La Madonna dei Pellegrini di Caravaggio

La nota

2010, Decima puntata

Per lo speciale dedicato a Caravaggio, Ambra ci propone una lettura della Madonna dei Pellegrini, che si può ammirare all'interno della chiesa di Sant'Agostino a Roma. È una delle opere più famose di Michelangelo Merisi e durante il podcast ne abbiamo parlato solo in modo marginale: l'articolo di Ambra è quindi una buona occasione per un approfondimento!


Un incrocio di sguardi pieno di profonda umanità e devozione tesse la trama di un silenzioso dialogo su quale “fu fatto dai preti e da' popolani estremo schiamazzo" che prorompente risuonò sotto il cielo di una Roma riscaldata da una devastante febbre manierista.
Fu proprio lì che il coraggio di un artista varcò i confini di verità fin troppo assolute e soggettive “richiamando la pittura dalla maniera alla verità” per abbandonare la bellezza ideale “disposto di seguire del tutto la similitudine”. E quella similitudine che l'occhio indaga sulla grande tela, come a voler cercare nel buio e nelle tenebre l'umana conversazione che si compie in una dimensione umile e quotidiana.

E se per San Giovanni “Cristo è luce vera che illumina ogni uomo” essa diviene dunque simbolo di grazia divina che scendendo sugli uomini offre loro l'umana salvezza.
Segno simbolico, linguistico e percettivo, il raggio di luce giuda lo sguardo di chi osserva quell'intimo incontro in cui due umili pellegrini diventano simboli di un'intera umanità.

Inginocchiati in segno di preghiera, sui loro volti si leggono i segni del tempo e della fatica che sembra aver scavato i loro lineamenti plebei, aver rovinato le loro vesti e sporcato la loro pelle.
Con la loro vecchiaia, la loro sporcizia e la loro miseria essi rivolgono alla Madonna la loro stessa vita così umile e semplice con i loro cuori pronti a ricevere tutto l'amore ed il perdono che Gesù è disposto a donare.
Quella piccola mano del Bambin Gesù, timidamente alzata in segno di benedizione, si staglia fra le luci, penombre ed ombre del nostro cammin di vita nella più profonda naturalezza e quotidianità abbandonando ogni distanza fra cielo e terra per compiere un abbraccio di pace fra Dio e i suoi uomini.

Fra il rosso cremisi, le ocre e la gamma intensa dei bruni, i personaggi prendono vita dal colore per emergere dal buio e dall'ombra poiché in ogni cosa esiste una crepa, una fessura ed è proprio da lì che entra la luce.
Se alcuni uomini lasciano morire la fede e la speranza nei miracoli, altri la nutrono e la proteggono avendone cura nei giorni bui di solitudine e miseria finchè un giorno la luce divina entra nei loro cuori.

Oltre ogni aspetto rievocativo, la proiezione di un intimo desiderio si compì dinnanzi a loro e ben presto essi non furono mai così ricchi, quando assunsero la consapevolezza che il valore della fede supera la preziosità dell'oro.
E mai come in quell'attimo, le parole di Gesù furono così chiare ed esplicative: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore”.

Ambra Grieco








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