La street art che dialoga coi monumenti antichi. I murales di Aldo Giannotti a Massa


Inaugurati a Massa i quattro murales di Aldo Giannotti. Ce n’è anche uno che instaura un bizzarro dialogo col Castello Malaspina, simbolo della città.

Cosa è successo in questo castello? È quello che si domanda il murale di Aldo Giannotti inaugurato giovedì nel centro storico di Massa, e intitolato Things that happened in this castle. “Qualcuno ha scritto qui”, “baci qui e qui”, “urli qui”, “sesso qui”, “assassinio qui”, e via dicendo: una sorta di riassunto storico delle vicende del Castello Malaspina, la fortezza che domina la città toscana dall’alto del colle che la sovrasta e che durante il Rinascimento fu anche residenza dei Cybo-Malaspina, prima marchesi e poi duchi di Massa.

È una delle opere che Giannotti ha realizzato per Massa, tutte svelate al pubblico giovedì: tra le altre, il murale Mercato scoperto, che “reinterpreta” l’ex mercato coperto che lo ospita, e Massa centro, con i profili stilizzati di tre aree della città (il centro storico, la zona industriale e la Marina). Si tratta, peraltro, della prima opera pubblica che Giannotti ha realizzato per la sua città natale: l’artista ha infatti lasciato Massa molto presto per studiare prima all’Accademia di Belle Arti di Carrara, poi a Londra e a Monaco di Baviera, per poi intraprendere una carriera internazionale (dal 2000 vive e lavora a Vienna).

La realizzazione dei murales di Giannotti fa parte di una serie di iniziative organizzate dal Museo Gigi Guadagnucci di Massa, che dal 1° settembre ha una nuova direttrice, Cinzia Compalati, intenzionata a rendere l’istituto un polo multidisciplinare, un attore inclusivo, osservatore dei fenomeni e dei talenti del contemporaneo, valorizzando gli artisti del territorio capaci di avere una carriera internazionale. Queste azioni, nelle intenzioni del museo, dovranno consentire all’istituto di entrare in relazione con la propria comunità ed attivare quindi un successivo processo di ri-appropriazione da parte dei cittadini degli spazi culturali di Villa Rinchiostra.

È dunque in questo contesto che si collocano i quattro murales di Giannotti, ispirati al territorio massese, che intendono innescare un cortocircuito di significato e lessicale che vuole essere di grande impatto. Nei suoi lavori, Giannotti riflette sul presente individuando dei punti di vista diversi, inediti, mai immaginati. Artista interdisciplinare e disegnatore vorace, coglie e filtra la realtà attraverso appunti su carta, frame che messi insieme costruiscono un’analisi lucida e allo stesso tempo sagace del mondo e dell’esistenza. Il suo interesse principale risiede nell’interrelazione tra spazio fisico e spazio simbolico. Al centro c’è l’idea che vi sia un’intima connessione tra la maniera in cui uno spazio è organizzato e la tendenza a comportarsi in un modo particolare al suo interno.

Giannotti è anche tra gli ultimi vincitori dell’Italian Council, e tornerà in Italia a gennaio del 2021 con una personale al MAMbo di Bologna: per la presentazione dei murales di Massa era presente in città anche Lorenzo Balbi, direttore del museo bolognese.

Nell’immagine: Aldo Giannotti, Things that happened in this castle (2020). Ph. Pablo Chiereghin

La street art che dialoga coi monumenti antichi. I murales di Aldo Giannotti a Massa
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