Il MiBACT acquisisce la Biblioteca e l'Archivio di Umberto Eco: diventano beni pubblici


La Biblioteca e l’Archivio di Umberto Eco diventano ufficialmente beni pubblici: la Corte dei Conti ha registrato l’iter di acquisizione da parte del MiBACT. 

Il Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo ha acquisito la Biblioteca e l’Archivio di Umberto Eco (Alessandria, 1932 - Milano, 2016): l’iter di acquisizione e donazione, che giunge a seguito di un accordo tra il MiBACT e gli eredi del semiologo e scrittore (la moglie Renata e i figli Carlotta e Stefano) stipulato nel 2018, si è concluso con la registrazione del provvedimento da parte della Corte dei Conti. Il notevole patrimonio della Biblioteca di libri antichi, della Biblioteca moderna e dell’Archivio di Umberto Eco diventa dunque patrimonio culturale dello Stato.

La biblioteca moderna (circa trentamila volumi) e l’archivio saranno affidati in comodato d’uso all’Alma Mater di Bologna per novant’anni, mentre la Biblioteca di libri antichi, composta da circa 1.200 volumi e denominata “Bibliotheca semiologica curiosa, lunatica, magica et pneumatica”, formata da Umberto Eco nel corso della sua attività di bibliofilo, sarà custodita dalla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano. Lo Stato ne garantirà la conservazione e la valorizzazione e renderà il patrimonioaccessibile a studenti e studiosi. Un comitato scientifico formato da cinque membri, di cui due nominati dagli Eredi Eco e due dal Mibact, si occuperà di stabilire le modalità di conservazione anche al fine di garantirne l’unitarietà della consultazione digitale.

Nella foto: Umberto Eco nella sua biblioteca

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