia, diventando un polo di ricerca, formazione e innovazione, anche sul fronte del digitale. La Fondazione Alinari sarà il motore di un vero sistema regionale della fotografia, capace di coordinare archivi, promuovere progetti e attivare nuove iniziative culturali”.
“La nascita del nuovo Museo Alinari nel complesso di Santa Maria Novella”, dice Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze, “segna una tappa importante per Firenze e per la fotografia internazionale. Restituire una casa stabile a questo immenso patrimonio rientra nella più ampia visione di rigenerazione urbana che ci vede, come amministrazione comunale, impegnati per trasformare l’ex Scuola Marescialli in un polo culturale d’eccellenza” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Siamo orgogliosi che il ’racconto del mondo’ custodito dagli Alinari trovi finalmente il suo spazio in uno dei luoghi più suggestivi della città, che sarà luogo di conservazione, ma anche di educazione e confronto, capace di dialogare con la città e con i visitatori di tutto il mondo. Grazie alla sinergia tra Comune, Regione e Fondazione, Firenze si conferma capitale della memoria visiva e dell’innovazione culturale”.
“Essere accanto a questo progetto, per Fondazione CR Firenze, è una scelta naturale”, spiega Maria Oliva Scaramuzzi, vice presidente di Fondazione CR Firenze. “Questo progetto museale richiama infatti valori che da sempre orientano il nostro lavoro: accessibilità, inclusione, apertura alla comunità. Il nostro legame con gli Archivi Alinari viene da lontano: li sosteniamo dal 2003 attraverso restauri, progetti di valorizzazione, mostre, come la grande esposizione Fotografe! a Villa Bardini. Oggi contribuiamo alla progettazione della nuova biblioteca del futuro Museo Alinari. Siamo lieti di poterlo fare poiché il nome di Alinari è profondamente legato a Firenze, alla sua identità e alla sua capacità di raccontarsi al mondo. La fotografia è da anni uno dei linguaggi culturali su cui la Fondazione investe con convinzione. L’Archivio è non dunque soltanto un grande patrimonio da custodire, ma un’idea di cultura condivisa e capace di parlare al futuro”.
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