I beni culturali sono assenti dai venti punti del M5S per la formazione del nuovo governo


Non c’è neanche una parola per i beni culturali nei “punti programmatici dei Gruppi Parlamentari del MoVimento 5 Stelle per la formazione del Nuovo Governo”, il documento che oggi i parlamentari pentastellati, per tramite del capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, hanno sottoposto al presidente del consiglio incaricato Giuseppe Conte (il testo è disponibile sul sito dell’Ansa).

Al di là di un più che generico e del tutto vago passaggio al punto 14 (“politiche espansive con una quota di investimenti in infrastrutture, in ambiente e in cultura da scomputare dai parametri di Maastricht”), i punti programmatici non hanno tenuto minimamente conto della cultura, malgrado proprio ieri il premier incaricato abbia detto che il nuovo governo lavorerà, tra le altre cose, anche per valorizzare i beni culturali. C’è spazio invece per il taglio dei parlamentari (il primo punto, probabilmente quello che i parlamentari pentastellati ritengono il più importante), per una manovra che impedisca l’aumento dell’IVA e possa tagliare il cuneo fiscale, per un cambio di paradigma sull’ambiente (un “green new deal” che renda l’Italia rinnovabile al 100%).

E ancora: legge sul conflitto d’interessi, riforma della giustizia, completamento del processo di autonomia differenziata richiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, interventi per la legalità (“carcere ai grandi evasori, lotta alle mafie e ai traffici illeciti”), piano di investimenti per il sud, riforma del sistema bancario (“separare le banche di investimenti dalle banche commerciali”), tutela dei beni comuni (scuola, acqua, sanità, infrastrutture), politiche di genere, tutela dei minori (revisione del sistema degli affidi, lotta alla dispersione scolastica e al bullismo), fine della vendita degli armamenti ai paesi belligeranti, politiche per i giovani, riforma dei sistemi di reclutamento e accesso universitario, politiche per la tutela del cittadino, del consumatore, del lavoratore e dell’utente dei servizi, riorganizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari territoriali, tutela degli animali e sostegno alle filiere agricole.

Di Maio ha fatto sapere che il Movimento 5 Stelle farà partire il governo solo se nel programma di governo entreranno i venti punti programmatici: “altrimenti meglio il voto”, ha affermato il capo politico pentastellato. I punti verranno discussi nelle prossime riunioni.

Nella foto: Luigi Di Maio

I beni culturali sono assenti dai venti punti del M5S per la formazione del nuovo governo
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