Arezzo, termina il restauro del Polittico Tarlati, capolavoro di Pietro Lorenzetti


Ad Arezzo finisce l’intervento di restauro sul Polittico Tarlati, capolavoro di Pietro Lorenzetti: è stato eseguito da un team tutto al femminile.

È terminato il restauro del Polittico Tarlati, capolavoro di Pietro Lorenzetti (Siena, 1280-1285 circa - 1348), risalente al 1320 e conservato nella chiesa di Santa Maria della Pieve, nel centro di Arezzo. L’opera, che prende il nome dal suo committente, il vescovo aretino Guido Tarlati (Arezzo, ? - 1327), che affidò a Lorenzetti l’incarico con contratto del 17 aprile del 1320, è uno dei più splendidi capolavori di tutta la pittura senese e dell’arte medievale in generale: un’opera complessa che vede nella tavola centrale la Madonna col Bambino, vestita con un abito di broccato dorato, foderato di pelliccia e decorato con quadrilobi blu, e in quelle laterali i santi Donato, Giovanni Evangelista, Giovanni Battista e Matteo, mentre al di sopra si trova un’Annunciazione affiancata a sua volta da quattro coppie di santi (Giovanni e Paolo, Vincenzo e Luca, Giacomo maggiore e Giacomo minore, Marcellino e Agostino), mentre la cuspide reca un’Assunzione ed è affiancata da quattro sante donne (Reparata, Caterina d’Alessandria, Orsola e Agata). L’opera reca anche la firma dell’autore: “Petrus pictor, quondam Lorenzetti qui fuit de Senis” (“Il pittore Pietro del fu Lorenzetti che fu di Siena”).

Il polittico, caso non frequente di opera medievale ancora collocata nel luogo per il quale fu concepita, si presenta diviso orizzontalmente in cinque elementi: una grande tavola nel registro inferiore, una più piccola di forma trapezoidale e divisa in due parti in quello superiore, e una cuspide a chiuderlo in verticale. Oggi si presenta senza la cornice monumentale di cui era dotato in antico e senza la predella.

L’opera subì probabilmente una prima pulitura nell’Ottocento, quando la chiesa di Santa Maria della Pieve fu restaurata. Il primo intervento completo risale però agli inizi del Novecento, quando furono aggiunte alcune colonne di legno dorato tra le figure del registro principale e quelle dell’Annunciazione, poi rimosse nel 1976 nell’ultimo restauro, eseguito da Carlo Guido e dalla carpenteria Nespoli sotto la direzione di Anna Maria Maetzke della Soprintendenza di Arezzo. Il restauro fu necessario in quanto uno squilibrato tentò di dare fuoco al polittico, riuscendo però solo a procurare alcuni danni di poco conto al retro e alla struttura in legno. Durante i lavori fu consolidata la struttura e si scoprì che la superficie pittorica era stata rovinata in passato con puliture alla soda e applicazioni di vernici pesanti. A sua volta, il restauro degli anni Settanta fece uso, per la pulitura, di solventi forti (e oggi non più in uso, ma che all’epoca costituivano lo stato dell’arte), e le lacune vennero integrate ad acquerello e vernice.

I lavori attuali sono stati diretti da Paola Refice della Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo ed eseguiti dallo studio R.I.C.E.R.C.A. (Ricerca, Indagine, Conservazione e Restauro Consorzio Aretino), che vanta un’équipe tutta al femminile formata dalle restauratrici Paola Baldetti, Marzia Benini e Isabella Droandi. L’obiettivo era quello di rivedere il restauro degli anni Settanta, verificare lo stato di conservazione del dipinto e procedere con una pulitura sistematica dei fondi oro (operazione condotta solo parzialmente nel 1976).

Il polittico Tarlati è stato dunque sottoposto ad accurate indagini scientifiche non invasive (a raggi UV, a infraross, radiografie e altro), che hanno rivelato, fa sapere lo studio R.I.C.E.R.C.A., importanti informazioni sulla tecnica esecutiva di Pietro Lorenzetti, sulla carpenteria, sui pigmenti da lui adoperati. Si è quindi proceduto con una revisione della funzionalità del supporto, con un intervento per migliorare la resistenza agli sbalzi climatici che interessano la chiesa. Le ante del polittico sono state rese autonome attraverso il taglio delle traverse, e ognuna di loro ha subito un trattamento per prevenire gli attacchi degli insetti xilofagi. La pittura è stata pulita attraverso solventi organici, soluzioni acquose ed emulsioni, con l’obiettivo di evitare qualunque stress all’opera. Finita la pulitura, si è proceduto con la stuccatura delle lacune, attraverso colori ad acquerello (e in minima parte in vernice). Le restauratrici di R.I.C.E.R.C.A. hanno inoltre fatto sapere che diversi specialisti hanno visitato il laboratorio durante il restauro (tra questi, Christa Gardner von Teuffel, Julian Gardner, Giorgio Bonsanti, Franca Falletti, Roberto Bartalini e Alessandro Bagnoli).

Ogni fase del lavoro è stata documentata e fotografata in vista della relazione finale: una mole di dati importanti che servirà per studiare meglio l’opera e per fornire un aiuto a eventuali interventi futuri. La consegna alla Pieve di Arezzo era prevista per lo scorso 17 aprile, ma i lavori hanno ritardato a causa dell’emergenza sanitaria: il polittico raggiungerà dunque la sua collocazione l’8 novembre con una messa celebrata dall’arcivescovo Riccardo Fontana e dal parrco Alvaro Bardelli.

Immagine: Pietro Lorenzetti, Polittico Tarlati (1320; tempera e oro su tavola, 315,5 x 293,6 cm; Arezzo, Santa Maria della Pieve)

Arezzo, termina il restauro del Polittico Tarlati, capolavoro di Pietro Lorenzetti
Arezzo, termina il restauro del Polittico Tarlati, capolavoro di Pietro Lorenzetti


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