Addio a Giovanni Anselmo, grande esponente dell'Arte Povera


Scompare all’età di 89 anni Giovanni Anselmo, uno degli esponenti di punta del gruppo dell’Arte Povera, artista noto per la sua ricerca sulla scultura come manifestazione di energia.

È scomparso ieri a Torino, all’età di 89 anni, l’artista Giovanni Anselmo, uno dei fondatori dell’Arte Povera. Era nato a Borgofranco d’Ivrea il 5 agosto del 1934 e, dopo gli studi classici, aveva cominciato il suo percorso artistico come autodidatta e aveva esordito nel 1967 in una mostra collettiva organizzata dalla Galleria Sperone di Torino. In seguito prese parte a molte rassegne del gruppo dell’Arte Povera, assieme ad altri esponenti del movimento (l’esordio col gruppo nel 1968 alla Galleria de’ Foscherari di Bologna). Nel 1968 la prima personale alla Galleria Sperone e poi in seguito il successo culminato nella partecipazione a tre edizioni della Biennale di Venezia: nel 1978, nel 1980 e nel 1990. Due anche le partecipazioni a Documenta (1972 e 1982). Nel 1990 si aggiudicò anche il Leone d’Oro per la pittura. L’ultima mostra, una grande retrospettiva nel 2022 alla Galleria Lia Rumma di Milano. Tra i riconoscimenti anche il premio “Presidente della Repubblica” dell’Accademia Nazionale di San Luca ottenuto nel 2016.

Giovanni Anselmo
Giovanni Anselmo

Tra le opere più rappresentative di Anselmo c’è Torsione (1968), che consiste in un tessuto di fustagno tenuto in torsione, come suggerisce il titolo, da una sottile barra di ferro. L’opera rappresenta il tentativo di catturare una tensione, di porre un ostacolo alla forza di gravità. Inoltre, Anselmo ha sempre visto quest’opera come un “gesto”, dal momento che attraverso la torsione l’opera spinge per effetto delle sue caratteristiche fisiche, ma la barra contiene il tessuto che altrimenti non conserverebbe la sua posizione. Celebri anche le sue opere realizzate con blocchi di granito spesso sospesi o tenuti in equilibrio con cavi, come Verso oltremare del 1984: si tratta degli sviluppi più noti della sua ricerca sulla scultura come manifestazione di energia, dal momento che molte delle sue opere si basano sull’equilibrio tra le forze degli elementi che le compongono.

Le opere di Anselmo, ha detto l’artista stesso, rappresentano “la fisicizzazione della forza di un’azione, dell’energia di una situazione o di un evento, non l’esperienza di ciò a livello di annotazione o di segno o di natura morta soltanto. È necessario, per esempio, che l’energia di una torsione viva con la vera forza, non vivrebbe certo con la sua sola forma. Penso che per operare in questa direzione, poiché l’energia esiste sotto le più svariate apparenze e situazioni, vi sia la necessità della più assoluta libertà di scelta o di uso dei materiali”. Anselmo descriveva i suoi oggetti come “energia fisica”: “le forze vengono convogliate e dirette in un punto in modo che ne risulti, di volta in volta, una situazione di equilibrio instabile, di movimento potenziale, di tensione, di compressione cui le strutture e gli elementi visivi dei miei oggetti sono subordinati”.

Giovanni Anselmo, Torsione (1968; ferro e fustagno, 160 x 160 cm; Torino, GAM)
Giovanni Anselmo, Torsione (1968; ferro e fustagno, 160 x 160 cm; Torino, GAM)
Giovanni Anselmo, Verso oltremare (1984; pietra, cavo d'acciaio, nodo scorsoio, blu oltremare, 300 x 140 x 4 cm). Foto: Galleria Lia Rumma
Giovanni Anselmo, Verso oltremare (1984; pietra, cavo d’acciaio, nodo scorsoio, blu oltremare, 300 x 140 x 4 cm). Foto: Galleria Lia Rumma

La pratica di Anselmo riflette la sua profonda connessione della sua arte con la natura, secondo modalità e interessi che erano tipici dei poveristi: attraverso l’uso di materiali semplici (“poveri”, appunto), e la ricerca di una ridefinizione dell’opera d’arte attraverso l’ingresso della fisica nell’oggetto artistico stesso, Anselmo ha contribuito in modo significativo alla nascita e all’evoluzione dell’Arte Povera. La sua produzione ha rappresentato una delle punte più originali dell’arte del secondo Novecento per la sua capacità di porsi come un’esperienza anticonvenzionale e di mettere in discussione il concetto stesso di opera d’arte aprendola a dimensioni che neppure nel movimento dell’Arte Povera erano mai state sperimentate.

Anselmo, al momento della scomparsa, stava lavorando a una mostra per il Guggenheim Bilbao in Spagna la cui apertura è prevista per il mese febbraio. Il suo lavoro sarà inoltre incluso in una grande mostra sull’Arte Povera, curata da Carolyn Christov-Bakargiev, che aprirà alla Bourse de Commerce di Parigi il prossimo autunno. “Lo amavo enormemente”, ha scritto la curatrice apprendendo la notizia della sua scomparsa. “Mi ha orientato, mi ha mostrato il significato del blu oltremare, oltre il mare, oltremare, lontano eppure qui, ora, vivo”.


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