Firenze, il Tabernacolo dell'Orcagna si può finalmente apprezzare in tutta la sua interezza


A Firenze restituita alla pubblica fruibilità la parte posteriore del Tabernacolo dell’Orcagna nella chiesa di Orsanmichele a Firenze.

Finora, uno dei grandi capolavori del Trecento fiorentino, il Tabernacolo di Andrea di Cione detto l’Orcagna (Firenze, 1310 circa - 1368), realizzato per la chiesa di Orsanmichele a Firenze, si poteva apprezzare soltanto da un lato, quello frontale. Da ieri, sabato 8 dicembre 2018, il nuovo accesso al Tabernacolo permette di ammirarlo anche nella sua parte posteriore, finora inaccessibile: questo è possibile attraverso una bussola di vetro appositamente progettata e collocata sulla porta di accesso posta in via dei Calzaiuoli. L’inaugurazione del nuovo accesso al Tabernacolo dell’Orcagna è avvenuta proprio ieri in concomitanza con la presentazione degli di una manutenzione straordinaria del Tabernacolo.

Il Tabernacolo di Orsanmichele rappresenta, sin dalla sua costruzione nel 1359, uno dei punti focali di aggregazione della religiosità comunale fiorentina: una costruzione architettonica aggiornata su esempi di decorazione gotica molto ricca, inusuale in città. Una grande macchina scenografica in marmo bianco impreziosito da inserti cromatici: rosso di Cintoia e verde di Prato, e vetro blu intenso o a piccoli motivi geometrici colorati e dorati. In origine anche i rilievi marmorei erano dipinti, così come i finti drappi sospesi sopra gli archi del tabernacolo e il partito architettonico erano fittamente decorati su tutti i lati in un trionfo di colori, come un’oreficeria contemporanea, sfolgorante alla luce delle lampade a olio. Le tracce di questo progetto originario riemergono al meglio al seguito della delicata operazione di spolveratura realizzata in questa occasione.

Il monumentale tabernacolo fu progettato e realizzato da Andrea di Cione detto l’Orcagna per ospitare la pala a fondo oro con la Madonna delle grazie di Bernardo Daddi (Borgo San Lorenzo, 1290 circa – Firenze, 1348) e per proteggerla negli anni in cui Orsamichele era anche un mercato del grano. La pala è visibile nella parte anteriore del tabernacolo, così come i rilievi nella fascia inferiore della struttura architettonica che illustrano le storie di Maria.

La grande novità presentata sabato 8 dicembre è proprio la possibilità di ammirare anche il retro di questa affascinate costruzione architettonica, dove si può osservare la scena che raffigura la Morte di Maria e l’Assunzione in cielo, con la consegna della Cintola a san Tommaso. Sono visibili anche quegli emblemi della Vergine, come piccole rose, stelle, o le valve di conchiglia, che caratterizzano tutta la ricca decorazione marmorea. In questa parte, inoltre, l’Orcagna iscrisse la sua firma e la data in cui concluse i lavori: il 1359. Per più di dieci anni questa parte del monumento che affaccia su via dei Calzaiuoli è stata inaccessibile. Oggi, con lo spostamento del punto vendita dei biglietti ai Musei statali di Firenze che ne impediva la vista e la sua ricollocazione interna nell’edificio, i fiorentini e i visitatori tutti potranno nuovamente apprezzarne la bellezza con una prospettiva più ampia e completa (nella foto sotto, la parte tergale del tabernacolo).

Retro del Tabernacolo dell'Orcagna

La Chiesa di Orsanmichele è uno dei luoghi simbolo di Firenze anche perché, nel corso dei secoli, ha saputo rappresentarne al meglio le diverse anime: religiosa, politica ed economica. La restituzione del retro del Tabernacolo alla vista, promossa dalla Direzione dei Musei del Bargello (cui afferisce il Museo di Orsamichele), ha rappresentato l’occasione per riunire le diverse anime della Firenze odierna in una grande festa che ha coinvolto anche esponenti, dell’amministrazione cittadina, della società civile e religiosa. L’evento, che si è svolto nel giorno della celebrazione dell’Immacolata Concezione, è stato preceduto alle 15:30 da un concerto a cura dell’Istituto Diocesano per la Musica Sacra ed è proseguito, alle 16:00, con la benedizione del Tabernacolo officiata dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze. Si è quindi tenuta la presentazione dei lavori realizzati cui hanno partecipato il cardinale Betori, Paola D’Agostino (Direttore dei Musei del Bargello), Giovanni Bettarini (Assessore Urbanistica, politiche del territorio, smart city, relazioni internazionali, cooperazione allo sviluppo locale del Comune di Firenze) ed Eugenio Giani (Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Fiorentini).

La manutenzione del Tabernacolo, la restituzione di un punto di accesso al retro del monumento e l’inaugurazione del nuovo punto vendita dei biglietti dei musei, si inseriscono in un più ampio accordo istituzionale che coinvolge l’amministrazione statale dei beni culturali (i Musei del Bargello e la Soprintendenza territoriale), la Curia arcivescovile di Firenze e il terzo settore (l’Associazione degli Amici dei Musei Fiorentini) e i cui primi risultati sono stati presentati nella attigua chiesa di San Carlo (sempre in via dei Calzaiuoli). In particolare, si è parlato del restauro e del nuovo allestimento, proprio nella Chiesa di San Carlo, di una rara tavola sagomata e dipinta del XVII secolo raffigurante San Filippo Neri fanciullo che adora il Crocefisso con sant’Antonino. Fino alla fine dell’Ottocento la tavola si trovava nella chiesa di Orsanmichele, collocata sotto un Crocifisso ligneo attribuito ad Andrea Orcagna che giustificava gli sguardi estatici delle due figure. Il Crocefisso poi fu spostato in San Carlo mentre la tavola, nel frattempo alluvionata, fu ricoverata nei depositi. Il restauro, finanziato dai Musei del Bargello, dalla Curia e dagli Amici dei Musei Fiorentini e supervisionato della Soprintendenza, è stato presentato da monsignor Vasco Giuliani, Rettore delle chiese di Orsanmichele e di San Carlo, da Jennifer Celani, Funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, e da Eugenio Giani.

Nella foto: veduta frontale del Tabernacolo dell’Orcagna.

Firenze, il Tabernacolo dell'Orcagna si può finalmente apprezzare in tutta la sua interezza
Firenze, il Tabernacolo dell'Orcagna si può finalmente apprezzare in tutta la sua interezza


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma