Quanti animali sono morti per le opere di Damien Hirst? Una stima di Artnet


Damien Hirst è noto per le sue opere che hanno per protagonisti animali morti. Artnet ha provato a stimare quanti animali sono morti per le opere di Hirst.

Era il 1990 quando Damien Hirst (Bristol, 1965) salì alla ribalta mondiale con un’opera rimasta ancor oggi indigesta. Il gruppo degli Young British Artists, dopo il successo della loro prima mostra, Freeze, aveva organizzato altre esposizioni, tra le quali un grande show intitolato Gambler (“Giocatore d’azzardo”), nel corso del quale Hirst presentò, per la prima volta, la sua A thousand years (“Mille anni”), lavoro che si proponeva di mettere in scena, davanti agli occhi dei visitatori, l’intero ciclo della vita. Una grande teca di vetro ospitava la testa di una mucca in decomposizione, sulla quale alcune mosche depositavano uova. Dalle uova nascevano larve che si cibavano del finto sangue della mucca (in realtà acqua e zucchero), diventavano mosche a loro volta e volavano verso la parte alta della teca, dove Hirst aveva sistemato una lampada insetticida che poneva fine alla loro esistenza. L’anno dopo fu invece la volta di The physical impossibility of death in the mind of someone living (“L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivente”): un grande squalo tigre, catturato da un pescatore australiano su commissione di Hirst, immerso in una vasca colma di formaldeide.

Da allora, per realizzare le proprie opere, Hirst ha continuato a utilizzare i cadaveri di animali, spesso appositamente uccisi, suscitando le ire degli animalisti che continuano a prendere di mira le mostre dell’inglese anche quando non vengono coinvolti esseri viventi (è successo anche un mese fa a Venezia, ben prima che si conoscesse il tema dell’ultima discussa mostra di Hirst: un’associazione animalista ha riversato quaranta chilogrammi di letame di fronte all’ingresso di Palazzo Grassi in segno di protesta contro l’arte di Hirst). Ma quanti animali sono morti, nel corso degli anni, per dar vita alle opere di Hirst? La rivista Artnet ha provato a fare una stima (“prudente”, specificano), pubblicata in un articolo firmato da Caroline Goldstein.

“Damien
L’opera Death Denied di Damien Hirst in mostra a Kiev nel 2008. Photo credit

Il calcolo non è dei più semplici, perché per opere come la già citata A thousand years non è possibile giungere a un numero preciso. Tuttavia, Artnet ha cercato di profondere la massima accuratezza, basandosi sui cataloghi delle mostre e della produzione di Hirst e cercando di operare, laddove il calcolo esatto degli animali morti è impresa ardua, stime basate sulla durata dell’esposizione, sulla superficie dell’opera, sulle dimensioni medie dell’animale. I risultati sono stati divisi in quattro sezioni sulla base dei diversi tipi di animali utilizzati, ed è stato poi calcolato un totale approssimativo, ma comunque realistico, degli animali morti per le opere di Hirst: Artnet parla di 913.450 esseri viventi.

Il primo gruppo è quello degli animali da fattoria esposti nelle teche di formaldeide: il calcolo più semplice, dal momento che è bastato contare il numero di volte in cui le bestie sono apparse nella produzione di Hirst. Ne è uscito un totale di 36 animali (13 pecore, 7 mucche di razza frisona, 5 vitelli, 4 tori, 3 puledri, 2 maiali, più un orso e una zebra, che Artnet ha incluso in questa categoria). Di diverse proporzioni il numero degli animali marini: la rivista ha calcolato un totale di almeno 685 esemplari (di cui 17 squali e 668 pesci di almeno 38 specie). Più complicato, invece, il calcolo degli insetti, come le mosche utilizzate per opere quali A thousand years e le Fly Sculptures, oppure le farfalle utilizzate per i Kaleidoscope paintings. Per le mosche, Artnet ha operato un calcolo rudimentale, dividendo la superficie dei dipinti o delle sculture per le dimensioni medie dell’animale e, nel caso di alcune opere (come i Fly paintings) moltiplicandolo per due, in quanto su alcune opere gli animali sono stati disposti su più strati (si stima un totale di 850.000 mosche, più 111 generazioni di altre mosche utilizzate durante le varie esposizioni di A thousand years). La stima dei Kaleidoscope paintings è stata più precisa: le farfalle sono state scrupolosamente contate (Artnet riporta l’esempio di una sola serie di 62 tele su cui sono state utilizzate 1.629 farfalle). A queste occorre aggiungere altre 9.000 farfalle circa morte per l’installazione In and out of love esposta in una mostra del 2012 alla Tate Modern di Londra). Si calcolano poi altri 45.000 insetti di più di 3.000 specie a cui si aggiungono anche 5 uccelli. L’ultima categoria è quella dei resti, anch’essi utilizzati da Hirst al pari degli animali interi: sono stati contati 46 salsicce, un cranio umano, 624 organi provenienti da 8 mucche, 16 crani di mucca, 41 lische di pesce, uno scheletro di mammuth, per un totale di 729 resti.

C’è da dire che il calcolo di Artnet non divide gli animali deliberatamente cacciati o uccisi per permettere la realizzazione dell’opera da quelli invece reperiti già morti: sarebbe stata interessante anche una distinzione in tal senso. Ma è comunque materiale per far di nuovo discutere attorno alla produzione di un personaggio estremamente controverso.



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1.Morena Esposito in data 19/04/2017 10:22:17

Si è arrivati al punto di definire ARTE una carcassa di animale, magari ucciso appositamente, povero Michelangelo!!!!



2. Alberto Pirro in data 20/04/2017 07:50:29

Se si rimane fermi a Michelangelo, l'arte non si sarà mai in grado di coglierla e apprezzarla.



3. Morena Esposito in data 20/04/2017 10:04:41

Se X te carcasse sono arte!!! Apprezza pure!!!



4. Edoardo Naccarato in data 20/04/2017 10:37:18

O magari ci si limita a cogliere l'arte di Michelangelo e affini e basta, che va benissimo così



5.Claudia Amato in data 19/04/2017 10:26:53

Come minimo i suoi estimatori si aspetteranno il suo di cadavere (in un giorno lontano, ovvio) dentro a una bacheca. Mah!



6. Donatella Cavaterra in data 19/04/2017 10:46:05

Ma perché lontano? Non mettiamo limiti alla provvidenza ...



7. Luigina Agostinone in data 19/04/2017 11:15:37

Spero presto.



8.Cheti Madrigali in data 19/04/2017 10:54:01

Infatti. Arte è una altra cosa. Degrado culturale



9.Wilson Jorge in data 19/04/2017 11:25:32

Oggi, i soldi può cambiare qualcuno in "artista" e farlo ocuppare i migliori galerie!



10.Fiammetta Effe in data 19/04/2017 11:32:47

Cattivo gusto Cinismo L'Arte è un'altra cosa



11.Angelo Errico in data 19/04/2017 11:33:37

Anche Leonardo da Vinci studiava il corpo umano con cadaveri sezionati, e persino un ventre materno appare nei suoi stimati disegni, per non parlare di armi e mezzi disegnati allo scopo di fare la guerra... poi a ciascuno la sua arte.



12. Leila Ben Yahia in data 19/04/2017 11:42:15

Leonardo da vinci lo faceva a scopo scientifico...mo' vogliamo paragonare Leonardo a stu' pazz??!!!qua pure cattelan fa il cesso d' oro e tutti: uaaaaaa,e' arte!!!ma x piacere!



13. Angelo Errico in data 19/04/2017 12:08:11

E le armi le progettava per noia. Ma per piacere!



14. Marcella Valery in data 19/04/2017 12:10:00

Tecnicamente si usavano cadaveri per la ricerca, non credo fosse contemplato ammazzare qualcuno per studiarne il corpo.



15. Leila Ben Yahia in data 19/04/2017 12:56:56

Che c' entrano le armi e che c' entra profanare ed uccidere un povero essere vivente!!tutti filosofi e professori...



16. Marcella Valery in data 19/04/2017 13:01:31

Io sono contro la strumentazione di esseri viventi a scopo artistico.



17. Angelo Errico in data 19/04/2017 21:07:12

Suggerisco la lettura. Condivido appieno il monito di Finestre sull'Arte, con il richiamo ad adottare un linguaggio più artistico che non è il turpiloquio.



https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10211728385236913&set=p.10211728385236913&type=3



18. Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 21:21:46

Bonami comunque quando parla di Hirst non è molto imparziale :)



19. Angelo Errico in data 19/04/2017 21:30:34

Lo consigliavo per un ridimensionamento dei commenti da parte di individui inclini al turpiloquio. Lungi da me il pontificare e l'istruire su l'arte. Un suggerimento il mio, giammai una orientata lettura biblica. ??



20. Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 21:44:10

Su questo siamo più che d'accordo... noi vogliamo che i nostri lettori ragionino di testa propria... quindi siamo contenti se qualcuno degli amici che ci seguono suggerisce letture



21. Leila Ben Yahia in data 20/04/2017 05:41:48

Jamm bell!!!parlate come magnate!!tanti paroloni....x fare I filosofi!!a finale se' capito che vi piacciono I cadaveri!



22. Leila Ben Yahia in data 20/04/2017 05:43:25

Finestre sull'Arte se se...lo sto pure leggendo!giammmmmmaaaaaiiiiii!!!!



23. Leila Ben Yahia in data 20/04/2017 05:43:43





https://scontent.xx.fbcdn.net/v/t39.1997-6/851586_126362014215262_1346191341_n.png?oh=4eeba70a2bcf6ef16650cb19f54233ea&oe=59AB1036



24. Alberto Pirro in data 20/04/2017 07:58:08

E a lei non piacciono vestiti in pelle, latte, mozzarelle e formaggi, uova, carne e altri prodotti generati da cadaveri di milioni di animali che soffrono e che sacrificano la vita per il suo benessere di un minuto? Jamm bell ja, fare i moralisti e scordarsi di casa propria è sempre comodo, no?



25. Leila Ben Yahia in data 20/04/2017 11:27:59

Ma che stai dicendo? Io mi cibo di carne,nn uccido animali x metterli nelle teche di vetro e x farli "ammirare" a 4 professoroni che credono di acculturarsi pagando ste mostre del cavolo!semp meglio a muzzarell!!!jamm bell!!!



26. Angelo Errico in data 20/04/2017 20:16:59

Per replicare all'opinione della signora Leila Ben Yahia non con il suo tono da pescivendola, cosa non è il crocifisso con la rappresentazione di un uomo flagellato a sangue e appeso con tre chiodi conficcati da vivo ? se non un piacere dei cadaveri. Ma temo il rinculo a questa mia considerazione con altre strillate da un tot al chilo e tanti altri punti esclamativi.



27.Leila Ben Yahia in data 19/04/2017 11:43:38

Detto in napoletano: ma a cap e chist e' bon??!...sono soggetti da rinchiudere!altro che arte!uno fa il cesso d' oro,uno appende la carcassa di un cavallo al soffitto...ma come stanno di cervello????



28.Rosanna Cheyenne Cottone in data 19/04/2017 11:46:36

Leonardo così come altri studiosi di anatomia umana e animale oltre che di botanica, non uccideva appositamente per studiare i corpi e non li esibiva mortificandoli. Non capisco quale sia lo scopo di tutto questo. Definirla arte è un affronto ai veri grandi Artisti e una grande mancanza di rispetto per la vita.



29.Cinzia DF in data 19/04/2017 11:55:06

Semplicemente non è Arte....



30.Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 12:37:40

Vorremmo invitarvi alla continenza espressiva. E poi, commentare scrivendo "è un coglione" (senza altro aggiungere) non apporta alcun contributo significativo alla discussione. Grazie della comprensione!



31. Monica Atahualpa Germano in data 19/04/2017 14:19:53

avete ragione. ma,se dico:Che è una indegna baracconata? E che a mio modestissimo avviso questa non è Arte? Contribuisce in minima parte alla discussione?



32. Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 15:12:12

Se fornisce delle motivazioni sì



33. Monica Atahualpa Germano in data 19/04/2017 15:14:07

io non sono una esperta d'Arte ma so ciò che è Arte per me,ovvero Michelangelo,Caravaggio,Monet e non un tipo che usa degli animali per fare pseudo installazioni,che ai miei occhi,sono la negazione di Arte. Che sarà pure personale,non discuto,ma questo per me,continua ad essere il Nulla.



34. Alberto Pirro in data 20/04/2017 07:55:42

L'arte non è solo figurazione, buon disegno, ottima applicazione tecnica. L'arte è molto altro, è provocazione, è estremizzare, è esasperare, è sbattere in faccia alla gente qualcosa che alla gente non piace, l'arte è rabbia, istintività, azione, movimento, emozione. La cattiveria è parte dell'essere umano, guerre, stupri, omicidi, attentati sono mostruosità all'ordine del giorno. Se qualcuno ci fa notare che ammazziamo animali per egoismo, per vanità e per esigenze effimere, è la stessa superficialità che provoca i vostri commenti vuoti, privi di curiosità e colmi di pregiudizio, è quello che l'artista mette anche in risalto, talvolta con metodi poco ortodossi e, mi rendo perfettamente conto, eccessivi. Usateli come spunti a riflettere e ad arricchirvi e non come pretesto per riempirvi la bocca con parole altrui e senza alcun raziocinio.



35. Sergio D'Argento in data 20/04/2017 10:30:45

alberto, per me ammazzare esseri viventi, di qualsiasi tipo, non è arte ma ignorante barbaria.



36.Daniele Brizzolara in data 19/04/2017 12:56:57

Il problema di questo articolo è che pare fatto apposta per cogliere i nervi emozionali piuttosto che ricondurre al pensiero dietro le opere -il perché ha immolato quella bestia piuttosto che un'altra sarà scritto in nemmeno due righe- ma mi piace pensare che lo abbiate fatto apposta: per scovare le reazioni di quelli che si beano di un quadro accademista o di una facciata finemente stuccata e mosaicata, ma che diventano scemi davanti a tutto ciò che richiede di connettere le sinapsi.



37. Leila Ben Yahia in data 19/04/2017 12:58:20

Papele papele...che hai detto??



38. Michael Rarani in data 19/04/2017 13:04:23

Paperella



39. Michael Rarani in data 19/04/2017 13:06:03

Vi piacciono gli Arctic Monkeys? Cit.



40. Daniele Brizzolara in data 19/04/2017 13:06:21

Leila ti piacciono gli arctic monkeys



41. Martina Zucchima in data 19/04/2017 13:25:11

Pienamente d'accordo...



42.Stefania Cartoni in data 19/04/2017 13:03:36

Orrore!



43.Martina Zucchima in data 19/04/2017 13:08:01

Sinceramente questo rompere le scatole a priori ha un pò stufato.Noi gli animali ce li mangiamo o comunque li massacriamo per l'industria alimentare (però ovviamente questo é necessario per far si che possiamo nutrirci e viene così giustificato) mentre l'artista in questione che peraltro utilizza SOLO in casi di irreperibilità animali non già morti, viene condannato in quanto assassino, addirittura se ne fanno stime sulla quantità di animali morti usati. A me sinceramente le sue opere stravaganti e piene di significato (ovviamente solo per chi va oltre la sterile polemica) piacciono molto... E CI terrei a ribadire che le sue opere non servono a studiarne l'anatomia ma celano dietro significati molto Piú profondi... Uno degli scopi primari dell'artista é scandalizzare e smuovere l'animo dello spettatore oramai abituato a tutto...E vedo dalla maggior parte dei commenti espressi che c'é riuscito benissimo...



44. Marta Catanese in data 19/04/2017 15:38:39

Anche il corpo delle donne è strumentalizzato ma se vedessi uno stupro in un museo non lo definerei arte solo perché avviene in un museo



45. Martina Zucchima in data 19/04/2017 15:53:42

Non lo trovo pertinente sinceramente poi magari sbaglio io ma dire che la su é immondizia solo perché non é arte canonica mi sembra sbagliato, così come mi sembra sbagliato parlare dell'artista solo riguardo l'animale morto e non citare nemmeno tutta la filosofía che si cela dietro le sue opere... Io ovviamente sono contro ogni violenza ma ridurre l'artista ad un uccisore di animali e denigrarlo senza addurre nessun'altra motivazione mi sembra riduttivo.



46.Gianna Mercatanti in data 19/04/2017 13:11:24

Da guida turistica mi confronto con tutto, tenendo per me ciò che più é affine al mio gusto e spiegando tutti i periodi artistici e le espressioni artistiche con la stessa passione, perché ovviamente ognuno ha i propri gusti e le informazioni devono essere complete. A Damien Hirst artisticamente passo i puntini ed i teschi con diamanti o senza o qualsiasi tipo di estro artistico ma a lui e a Fabre o chiunque altro non passo di sacrificare degli esseri viventi e pretendere di chiamare quel gesto arte...non si chiama arte...si chiama crudeltà fine a se stessa...sfido chiunque a trovarci una qualsiasi utilità o senso estetico....Facendo delle guide a Palazzo Vecchio durante la mostra di Fabre non c'é stato nessuno che abbia trovato piacevole l'odore tremendo della sostanza che serviva a conservare gli insetti, come nessuno ha trovato bello il suo mappamondo di coleotteri...nonostante il colore...hanno trovato bello invece il suo uomo che misura le nuvole che era sistemato sull'arengario..Non contesto l'utilità degli animali conservati alla Specola perché in tale caso si parla di un museo scientifico e tutto ha un fine, servono ad affinare le nostre conoscenze in merito...Insomma per dire che non c'é sempre un bianco e un nero...ma la crudeltà é solo crudeltà e non arte e a volte non sciocca come pretenderebbe di fare ma disgusta semplicemente.



47. Alberto Pirro in data 20/04/2017 07:49:01

L'uomo è crudele. Quanti animali vengono sacrificati ogni giorno per darle da vestire, da mangiare, latte da bere, formaggi, mozzarelle e quant'altro. Quanti ne vengono uccisi per puro egoismo? Quanti ne sono stati sacrificati per ragioni ancora più effimere? Credo molti, molti di più. Il messaggio dell'artista è molto forte, provocatorio, talvolta eccessivo, al limite del sopportabile, ma forse denuncia qualcosa di molto, molto più complesso e scioccante. È sempre bello constatare come si punti il dito sempre a indicare la pagliuzza nell'occhio altrui, ignorando la trave che è nel nostro.



48. Gianna Mercatanti in data 20/04/2017 09:19:23

Tutto vero...qui si va nel personale, ognuno di noi ha libertà di scegliere o meno uno stile di vita che rispetti esigenze personali e coscienza...Io credo che si possa fare denuncia anche senza sacrificare degli esseri viventi..apprezzo per esempio la denuncia fatta dal cinese Cai Guo-Qiang con il suo branco di 99 lupi assolutamente sintetici, l'opera delle domande le pone lo stesso e non credo che se fossero stati veri il messaggio sarebbe stato più forte o avrebbe mosso più persone a pensare..sarebbe stata semplicemente una crudeltà inutile, perché a coloro che hanno gli occhi aperti il messaggio arriva lo stesso...



49.Cristina Marassi in data 19/04/2017 13:47:19

Terribile.



50.Andrea Pasqualotto in data 19/04/2017 14:16:52

Niente di meglio da fare, i signori di Artnet, eh? Quasi quasi mi abbono.



51.Francesco Valli in data 19/04/2017 14:59:33

Ma perchè, li fa ammazzare apposta?



52. Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 15:10:51

In certi casi sì



53. Alessandro Mori in data 19/04/2017 16:38:31

In questi casi allora non è arte.



54. Francesco Valli in data 19/04/2017 17:04:24

Vabbè, ma allora oltre a non avere senso estetico ha pure qualche turba mentale...



55. Federica Volpicelli in data 20/04/2017 05:38:36

Ha fatto morire migliaia di farfalle soffocate per una performance. Da quel momento lo boicotto e lo faccio boicottare ovunque ...



56. Alberto Pirro in data 20/04/2017 07:59:38

Le farfalle, ad ogni modo, hanno una vita molto effimera. Alcune specie di esse, infatti, vivono meno di 48 ore. Tanta fatica per vivere da bruchi e sopravvivere ai predatori, per pochissime ore di libertà da farfalle. Sono state ammazzate, vero, ma quanto avrebbero vissuto in cattività?



57. Federica Volpicelli in data 20/04/2017 10:18:45

Alberto Pirro avrebbero vissuto poco ma vissuto libere, non ammassate in una scatola di plexiglass ammassate morendo per la mancanza di aria, impazzite e sbattendo una contro l altra cercando un uscita. Giustificare una cosa del genere di una crudelta' unica e' una casa mostruosa ne piu' ne meno di chi l'ha compiuta ?¢?¡



58.Alice S. Firriolo in data 19/04/2017 15:05:35

Usa animali già morti, mica li fa uccidere ad hoc.



59. Finestre sull'Arte in data 19/04/2017 15:11:42

Assolutamente no. Addirittura nel caso di "A thousand years" la morte in diretta dell'animale fa parte dell'opera stessa



60. Marta Catanese in data 19/04/2017 15:32:18

Credo che la tortura non sia arte! Mi stupisco che ci sia gente che la consideri tale e la faccia esporre e la vada a vedere



61. Alessandro Mori in data 19/04/2017 20:32:46

L'autore fa una profonda confusione tra arte e kitsch, peraltro di pessimo gusto.



62.Claudia Piperno in data 19/04/2017 15:43:41

Je pense que l'attributo "coglione" non basti. Il disprezzo per la vita e per la sofferenza sono una forma di nazismo. Per me è un nazista, che utilizza la morte e il dolore come espressione della sua nullità in quanto umano. Fosse per me, lo appenderei e lo farei prendere a cornate da una mandria di tori. Mi fa vomitare anche il solo fatto che se ne parli come"artista" e le sue messe in scena definite come "opere". Voi anche siete dei depravati morali, che come tutti i critici, criticano e giudicano quel che non sanno fare, per darsi un rilievo che non hanno. Ma vergognatevi di non paragonarlo a Mengele, che di motivazioni, poteva fornirvene a palate...



63. Marta Fornoni in data 19/04/2017 16:02:08

"Il disprezzo per la vita e per la sofferenza sono una forma di nazismo. Per me è un nazista, che utilizza la morte e il dolore come espressione della sua nullità in quanto umano", ma "fosse per me, lo appenderei e lo farei prendere a cornate da una mandria di tori". Quindi si sta definendo come una nazista? "Voi anche siete dei depravati morali, che come tutti i critici, criticano e giudicano quel che non sanno fare, per darsi un rilievo che non hanno." Voi chi? Comunque anche lei sta dando un giudizio, quindi si definisce una depravata morale? Se si riferisce solo ai critici..beh è un lavoro, non un esercizio per frustrati.. "Ma vergognatevi" Fossi in lei rileggerei il commento ..



64. Claudia Piperno in data 19/04/2017 16:12:11

Essere indulgenti con gli ignobili è una forma di viltà, cara signora, e molto diffusa in Italia. Io offrirei agli animali giusto una possibilità di rivincita. Lei che avrebbe fatto con i nazisti sconfitti, gli avrebbe offerto té e pasticcini? Mantengo, se parlate di "opere" riferendovi a questo nazista, state al suo livello e fate schifo. E preciso che non sono animalista. E non nascondetevi dietro le parole ''critico è un lavoro", ci sono anche muratori che fanno i muri di traverso.



65. Marta Fornoni in data 19/04/2017 17:34:47

Semplicemente modererei i termini. Si può essere contrari eccome, ma urlare così dando dei nazisti, dei coglioni, dei depravati e facendo di tutta l'erba un fascio anche no!



66.Barbara Caltabiano in data 19/04/2017 15:54:38

Giuliano Filottete ma chi e'?



67. Giuliano Filottete in data 19/04/2017 16:02:20

....purtroppo è stato l'ARTISTA DI PUNTA degli ultimi vent'anni. Adesso è in leggero declino ma le sue opere si vendono ancora a quotazioni stratosferiche tanto che, un certo Donaldson, gli ha dedicato il titolo di un suo famoso libro"Lo squalo da 11 milioni di dollari" dove svela certi paradossali retroscena dell'Art sistem contemporaneo....



68. Barbara Caltabiano in data 19/04/2017 16:05:48

E gli animalisti? Mi sembra strano... questo per me non e' un artista ma solo un folle.



69. Giuliano Filottete in data 19/04/2017 16:18:27

.... Non è purtroppo il solo a fare di queste porcherie, c'è stato per esempio il "caso natividad" uno pseudo-artista che raccattava randagi morti di fame e5 li "esponeva" in galleria con una corta catena affinchè non potessero arrivare al cibo.Anche se il "messaggio" può essere importante, è sicuramente non etico, profondamente incivile far morire di fame-deliberatamente- un innocente quanto inconsapevole animale. Gli animalisti infine, hanno solo fatto il gioco di questi"artisti", sollevando lo scandalo e, quindi, di fatto regalando loro tanta notorieta. Più se ne parla, più salgono le quotazioni....



70.Franco Cumuli in data 19/04/2017 17:45:35

L'arte è non può essere far vedere quello che ho ammazzato meglio



71.Daniela Masi in data 19/04/2017 19:18:05

Abilissimo nel provocare e nel far parlare di sé, ma l'arte è altro, molto altro...



72.Ernesto Nicchio in data 19/04/2017 19:24:00

questo squalo l'ho visto anche io



73.Giulia Iacò in data 19/04/2017 19:35:31

Eleonora Contucci Menossi



74.Gaetano Lamonaca in data 19/04/2017 20:34:57

Penso che sia diventato tutto insopportabile



75.Concetta De Mauro in data 19/04/2017 21:12:02

Questa non è arte, come non sono spettacolo né il circo né gli zoo. Deplorevole



76.Angelo Errico in data 19/04/2017 21:26:12

Ho visto un'opera allo Spazio Prada di Milano. Una stanza fatta di pareti di vetro, con un lettino di indubbia appartenenza a uno studio medico di ginecologia, un tavolino con attrezzi da ginecologo, una sedia con oggetti femminili di lusso (accessori d'abbigliamento), e il tutto immerso in acqua in cui giravano tranquillamente dei pesci di colori gialli e blu. All'apparenza un insignificante acquario. Alla spiegazione chiesta, la risposta è stata la rappresentazione della morte con l'aborto. Da cosa si capisce che c'è stato l'aborto? Dai pesci, mi è stato detto, specificando che quei pesci piccini, così colorati, così cinematografici, sono dei predatori maledetti. In pratica formano un branco e attaccano uno di loro e se lo sgagnano. Mi fece notare la disponibile custode della sala, che c'erano tre pesce fermi in un punto, che si davano le spalle; ebbene, quelli erano lì così, perché stavano di sentinella per non farsi attaccare. In pratica, immaginiamo il topolino buttato nella teca dove il pitone ha fame. Uno dei tre pesci aveva infatti delle parti un poco squamate ( in vero, se ne notavano poi altri ). Non era come in apparenza sembrava, un cambio di pelle stagionale, niente affatto, ma era il segno di qualche sgagnata ricevuta. La mattina mi raccontava la custode della sala, capitava di trovare qualche lisca perfettamente pulita sul fondo della stanza ( che veniva tolta ). La famigerata madre natura, non è così affatto benigna malgrado le apparenze ( e basta farsi un giro sul canale televisivo del National Geographic ) come pure non dev'essere stata così benigna la ipotetica madre uscita da quella stanza del ginecologo. Non sarà arte quella di Hirst, ma perché allora una tavoletta di legno recuperata da una porta di stalla e dipinta con immagini cosiddette sacre, diventerebbe arte ?



77.Frankie Riili in data 19/04/2017 21:30:05

Semplicemente un genio. Dietro ad ogni sua opera c'è un lavoro molto profondo e un messaggio altrettanto complesso.



78. Maria Grazia Cecchini in data 20/04/2017 05:59:10

O stupire attraverso un trauma



79.Frankie Riili in data 19/04/2017 21:30:42

Che cosa significa "arte è altro"?



80.Adriana Cassano in data 19/04/2017 22:02:49

Psicotico pazzo si può dire ??. ..alla pari di chi glielo ha permesso !!



81. Adriana Cassano in data 20/04/2017 10:02:05

...ed anche di chi va ad "ammirare" qst oscenità !!



82.Stefano Giarratana in data 20/04/2017 07:10:48

Il termine cadavere è proprio dell'essere umano. I corpi degli animali si chiamano carcasse.



83.Angelo Daniele Perlin in data 20/04/2017 08:37:59

"cadaveri di animali. " Vi almeno voi usate i termini corretti!!! nella lingua italiana cadavere è riferito solo all'essere umano!!



84.Davide Ferro in data 20/04/2017 09:22:39

LA DEPRAVAZIONE DELL'ARTE DI MASSA CONTEMPORANEA l nuovo trend, la nuova moda è quella di essere un fruitore d' arte. Un nuovo tipo di fanatico della creatività altrui; una di quelle migliaia di creature che non perdono l'occasione per aggirarsi nei luoghi dell'estetica, con quel fare da nuova pecora metafisica, che rimane abbagliata dall'ultimo scarabocchio geometrico o dal sacco di immondizia di qualche genio artistico, inventato da qualche celebre casa d'aste. Naturalmente il fruitore non sa bene cosa stia cercando o a cosa sia interessato; molte volte non sa neanche quale corrente o movimento sia rappresentato, o quale periodo storico la faccia da padrone nell'esibizione presa di mira; ma l'importante è mettersi per qualche ora, in fila, in una delle centinaia di mostre che invadono le nostre città...sempre scaglionati come plotoni in guerra. Il fruitore più dandy, quello piu' acculturato, sarà anche invitato ad una delle migliaia di lussuose gallerie d'arte, quelle a numero chiuso, o cercherà di avere l'invito ad uno degli infiniti party che promuovono l'artista ribelle di turno, che a fine serata, entrerà direttamente in contatto con quale entita' metafisica o personaggio famoso del passato, tra una pasticca e una sniffata, tra una distruzione trance-ipnotica e una riflessione intellettuale per niente razionale; l'importante è esserci...alla prossima imperdibile annuale, bimensile, biennale, triennale, secolare... Basta dirigersi in qualche mostra super-specialistica, come quella sul periodo giovanile di miss Patacca, per trovare i famosi fruitori d'arte in azione: benchè non l'avessero mai sentita prima, in pochi minuti, diventano fedeli all'artista e ai concetti Patacchiani, alla nuova visione di vita Pataccara, e in meno che in una decina di minuti entrano in estasi per l'opera della loro artista preferito e diventano esaltati della corrente Patacchiana ...logicamente la loro ebbrezza estetica dura il tempo di visitare la mostra successiva... L'esercito di curatori, critici, pubblicitari, creativi, manager, direttori etc., è sempre pronto ad attivarsi, come un interruttore, con il consenso delle multinazionali dell'immagine, ed inventare cosi' a comando il nuovo artista: che vale zero, partendo da zero, a costo zero... Questo nuovo creativo uscito dal nulla, diverrà una celebrità in poco tempo. Le sue opere costeranno milioni di euro, di dollari o meglio di sterline già che l'aria londinese produce artisti a manbassa, ed è piena di creativi milionari che in altre parti morirebbero di fame. Si richiederà al neo-maestro ribelle solo di mettere qualche animale sotto formalina, o di sputare il colore su una tela bianca, o perlopiu' urinare su un foglio...ma anche fotografare qualche bagno maleodorante di Parigi -in questo periodo vanno di moda quelli delle citta' mediorientali più in linea con i bisogni corporali che interessano tanto anche altri settori della multimedialità-. Infatti l'artista contemporaneo è sempre attirato dal degrado, dalla sporcizia, dal sangue, dagli escrementi come anche dagli zombi o dai cadaveri sempre presenti...e logicamente dalle parolacce; infatti tutto ciò che risulta maleducato alla mentalità dei benpensanti e territorio dei nuovicreativi; ...per non parlare di quelli veramente contro-sistema, i veri rivoluzionari, quelli che basta che mettano: un pezzo di stoffa di qualche militare iracheno trucidato, o delle reliquie di qualche guerra passata, o delle foto del solito bambino africano morente di fame accanto al solito oggetto consumistico, come ad esempio, una lattina di Cocacola, per scatenare il miliardesimo dibattito sulla funzione politica e sociale dell'arte...logicamente a pancia piena e strapagati. E che dire dell'ennessimo crocifisso infilzato, o la sempre presente Madonna sverginata da qualche pennello, o il solito Hitler raffigurato come Satana o il male assoluto, o il Chè multicolore armato a tutto punto ma icona del pacifismo, o ancor peggio il sempreverde Buddha in versione new age. Tutte queste opere depravatrascendentali scatenano immediatamente le centinaia di recensioni sulle platinate riviste del settore o dei famosissimi critici d'arte che vedono subito in quello o quell'altro artista: l'eroe, il semi-dio, l'anticristo che coraggiosamente attacca il sistema, la religione, la politica e i cattivi, ben sapendo che l'artista sovversivo non si sognerebbe mai di prendere in giro un vero, e ripeto vero simbolo pericoloso al quieto vivere, come uno ebraico, men che mai in questi tempi, uno musulmano o uno della multinazionale che gli dà la pappa. L'arte della noia poi la fà da padrona nelle sempre presenti installazioni di artisti e creativi che dovunque, ora nei caffè, ora nei ristoranti o nelle librerie, ti sparano un video, di un ora, di un individuo che cammina sull'erba o una bocca, che per un paio d'ore, mastica polestirolo o qualcuno che sculaccia l'enessimo orsacchiotto fetish. E cosi' giorno dopo giorno tra una mostra e un istallazione, troviamo da una parte i fruitori d'arte che si atteggiano a pseudocreativi intellettuali, o se va male, si autodefiniscono i nuovi critici della nuova cultura estetica, pieni di gadgets, pubblicazioni zeppe di mix di correnti inventate all'ultimo minuto, o della scatola dada, o di qualche versione "originale" dell' Urlo, o di Van Gogh in tutte le salse, o delle opere più gettonate non distinguibili dalla stessa confezione; dall'altra l'invasione dei perenni neo-movimenti: collettivi nuovi naaif, gruppo senza titolo, murales contromuro, freedom mandela smoke, 10000 artisti in cerca di autore, liberazione rinascimentale e altre menate simili. E che dire delle nuove imperdibili esposizioni specializzate nell'architettura del bagno dove, non si capisce quale sia il water o quale sia la doccia. O le solite collettive di contaminazioni afrikaan-cino-americane, o dell'archeologia del cyber-computer che fannodell'arte contemporanea una grande pattumiera dove buttare, tutti quegli individui che in passato trovavano il loro sfogo nella raccapricciante e ormai morente religione. La nuova arte prende il posto dei vecchi culti, diventando il nuovo misticismo alla portata di tutti, in un epoca dove tutto si personalizza e gli assolutismi si spengono sotto il loro stesso scopo: schiavizzare; l'arte ci informa che anche tu puoi diventare artista ma ancorpiù, puoi diventare un fruitore d'arte...



85.Beppe Sbrocchi in data 20/04/2017 10:34:10

Personalmente penso che i musei, le gallerie, il pubblico e l' "arte" potrebbero senza dubbio fare a meno di chi rende un essere vivo.... opera d'arte morta



86.Alessio Zolphetto Zolpho in data 20/04/2017 12:32:21

L artista perfetto per un mondo del genere riflette tutto lo schifo dell' umanitá



87.Carmen Ferrazzo in data 20/04/2017 15:28:40

Penso di avere sufficiente conoscenza e sensibilità artistica per non credere che l'arte sia solo l'ingenua rappresentazione del bello da ammirare in estasi. Penso che all'arte spettino anche ruoli più importanti e difficili, come quello di veicolare messaggi, di sollevare dubbi e critiche, di esaminare anche brutalmente l'uomo e il suo tempo, di denunciare tutto ciò. Ma è importante il modo in cui lo si fa. Nel caso di Hirst, posso anche capire quale vuole essere il senso delle sue opere e non contesto questo ma, appunto, il modo. Se usasse animali finti credo che il senso del tutto rimarrebbe comunque intatto, senza crudeltà. Allora, per me, avrebbe senso. Ma davanti alla morte, no. Non vedo più l'Arte, ma solo la morte, nella sua forma più crudele e assurda.





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