Roma, guardie svizzere gay in un'opera di street art sulle ingerenze della Chiesa


A Roma, due guardie svizzere vengono raffigurate in un bacio gay, in un’opera di street art dell’artista Laika che affronta il tema delle ingerenze della Chiesa sul tema DDL Zan.

Due guardie svizzere che si scambiano un bacio omosessuale, sorridenti: è una nuova opera di street art comparsa a Roma e porta la firma di Laika, nota per i suoi lavori che affrontano i temi di più urgente attualità. In questo caso l’artista si è concentrata sulle dichiarazioni della Santa Sede a proposito del ddl Zan: “La segreteria di Stato rileva che alcuni contenuti dell’iniziativa legislativa”, si legge in una nota, “particolarmente nella parte in cui si stabilisce la criminalizzazione delle condotte discriminatorie per motivi ’fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere’, avrebbero l’effetto di incidere negativamente sulle libertà assicurate alla Chiesa cattolica e ai suoi fedeli dal vigente regime concordatario”. E ancora, proseguiva la nota, “ci sono espressioni della Sacra Scrittura e delle tradizioni ecclesiastiche del magistero autentico del Papa e dei vescovi, che considerano la differenza sessuale secondo una prospettiva antropologica che la Chiesa cattolica non ritiene disponibile perché derivata dalla stessa Rivelazione divina. Tale prospettiva è infatti garantita dall’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica italiana di Revisione del concordato lateranense, sottoscritto il 18 febbraio 1984”. Alla Santa Sede aveva replicato il presidente del consiglio Mario Draghi in aula al Senato, affermando che “l’Italia è uno stato laico. Il Parlamento è certamente libero di discutere e non solo. Il nostro ordinamento contiene tutte garanzie per rispettare gli impegni internazionali tra cui il concordato. Ci sono controlli preventivi nelle commissioni parlamentari. Ci sono controlli successivi nella Corte costituzionale”.

L’opera di Laika è stata posizionata ieri in via della stazione di San Pietro, a pochi metri dalla Santa Sede. Assieme alle guardie svizzere in atteggiamento romantico compare anche un cuore arcobaleno sullo sfondo. Il poster vuole essere l’ironico riassunto di questa settimana: il tentativo di ingerenza da parte della Chiesa (poi rientrato) nella politica del nostro paese non è infatti passato inosservato agli occhi dell’artista.

“Oggi è il giorno del Pride nella mia città”, dichiara Laika, “ed è fondamentale difendere più che mai una proposta di legge come il DDL Zan che serve a tutelare tante, troppe persone, che sono vittime di episodi di odio. Chiunque deve sentirsi libero di amare il suo prossimo, senza timori o paure. Chi afferma che il decreto Zan porterà ad una limitazione della libertà di parola dimostra di non aver capito nulla o, peggio, si attacca a delle motivazioni pretestuose per nascondere la sua omofobia. In questo giorno speciale, amiamoci e, come diceva ’qualcuno’... ’VOLEMOSE BENE’. Abbasso l’omotransfobia. BUON PRIDE A TUTTI”.

Nella foto, l’opera di Laika

Roma, guardie svizzere gay in un'opera di street art sulle ingerenze della Chiesa
Roma, guardie svizzere gay in un'opera di street art sulle ingerenze della Chiesa


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