Alla scoperta di Vicenza


Un'altra puntata di Pronti Partenza Via con Fabrizio Vaghi ci porta alla scoperta della magica Vicenza, città di cui abbiamo parlato spesso sul nostro sito. Godetevela :-)

Per chi come me è sempre alla ricerca di città d’arte, e l’architettura è il principale motore d’interesse, sicuramente troverà in Vicenza luce per i propri occhi. Ebbene, lo dice anche l’Unesco che l’ha inserita nel patrimonio dell’umanità proprio per le sue architetture, principalmente ascrivibili al genio di Andrea Palladio che in città trovò terreno fertile per dare libero spazio alla sua architettura classica-rinascimentale. Se la Basilica (chiamata appunto “Palladiana”) è il simbolo universale dell’architetto (e non è un caso che nella piazzetta attigua a lui dedicata si erga la statua che lo ritrae), in città sono molti i palazzi che portano la sua inconfondibile firma.

Fabrizio con sullo sfondo la Torre Bissara di Vicenza, nota anche come Torre di Piazza
Fabrizio con sullo sfondo la Torre Bissara di Vicenza, nota anche come Torre di Piazza
L’architettura palladiana è riconoscibile grazie all’ausilio di elementi classici quali lesene, capitelli, cornicioni, timpani e la riproposizione di moduli, come l’utilizzo della “serliana” che è l’elemento distintivo della Basilica appunto. Questo edificio subì molte trasformazioni dal primo organismo di epoca comunale al successivo palazzo della ragione, fino a quando decisero di circondarlo di un loggiato. Il primo tentativo a firma dell’architetto Formenton fallì con il crollo delle logge (molto simili a quelle del palazzo della ragione di Padova). Nel 1546 il giovane Palladio propose di creare un loggiato più solido alternando l’uso modulare di un arco affiancato da due piccole architravi orizzontali che potessero regolare lo spazio differente delle diverse campate irregolari (ecco spiegato lo scopo delle serliane). Oggi il palazzo della Basilica ospita nel grande salone del primo piano mostre temporanee, mentre continua ad ospitare al pian terreno botteghe artigiane (soprattutto orafe), la terrazza in copertura invece è accessibile, dotata di un caffè e offre la possibilità di gustarsi una vista che spazia sulla città.

Palladio ricevette dall’Accademia Olimpica l’incarico di erigere un teatro e l’architetto, prima di morire, riuscì a consegnare il progetto che venne seguito nelle fasi costruttive dal suo allievo Vincenzo Scamozzi (lo stesso che qualche anno dopo progetterà il teatro di Sabbioneta, che per molti aspetti è simile al modello vicentino). Cos’ha di così particolare questo teatro, che va al di là della sua bellezza e proporzione? Basti pensare che nel periodo in cui fu costruito (1585) non era in uso costruire teatri stabili: gli ultimi risalivano all’epoca romana, nel medioevo i teatri erano strutture temporanee all’esterno, quindi da qualche secolo non ne venivano più edificati.

Il Teatro Olimpico di Vicenza
Il Teatro Olimpico di Vicenza

Il Teatro Olimpico fu il primo teatro stabile ad essere costruito dopo quelli di epoca romana e fu il primo teatro in Europa ad essere dotato di una copertura: questa è la principale caratteristica che lo identifica come un teatro modello. Tutta la struttura interna è in legno, rivestita a stucco (con effetto marmoreo) e sia la conformazione a gradoni della cavea che il muro di scena sono un evidente rimando al teatro romano. L’altra caratteristica peculiare è la scenografia fissa (progettata da Scamozzi) che nel ridotto spazio a disposizione dà l’illusione prospettica della profondità, ottenuta inclinando il piano di palcoscenico verso il punto di fuga e abbassando progressivamente l’altezza e la proporzione degli elementi che raffigurano la città di Tebe. Riproduce infatti l’ambientazione dell’Edipo Re di Sofocle, rappresentazione inaugurale del teatro, che sarebbe dovuta poi essere rimossa… ma fortunatamente per noi rimane a testimonianza e a modello di una delle più belle (se non la più bella) architettura e scenografia teatrale d’ogni tempo.

In questo mio articolo mi sono soffermato soprattutto sugli aspetti concernenti l’architettura palladiana di Vicenza, ma la città offre molto altro, ve ne parliamo ampliamente nel video della puntata di “Pronti Partenza… Via”. Guardatevela con tutta tranquillità e poi provate a dare risposta ai seguenti quesiti. Alla prossima!

Domanda 1: Com’è chiamata la Torre di Piazza che affianca la Basilica?
Domanda 2: Come sono soprannominati i vicentini?
Domanda 3: Chi fu Antonio Pigafetta?

Curiosità della puntata: Sul Monte Berico sorge il Santuario della Vergine Maria, la quale apparve annunciando che Vicenza sarebbe stata risparmiata dalla peste del 1426.

Vicenza, Palazzo Braschi
Vicenza, Palazzo Braschi


La statua di Andrea Palladio nei pressi della Basilica
La statua di Andrea Palladio nei pressi della Basilica


Ingresso del Teatro Olimpico di Vicenza
Ingresso del Teatro Olimpico di Vicenza



Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

L'autore di questo articolo: Fabrizio Vaghi

Fabrizio, ingegnere di professione, viaggiatore per passione. Classe 1983, appassionato di videomaking, regista e attore teatrale, blogger per caso, con l'hobby del fai da te, divulgatore di cultura tramite le sue creazioni "Vaghi per il mondo" (sito web di viaggi e associazione culturale) e "Pronti Partenza...Via" (rubrica turistica dedicata all'Italia, all'arte, alla storia e agli approfondimenti), on-line su youtube.



Alla scoperta di Brescia
Alla scoperta di Brescia
Alla scoperta di Mantova
Alla scoperta di Mantova
Alla scoperta di Treviso
Alla scoperta di Treviso


Commenta l'articolo che hai appena letto



Commenta come:      
Spunta questa casella se vuoi essere avvisato via mail di nuovi commenti



1. Suzanne in data 21/06/2015, 22:26:32

Bravissimi! Grazie! Per me sono scoperte meravigliose molto educative!



2. FabrizioVaghi in data 19/10/2015, 19:50:23

Ecco le risposte alle tre domande:
1: Torre Bissara.
2: Magnagatti, ossia mangia gatti.
3: Fu il cronista che narrò le vicende di Magellano.



Commenti dal post ufficiale su Facebook



Torna indietro



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER