Il Musée Marmottan di Parigi acquista un raro dipinto di Berthe Morisot a soggetto mitologico


Parigi, il Musée Marmottan Monet acquista un raro e importante dipinto di Berthe Morisot a soggetto mitologico.

Importante acquisto da parte del Musée Marmottan Monet di Parigi, che si assicura un raro dipinto della pittrice impressionista Berthe Morisot (Bourges, 1841 - Parigi, 1895): si tratta di un’opera a soggetto mitologico raffigurante Apollo che rivela la sua divinità alla pastorella Isse, del 1892. Il quadro, tratto da un omologo dipinto settecentesco di François Boucher avente lo stesso soggetto, è stato acquistato per il museo dall’Académie des Beaux-Arts - Institut de France (l’ente che detiene la proprietà del Musée Marmottan), che se l’è assicurato per la somma di 212mila euro in un’asta da Freeman’s a Filadelfia (Stati Uniti): la stima iniziale era di 139-231mila euro. La tela va dunque ad aggiungersi alle 83 opere di Berthe Morisot che il Marmottan già possiede: è la più completa raccolta al mondo di opere di Berthe Morisot, e il dipinto mitologico costituisce un’aggiunta rilevante.

L’opera, infatti, testimonia l’interesse che la pittrice dimostrò nei confronti dell’arte del secolo precedente, che in questo dipinto Berthe Morisot “aggiorna” secondo il suo filtro impressionista. Un interesse sincero e vivo, che durò per tutta la carriera, dal momento che questo Apollo appartiene all’ultima fase della sua produzione. Il soggetto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio e racconta l’amore tra Apollo, dio delle arti, e la pastorella Isse: secondo il racconto, per conquistarla, Apollo si finse lui stesso pastore, per poi rivelarle solo in seguito la sua divinità. L’opera è rara anche perché si conoscono soltanto due opere di Berthe Morisot d’après Boucher: l’altra è Venere che domanda a Vulcano le armi di Enea, dipinta tra il 1883 e il 1884 dopo una visita al Louvre, e oggi custodita in una collezione privata.

Tuttavia, del dipinto di Boucher, Berthe Morisot raffigura soltanto un dettaglio, e neanche quello principale: la pittrice riporta infatti soltanto le due ninfe che si abbracciano nell’angolo in basso a sinistra della composizione originale, tralasciando del tutto i due protagonisti, il dio che, in tutta la sua bellezza e con la faretra a tracolla, si mostra a Isse, e la pastorella che allarga le braccia in un gesto di stupore, mentre attorno a loro una teoria di putti festeggia e gioca. L’opera rimase nelle collezioni dell’artista dopo la sua scomparsa, ed è finita in asta a seguito di diversi passaggi tra collezioni private. Fu esposta nel 1896 alla grande retrospettiva su Berthe Morisot organizzata poco dopo la sua scomparsa, e fu dunque mostrata nel 1907 al Salon d’Automne. L’ultima esposizione risaliva addirittura al 1943, in occasione di una retrospettiva che il Musée de l’Orangerie dedicò all’autrice.

Nella fotografia: Berthe Morisot, Apollo che rivela la sua divinità alla pastorella Isse, da François Boucher (1892; olio su tela, 63,8 x 79,4 cm; Parigi, Musée Marmottan)

Il Musée Marmottan di Parigi acquista un raro dipinto di Berthe Morisot a soggetto mitologico
Il Musée Marmottan di Parigi acquista un raro dipinto di Berthe Morisot a soggetto mitologico


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