Faenza, via al restauro di sei dipinti, tra le testimonianze più antiche provenienti dalle chiese faentine


A Faenza è stato avviato il restauro di sei dipinti su tavola di fine Quattrocento e inizi Cinquecento.  Sono alcune delle testimonianze più antiche provenienti dalle chiese faentine. 

A Faenza è stato avviato il restauro di lungo periodo su sei dipinti su tavola di fine Quattrocento e inizi Cinquecento, ospitati dalla Pinacoteca comunale di Faenza, il più antico istituto museale della Romagna, costituito nel 1796, con un patrimonio di opere d’arte che vanno dal Trecento al Ventesimo secolo. Il restauro è stato presentato questa mattina presso la Pinacoteca comunale di Faenza dall’assessore alla Cultura e Paesaggio della Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori, insieme al sindaco di Faenza Massimo Isola.

Proseguono così gli importanti interventi di restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e realizzati attraverso tre distinte convenzioni con i Comuni di Faenza (Ravenna), Ferrara e Parma per un importo complessivo di 170mila euro.

“Con la programmazione e il finanziamento di questi interventi, contribuiamo in modo significativo alla conservazione del nostro patrimonio culturale”, ha spiegato Felicori. “Le opere restaurate a Faenza sono alcune delle testimonianze più antiche provenienti dalle chiese faentine e risalgono alla stagione feconda in cui ogni città della Romagna ospitava botteghe di pittori e decoratori che con le loro opere hanno portato un contributo significativo all’identità di questi territori”.

“Ringraziamo la Regione Emilia-Romagna e l’assessore Mauro Felicori da sempre vicini alle progettualità artistiche e culturali della nostra città”, ha aggiunto il sindaco di Faenza, Massimo Isola. “Questo contributo ci consentirà di intervenire sul patrimonio della Pinacoteca comunale di Faenza per svolgere, nel miglior modo possibile, il lavoro di conservazione delle opere, spesso secolari, che fanno parte del corpus del nostro museo. Queste risorse ci consentiranno quindi di metterle in sicurezza, svolgendo così al meglio la funzione principale che caratterizza la nostra Pinacoteca: prendersi cura e custodire la memoria che, secolo dopo secolo e generazione dopo generazione, trasferiamo per rafforzare e aggiornare la nostra identità e il nostro essere comunità”.

Alla presentazione hanno partecipato Cristina Ambrosini, responsabile del Settore Patrimonio culturale della Regione, Benedetta Diamanti, dirigente Musei e Attività culturali del Comune di Faenza, Federica Gonzato, soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Luisa Tori, funzionario e storico dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, e i restauratori Maria Letizia Antoniacci, Isabella Cervetti e Sandro Salemme.

Gli interventi di restauro riguardano la Madonna con Bambino, san Giovanni Evangelista e il beato Filippo Bertoni del Maestro della pala Bertoni; il Cristo portacroce di Marco Palmezzano; la Madonna con il Bambino in trono tra i santi Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Celestino Papa e Antonio da Padova (pala dei Celestini) e la Madonna con il Bambino, san Giovannino e angeli, i santi Ippolito e Benedetto, i santi Lorenzo e Romualdo, il Padre eterno fra angeli (polittico dei Camaldolesi) di Giovan Battista Bertucci il Vecchio; la Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista, Benedetto, Romualdo, Giovanni Evangelista, Girolamo e un santo vescovo di Biagio d’Antonio; lo Sposalizio mistico di santa Caterina d’Alessandria con san Giuseppe di Luca Longhi.

Dopo il restauro la pala Bertoni andrà in prestito alla mostra Rinascimento a Ferrara. Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa, di imminente inaugurazione nella città estense.

I restauri, affidati a ditte di qualificata esperienza e ampia competenza, con particolare riferimento al periodo, sono stati assegnati al laboratorio Isabella Cervetti Restauri di Bastia (Ravenna), al laboratorio Salemme Restauri di Imola (Bologna), e a Maria Letizia Antoniacci di Faenza.

Il piano conservativo, realizzato d’intesa con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, ha preso avvio da un imponente intervento di disinfestazione reso necessario da episodi di contagio da insetti xilofagi: obiettivo è assicurare ai dipinti su tavola, e in generale agli apparati lignei di telai e cornici, la profilassi propedeutica all’intervento conservativo.

Il Comune di Faenza, con l’Assessorato alla cultura e la Pinacoteca, ha avviato un processo di riqualificazione delle raccolte d’arte acquisite in età napoleonica, con una riflessione a tutto campo sulla vocazione del patrimonio d’arte che la città custodisce e sulla destinazione d’uso dell’antica sede del Collegio dei Gesuiti, attualmente condivisa tra Pinacoteca comunale e Liceo Torricelli. Il progetto è stato fortemente voluto dalla Regione Emilia-Romagna, e si inserisce in un progetto di più ampio respiro, con una strategia di manutenzione continua e sistematica da estendere a tutto il patrimonio della Pinacoteca.

Immagine: Marco Palmezzano, Cristo portacroce (terzo decennio XVI secolo; tempera grassa su tavola, 62,5 x 65,5 cm; Faenza, Pinacoteca comunale)

Faenza, via al restauro di sei dipinti, tra le testimonianze più antiche provenienti dalle chiese faentine
Faenza, via al restauro di sei dipinti, tra le testimonianze più antiche provenienti dalle chiese faentine


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