Finestre sull'Arte - Quinta puntata

Sebastiano del Piombo

Sebastiano del Piombo


"Pittor miracoloso" da Venezia a Roma



Puntata 5 - 30 aprile 2012
Durata: 30'24"



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Scrivendo a Federico II Gonzaga, Pietro Aretino chiamò "pittor miracoloso" il veneziano Sebastiano Luciani, noto a partire dal 1531 come Sebastiano del Piombo in quanto ricevette dal papa Clemente VII l'incarico di piombatore pontificio (una sorta di segretario di Stato). Formatosi a Venezia sulle orme del Giorgione, Sebastiano fu notato nella città natale dal ricco banchiere Agostino Chigi che lo volle a Roma e nella capitale dello Stato Pontificio lo mise subito a competizione con Raffaello nella Villa Farnesina: una rivalità, quella con l'urbinate, destinata a diventare una delle più appassionanti delle storie dell'arte. Amico di Michelangelo, considerato al suo tempo al pari di Raffaello e Tiziano, oggi forse la sua fama è un po' diminuita ma questo non impedisce agli appassionati d'arte di apprezzare pienamente i grandi capolavori di un grande artista che ha saputo coniugare le dolci atmosfere venete al potente michelangiolismo.

Immagine: Pala di San Giovanni Crisostomo (particolare), 1510-11; olio su tela, 200 x 156 cm; Venezia, San Giovanni Crisostomo.



Approfondimenti

Sebastiano Luciani, noto come Sebastiano del Piombo (Venezia, 1485 - Roma, 1547)

Biografia


1485 Sebastiano Luciani nasce a Venezia.
1500-05 ca. Dopo gli inizi da musicista (Vasari dice che a Venezia era particolarmente famoso come suonatore di liuto) decide di dedicarsi alla pittura ed è forse a bottega da Giovanni Bellini. Nello stesso periodo si avvicina all'arte del Giorgione.
1507 ca. Dipinge la Sacra Famiglia insieme ai santi Caterina e Sebastiano e a un donatore del Louvre, una delle sue prime opere note.
1507 Inizia a lavorare alle quattro ante d'organo per la chiesa di San Bartolomeo a Rialto: l'opera, commissionata dal vicario della chiesa Alvise Ricci, sarà terminata nel 1509.
1510 Inizia a lavorare alla Pala di San Giovanni Crisostomo. Nello stesso anno il ricco banchiere senese Agostino Chigi compie un viaggio a Venezia e nota l'artista: Sebastiano viene invitato a Roma.
1511 Sebastiano si trasferisce a Roma dove lavora per Agostino Chigi. Il suo primo incarico, in competizione diretta con Raffaello, è la raffigurazione del Polifemo per la Villa Farnesina. Sulla stessa parete, Raffaello dipingeva il Trionfo di Galatea. Nello stesso periodo Sebastiano stringe una duratura amicizia con Michelangelo.
1512 ca. Esegue la Morte di Adone conservata agli Uffizi.
1516 ca. Per un dignitario pontificio di nome Giovanni Botonti, Sebastiano dipinge la Pietà di Viterbo, uno dei suoi capolavori più famosi.
1517 Il cardinale Giulio de' Medici (futuro papa Clemente VII, dal 1523) commissiona a Sebastiano e a Raffaello due opere per la cattedrale di Narbonne in Francia: Raffaello eseguirà la Trasfigurazione, Sebastiano la Resurrezione. È ancora gara tra i due rivali: alla fine il cardinale deciderà di trattenere per sé la Trasfigurazione in quanto ultima opera eseguita da Raffaello (sarebbe scomparso nel 1520) e di inviare in Francia l'opera di Sebastiano, terminata nel 1519 e oggi conservata alla National Gallery di Londra.
1520 Sebastiano dipinge il Martirio di sant'Agata.
1521 A quest'anno è datata la Visitazione del Louvre, opera realizzata per Claudia di Francia, moglie del re Francesco I.
1526 ca. Dipinge il ritratto di Andrea Doria conservato a Genova a Palazzo del Principe. Intorno allo stesso anno esegue il ritratto di papa Clemente VII.
1527 Per evitare il sacco di Roma si rifugia a Venezia, la sua città natale, dove si trattiene fino al 1529.
1531 Clemente VII gli conferisce l'incarico di piombatore, una sorta di segretario di Stato addetto alla registrazione delle bolle pontificie, un incarico di alto prestigio per il quale Sebastiano è costretto a indossare la tonaca di frate (malgrado sia sposato e con due figli). Ironizzando, scrive a Michelangelo: “io sono il più bel fratazo di Roma”. Dall'incarico gli deriva il soprannome “Sebastiano del Piombo”. Da questo momento in poi la sua attività di pittore diventa sempre meno costante.
1532 Inizia a lavorare alla Natività della Vergine per la cappella Chigi di Santa Maria del Popolo: l'opera sarà lasciata però incompiuta e verrà terminata da Francesco Salviati.
1534 Termina in malo modo l'amicizia pluriennale con Michelangelo: il toscano è impegnato nell'impresa del Giudizio universale e Sebastiano gli consiglia di provare i suoi esperimenti sulle tecniche di pittura a olio su pietra per l'opera. Michelangelo non accetta di prendere suggerimenti dall'amico e rompe l'amicizia.
1535 Sebastiano esegue la Madonna del Velo del Museo Nazionale di Capodimonte.
1537 Dipinge il Cristo portacroce dell'Hermitage di San Pietroburgo.
1547 Sebastiano scompare il 21 giugno a Roma.
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Relazioni


Allievo di: Giovanni Bellini?
Guardò a: Giorgione - Michelangelo - arte antica
Maestro di: Tommaso Laureti
Guardarono a lui: Perin del Vaga - Francesco Salviati - Battista Franco - Benvenuto Cellini - Cavalier d'Arpino - Giulio Campagnola - Alessandro Fei - Rocco Marconi - Denijs Calvaert
Principali mecenati e committenti: Alvise Ricci - Niccolò Morosini - Agostino Chigi - Clemente VII papa - Claudia di Francia

"La nota" - rubrica a cura di Anselmo Nuvolari Duodo e Giovanni De Girolamo


Nella Roma del Cinquecento: Sebastiano del Piombo, Raffaello e Michelangelo (di Anselmo Nuvolari Duodo) - fai clic sul titolo per leggere l'articolo!

Immagini


Opere citate durante la trasmissione

Sacra Famiglia con i santi Caterina e Sebastiano e un donatore (1507 ca.; Parigi, Louvre)
Nascita di Adone (1510 ca.; La Spezia, Museo Civico "Amedeo Lia")
Morte di Adone (1510 ca.; La Spezia, Museo Civico "Amedeo Lia")
Ante d'organo della chiesa di San Bartolomeo a Rialto: santi Bartolomeo e Sebastiano - santi Ludovico e Sinibaldo (1507-09; Venezia, Gallerie dell'Accademia)
Pala di San Giovanni Crisostomo (1510-11; Venezia, San Giovanni Crisostomo)
Loggia di Galatea: veduta - Polifemo (1511; Roma, Villa Farnesina)
Morte di Adone (1512 ca.; Firenze, Uffizi)
Pietà (1516 ca.; Viterbo, Museo Civico)
Resurrezione di Lazzaro (1517-19; Londra, National Gallery)
Martirio di sant'Agata (1520; Firenze, Palazzo Pitti)
Visitazione (1519-21; Parigi, Louvre)
Ritratto femminile noto anche come "la Fornarina" (1512; Firenze, Uffizi)
Ritratto di Andrea Doria (1526 ca.; Genova, Palazzo del Principe)
Ritratto di Clemente VII (1526 ca.; Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte)
Natività della Vergine, terminata da Francesco Salviati (1532-47; Roma, Santa Maria del Popolo)
Cristo portacroce (1537; San Pietroburgo, Hermitage)
Madonna del Velo (1535 ca.; Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte)


Altre immagini:
Web Gallery of Arts.

Libri da leggere


Claudio Strinati (a cura di), Sebastiano del Piombo (1485 - 1547), catalogo della mostra (Roma, 8 febbraio - 18 maggio 2008), 24 Ore Cultura, 2008 (libro piuttosto costoso).
Mauro Lucco, Carlo Volpe, L'opera completa di Sebastiano del Piombo, Rizzoli, 1980.


Mostre e musei da visitare


- Venezia, Gallerie dell'Accademia
- Venezia, San Giovanni Crisostomo
- Roma, Villa Farnesina
- Roma, Santa Maria del Popolo
- Roma, San Pietro in Montorio
- Viterbo, Museo Civico
- Firenze, Galleria degli Uffizi
- Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti
- Genova, Palazzo del Principe
- Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte
- La Spezia, Museo Civico "Amedeo Lia"
- Parigi, Louvre
- Londra, National Gallery
- Berlino, Staatliche Museen
- Vienna, Kunsthistorisches Museum
- Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
- Budapest, Szépmûvészeti Múzeum
- Praga, Národní Galerie
- San Pietroburgo, Hermitage
- Detroit, Institute of Arts






I libri e i musei indicati nella pagina non vogliono fornire un panorama esaustivo sull'artista ma sono indicativi per poter approfondire i contenuti della trasmissione.




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