Barcolana, dopo le proteste il vicesindaco leghista precisa: “no al manifesto a Trieste, sì nel resto d'Italia”


Dopo le forti polemiche che hanno travolto il vicesindaco leghista di Trieste sulla questione del manifesto della Barcolana, ora arrivano le precisazioni.

Dopo la forte ondata di proteste in seguito alla censura del manifesto della Barcolana 2018 da parte del vicesindaco leghista di Trieste, Paolo Polidori, sono arrivate le immancabili precisazioni. Polidori, travolto dalle polemiche dopo che la notizia è diventata virale sui social, è stato costretto a correggere il tiro, come riporta il quotidiano Il Piccolo: “tutto risolto in termini chiari: il manifesto a livello locale non dovrebbe venir pubblicizzato mentre a livello nazionale sì”. Quindi, il manifesto verrebbe ritirato solo nel territorio comunale di Trieste, mentre nel resto d’Italia, libera circolazione e libera diffusione (qualunque sia il senso di questo provvedimento).

A spegnere le polemiche è poi intervenuto anche il sindaco, Roberto Dipiazza: “Non togliamo i fondi alla Barcolana, c’è un accordo a quello ci atteniamo. Con la società ci siamo già chiariti e di fatto ora non c’è nessun caso. A mio parere la parole di Polidori sono state travisate”. E anche gli organizzatori della Barcolana fanno sapere che il manifesto non sarà ritirato.

Barcolana, dopo le proteste il vicesindaco leghista precisa: “no al manifesto a Trieste, sì nel resto d'Italia”
Barcolana, dopo le proteste il vicesindaco leghista precisa: “no al manifesto a Trieste, sì nel resto d'Italia”


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