Addio a Marian Goodman, la gallerista che ha cambiato il dialogo tra Europa e Stati Uniti


È morta il 22 gennaio 2026 Marian Goodman, figura centrale del sistema dell’arte contemporanea. Con la sua galleria ha introdotto negli Stati Uniti alcuni tra i più importanti artisti europei, sostenendo pratiche sperimentali e socialmente impegnate.

La Marian Goodman Gallery ha annunciato la scomparsa della gallerista Marian Goodman, morta per cause naturali giovedì 22 gennaio 2026. Figura di primo piano nel panorama dell’arte contemporanea internazionale, Goodman è stata riconosciuta per il suo ruolo determinante nella ridefinizione del rapporto tra artisti, istituzioni e pubblico, in particolare tra Europa e Stati Uniti.

Marian Goodman ha fondato la galleria che porta il suo nome a New York alla fine del 1977, in un momento storico in cui la presenza femminile nel sistema dell’arte era ancora limitata. In quel periodo, l’apertura della Marian Goodman Gallery si inseriva nel solco del lavoro svolto negli anni Sessanta con Multiples, Inc., la casa editrice d’arte da lei co-fondata, e rispondeva alla volontà di sviluppare un programma innovativo di respiro transatlantico, capace di mettere in relazione artisti americani ed europei. Nel corso della sua attività, Marian Goodman si è distinta per una spiccata capacità di individuare talenti e per un impegno costante nel sostenere opere considerate complesse o difficili, spesso lontane dalle dinamiche più immediate del mercato. Attraverso il lavoro della sua galleria, ha introdotto al pubblico americano alcuni dei principali artisti europei dell’avanguardia del loro tempo, contribuendo alla diffusione di pratiche artistiche concettuali e socialmente impegnate, che avrebbero influenzato anche le generazioni successive.

Al centro della sua visione vi era una concezione precisa del ruolo del gallerista, inteso come figura responsabile nei confronti degli artisti e del sistema culturale nel suo insieme. Animata da una curiosità costante e da una visione pluralistica dell’arte, Goodman ha privilegiato il potenziale espressivo e critico delle opere rispetto alle tendenze di mercato, costruendo rapporti di lunga durata con gli artisti rappresentati e sostenendo il loro lavoro anche all’interno di contesti non profit e istituzionali. Dalla fondazione della galleria in avanti, Marian Goodman ha promosso artisti destinati a diventare tra le voci più autorevoli della loro generazione. In coerenza con la vocazione internazionale del progetto, Marian Goodman ha progressivamente rafforzato il legame con l’Europa, aprendo nel 1995 una sede a Parigi, nel quartiere di Marais. Dalla fondazione della galleria in avanti, ha promosso artisti destinati a diventare tra le voci più autorevoli della loro generazione, contribuendo in modo decisivo alla loro affermazione sul piano internazionale.

Negli anni più recenti, Goodman ha strutturato un modello di continuità affidando la direzione a un team di partner composto da Rose Lord, Junette Teng, Emily-Jane Kirwan e Leslie Nolen. Collaboratori di lunga data, i partner hanno portato avanti i valori che hanno definito il programma della galleria sin dalle origini e ne hanno guidato lo sviluppo, includendo il trasferimento nel 2024 nella sede principale di Tribeca a New York e l’apertura della galleria di Los Angeles nel 2023.

“È tra gli artisti il cui lavoro mi piace che ho trovato le qualità che apprezzo dalla mia esperienza: una preoccupazione umanistica, un senso critico della cultura del nostro modo di vivere, un approccio dialettico alla realtà e una visione artistica della vita civica”, osservava Marian Goodman.

Instagram / Marian Goodman. Foto: Thomas Struth, 2007
Profilo Instagram/Marian Goodman Gallery, Marian Goodman. Foto: Thomas Struth, 2007



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