Massimiliano Gatti: la fotografia di rovine che esplora il passato del Medio Oriente


Attivo tra Italia e Medio Oriente, il fotografo pavese Massimiliano Gatti propone una ricerca che indaga la storia antica per interrogarsi sul futuro.

Un percorso insolito, quello del fotografo Massimiliano Gatti (Voghera, 1981): prima la laurea in farmacia, nel 2006, e quindi, due anni dopo, il diploma in fotografia alla Bauer di Milano. Un fotografo con una smodata passione per l’archeologia, che ha segnato quasi tutta la parabola della giovane carriera di Gatti: è stato infatti fotografo al seguito di diverse missioni italiane in Medio Oriente (dal 2008 al 2011 a Qatna, in Siria, e dal 2012 nel progetto PARTeN - Progetto Archeologico Regionale Terra di Ninive nel Kurdistan iracheno), tanto che la sua attività lavorativa è divisa tra l’Italia e il Medio Oriente.

La sua ricerca si focalizza sulla storia e sulla memoria: malgrado la sua fotografia possa lasciar pensare a un approccio da fotoreporter, il taglio che Gatti dà ai suoi progetti è prettamente documentaristico. La sua serie più famosa è probabilmente Rovine, dedicata a ciò che rimane del passaggio degli antichi in Siria, a cominciare dalla città di Palmira: “i resti degli antichi”, scrive il fotografo, “hanno un fascino che va oltre il tempo e lo spazio. Le rovine, tracce imponenti e solenni che una civiltà ha lasciato lungo il suo cammino, catturano gli occhi e la mente in maniera così intensa da essere alla base dell’estetica del sublime. [...] Nella contemplazione delle rovine si innesca così una sensazione che sta a metà strada tra sgomento e ammirazione, mentre il tempo non mina solo le tracce lasciate dall’uomo, ma lo stesso ricordo della sua identità. Se Nietzsche individua nella trasformazione della storia passata in storia presente la chiave che ha l’uomo per diventare uomo, è perché la storia esercita una funzione critica rispetto ai difetti della memoria”.

Secondo Massimiliano Gatti, la fotografia è strumento della memoria che ha il compito di “fissare il fascino di un passato incorrotto e di restituirne l’incanto, perché questo incanto possa essere nutrimento del nuovo”. Nella fotografia di Gatti, passato e futuro s’incontrano: un suo progetto centrato sulle new town dell’Iraq del nord s’intitola Warana eh, espressione araba che determina un concetto specifico, quello del guardare al futuro chiedendosi però cosa rimanga del passato. Un’idea di fotografia in base alla quale l’arte non è strumento per documentare una realtà, ma per offrire all’osservatore il punto di vista dell’artista, per suggerire una visione, una prospettiva, un’idea, anche quando lo sguardo sembra distaccato.

Artista prolifico, Gatti ha lavorato su diversi temi legati alle sue esperienze in Medio Oriente. Le pietre di Jerwan, ad esempio, è un racconto in immagini della storia del re assiro Sennacherib, evocato attraverso ciò che rimane della sua opera. In Superficie raccoglie fotografie di reperti emersi durante gli scavi del progetto PARTeN e guardati con l’occhio del fotografo che ripensa alla storia che quegli oggetti narrano. Limes descrive paesaggi mediorientali visti attraverso una finestra, un’inquadratura “forzata”, come dice lo stesso artista, che costringe a vedere il paesaggio in un determinato modo, rendendo il fotografo al contempo artista e spettatore assieme, “costruttore attivo e fruitore passivo di una visione”.

Dal 19 maggio 2020, Gatti è in mostra presso la galleria Studio La Città di Verona, per una mostra organizzata in collaborazione con Podbielski Contemporary: la rassegna, intitolata Aleph, presenta opere tratte dalle serie In Superficie, Aleppo è una foglia d’alloro (dedicata alla tragedia di Aleppo nel quadro della guerra civile siriana), Le Nuvole (sulle distruzioni dell’Isis) e La Collezione (quest’ultima serie inedita ed esposta per la prima volta nella città veneta: è la narrazione di una Siria ormai non più esistente e che però rivive nella personale collezione di francobolli dello stesso Gatti). Le opere di Massimiliano Gatti si possono vedere in diversi musei e collezioni: la Galleria Civica di Modena, la Fondazione Fotografia di Modena, i Musei Civici di Pavia, i Musei Civici di Monza, la Collezione BNL, il California Museum of Photography di Riverside, la Columbia University di New York. Per conoscere la sua arte è possibile visitare il suo sito ufficiale.

Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #8 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)
Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #8 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)



Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #12 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)
Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #12 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)



Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #4 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)
Massimiliano Gatti, Rovine Palmira #4 (2009; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 90 cm)



Massimiliano Gatti, Limes #11 (2011; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 70 cm)
Massimiliano Gatti, Limes #11 (2011; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 60 x 70 cm)



Massimiliano Gatti, In superficie #5 (2015; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)
Massimiliano Gatti, In superficie #5 (2015; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)



Massimiliano Gatti, Warana eh #2 (2013; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 75 x 100 cm)
Massimiliano Gatti, Warana eh #2 (2013; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 75 x 100 cm)



Massimiliano Gatti, Le pietre di Jerwan #6 (2016; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 58,3 cm)
Massimiliano Gatti, Le pietre di Jerwan #6 (2016; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 58,3 cm)



Massimiliano Gatti, Aleppo è una foglia di alloro #3 (2018; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 30 x 35 cm)
Massimiliano Gatti, Aleppo è una foglia di alloro #3 (2018; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 30 x 35 cm)



Massimiliano Gatti, Le nuvole #13 (2019; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)
Massimiliano Gatti, Le nuvole #13 (2019; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)



Massimiliano Gatti, Le nuvole #15 (2019; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)
Massimiliano Gatti, Le nuvole #15 (2019; stampa fine art giclée inkjet su carta Photo Rag, 50 x 50 cm)

Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Toscana    

NEWSLETTER