In Francia rispunta una Lucrezia di Artemisia Gentileschi. Andrà in asta a novembre


Francia, da una collezione privata di Lione rispunta una ’Lucrezia’ di Artemisia Gentileschi. Andrà in asta a novembre con stima 600-800mila euro.

La casa d’aste francese Artcurial ha fatto sapere di aver ritrovato un dipinto di Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 - Napoli, 1654), una Lucrezia che, stando a quanto affermato da Artcurial stessa, è rimasta in una collezione privata di Lione (Francia) negli ultimi quarant’anni. L’opera apparterrebbe all’ultima fase della carriera dell’artista, ovvero al suo soggiorno napoletano, e si tratterebbe di un dipinto risalente, per la precisione, agli anni Trenta del Seicento. La tela verrà venduta in asta il prossimo 13 novembre con una stima tra i 600 e gli 800mila euro. Stando al responsabile degli Old Masters di Artcurial, Matthieu Fournier, il dipinto sarebbe in condizioni “perfette”, come ha dichiarato al quotidiano The Art Newspaper.

Non si tratta comunque di una nuova scoperta: il dipinto è stato pubblicato nel catalogo di una mostra tenutasi al Musée Rath di Ginevra nel 2004, che s’intitolava Cléopâtre dans le miroir de l’art occidental. La scheda della Lucrezia era stata curata dal professor Mauro Natale, che prima riassumeva le vicende della protagonista (Lucrezia è una leggendaria eroina romana: era la moglie di Collatino e, secondo il racconto, dopo lo stupro subito per mano di Sesto, figlio del re Tarquinio il Superbo, si sarebbe tolta la vita piuttosto che trascorrere il resto della sua esistenza disonorata) e poi passava ad esaminarne l’iconografia. Lucrezia è ritratta secondo un tipo iconografico molto diffuso nel Seicento: è nuda dalla cintura in su, e sta per togliersi la vita con un pugnale, e in particolare l’eroina raffigurata da Artemisia Gentileschi, scriveva Mauro Natale, è colta “in un atteggiamento che esprime al contempo rassegnazione, determinazione e paura”. Questa espressività “è sostenuta”, continuava lo studioso, “da una tavolozza molto sobria e da un lavoro straordinariamente magistrale: la figura si stacca dal fondo cupo grazie a una luce ambrata che colpisce il petto e le braccia della giovane. Qui, il disegno della figura è reso attraverso la giustapposizione di campiture cromatiche differenti, secondo un procedimento pittorico analogo a quello che caratterizza le opere romane di Caravaggio”. Tuttavia, notava Natale, al contrario di un Caravaggio che cercava l’effetto drammatico, qui il chiaroscuro “addolcisce le forme del corpo e ne sottolinea l’eleganza classica, richiamata dalla bellezza opulenta delle spalle e dalla curva dolce dei seni”.

Secondo Natale, la Lucrezia s’inserisce nel solco di una tradizione tipica della pittura napoletana del tempo e che accomunò artisti come Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino e Francesco Guarino, che prediligevano figure a mezzo busto su fondo scuro. La tela di Lione, tuttavia, si conforma solo in parte al forte naturalismo che caratterizzava la produzione degli artisti appena citati: la gamma ristretta dei colori, il chiaroscuro studiato, il virtuosismo, la giustapposizione di superfici cromatiche compatte e lisce ad altre invece più grasse, “rivelano”, evidenziava lo studioso, “il fascino per le opere realizzate da Simon Vouet a Roma”. E si sa che Artemisia guardò al pittore francese, soprattutto a partire dagli anni Trenta. Inoltre, l’espressività di questa Lucrezia rimanderebbe ad altre opere eseguite nel corso degli anni Trenta. Infine, Natale affermava che le affinità con opere dello stesso periodo (tra cui la celeberrima Ester e Assuero del Metropolitan) confermano l’attribuzione e una datazione al 1630-1637.

Non sappiamo per chi sia stata realizzata questa Lucrezia, anche se sappiamo che Artemisia, pur preferendo in quel periodo opere di grande formato, realizzò anche opere di taglio più ridotto: negli inventari di Davide Imperiale, nobile appartenente a una famiglia genovese della quale un ramo s’era stabilito a Napoli, è citata una Lucrezia di dimensioni simili a quella di Lione (anzi: Natale suggeriva che non è da escludere il fatto che la Lucrezia Imperiale e quella di Lione siano in realtà lo stesso dipinto, dal momento che la provenienza antica dell’opera di collezione privata francese è sconosciuta).

Nell’immagine: Artemisia Gentileschi, Lucrezia (1630-1637; olio su tela, 97 x 76 cm; Collezione privata)

In Francia rispunta una Lucrezia di Artemisia Gentileschi. Andrà in asta a novembre
In Francia rispunta una Lucrezia di Artemisia Gentileschi. Andrà in asta a novembre


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