Il paesaggio nel Compianto sul Cristo morto di Cortona

La nota

2009, Quinta puntata

L'approfondimento su Luca Signorelli ci porta alla scoperta di un'opera di cui parliamo durante il podcast, e cioè il "Compianto sul Cristo morto", ma Ambra vuole porre l'attenzione su un particolare importante dell'opera, e cioè il paesaggio: un paesaggio ameno, bellissimo, carico di significati.


Un connubio del tutto indispensabile quello fra l'uomo e la natura, ma vi siete mai chiesti come poteva apparire il paesaggio agli occhi di Luca Signorelli?
La storia dell'arte di tutti i tempi ci ha regalato un'infinità di opere dedicate al tema del paesaggio, ma ancor piu numerose e varie sono le modalità con le quali la natura è stata rappresentata durante il susseguirsi dei secoli.

Il paesaggio, come interazione fra l'essere umano e la natura trasmette all'uomo infinite sensazioni e sollecitazioni che, come primo risultato portano ad una catalogazione del paesaggio stesso in diverse tipologie: montano, marino, campestre, urbano e così via. Ciascun paesaggio poi, può provocare momenti interiori di elevazione, smarrimento, abbandono e quant'altro. Da qui nasce il desiderio di riprodurlo con disegni, dipinti, affreschi e per tale motivo non si può fare a meno di ricordare che il rinascimento ha la propria peculiarità nella restituzione della rappresentazione della profondità spaziale secondo un metodo scientifico, basato sulla geometria descrittiva e sulla aritmetica.
Nascono in questo periodo veri e propri trattati come il De prospectiva pingendi di Piero della Francesca che spiega il degradare del piano ed in quali misure le cose e le persone si rimpiccioliscono in lontananza.

Nturalmente il tema del paesaggio non potè non risentire di questa importante innovazione ed il risutato è possibile evincerlo dall'opera "Compianto sul Cristo morto" di Luca Signorelli. In essa, l'artista ha saputo organizzare lo spazio in modo da dare il senso della profondità senza ricorrere a linee di fuga o a direttrici prospettiche rigide ed ingombranti. La disposizione dei personaggi in primo piano lascia lo spazio sufficiente ad una porzione di prato che ha la funzione di paramento dimensionale da cui partire per comprendere il degradare dello spazio.
L'opera, interamente dipinta dal Signorelli fu conclusa nel 1502 ed ancora oggi mantiene un forte potere evocativo che colpisce l'osservatore nella sua intinità, sia per le sue grandi dimensioni, sia per il realistico uso dei colori.

La forza plastica delle figure inserite in un contesto paesaggistico che si estende verso orizzonti lontani, comprende una precisa resa naturalistica che non trascura specie diverse di piante ed animali, in una prospettiva precisa ed esatta.
Questa stessa scenografia naturalistica ha il potere di evidenziare il primo piano della visione dove l'occhio dell'osservatore prontamente si concentra in particolare sulla perfetta anatomia del nudo corpo di Cristo. Esso è stato tradizionalmente collegato all’aneddoto vasariano riguardante la morte del figlio Antonio durante la pestilenza del 1502.
La complessa composizione inoltre induce l'osservatore a porre l'attenzione sulle due scene della Crocifissione e della Resurrezione presenti sullo sfodo ed inserite in un paesaggio caratterizzato da un laghetto circondato da un vasto prato verdeggiante, impreziosito a sua volta da piante ed alberi secolari.

Il mondo della natura si carica così di numerosi significati simbolici e di valenze caratteristiche, come ad esempio il bellissimo esemplare di pioppo così ben riprodotto dall'artista. Egli ha cercato qui di restituire il linguaggio simbolico che ha a lungo accompagnato la cultura umanistica centrata come noto sull'uomo, misura di tutte le cose, ma sempre e comunque in dialogo con la natura nelle sue manifestazioni più spettacolari e prodigiose.
Il pioppo ad esempio, ha assunto sin dall'antichità una connotazione funeraria; lo stesso Plinio ricorda che i defunti venivano coperti con foglie di pioppo nero. Simbolo della Passione di Gesù viene qui associato all'acqua, simbolo della purezza di Cristo.
In tale opera quindi, nessun particolare non può non essere preso in considerazione, dalla più complessa simbologia cristiana fino alla quotidiana bellezza di un fiore che sboccia.

Ambra Grieco








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