Brasile, decreto sospende finanziamenti alla cultura negli Stati con restrizioni anti-Covid


In Brasile il governo di Bolsonaro pubblica un decreto che impedisce l’accesso ai finanziamenti pubblici per gli istituti culturali che si trovano in regioni dove ci sono restrizioni anti-Covid. E l’opposizione protesta. 

Lo scorso 4 marzo il governo brasiliano guidato dal presidente Jair Bolsonaro, capo di stato nonché capo del governo, ha approvato un singolare decreto, firmato dal segretario nazionale per la promozione della cultura, André Porciuncula Alay Esteves, che di fatto nega il sostegno economico pubblico agli istituti culturali che si trovano negli stati federali in cui sono in vigore restrizioni anti-Covid. Nel decreto si legge che “considerate le varie misure di restrizione alla mobilità e alle attività economiche, decretate dagli Stati federali o dai Comuni, saranno analizzate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale le proposte culturali che comportino l’interazione in presenza del pubblico, e la cui sede non si trovi in uno Stato federale in cui ci sono restrizioni alla circolazione, coprifuoco, lockdown o altre azioni che impediscano l’esecuzione del progetto”. La misura ha effetto per quindici giorni, un tempo che però può essere esteso a seconda della durata del mantenimento delle chiusure.

Esteves ha specificato in una nota che il decreto intende “razionalizzare i progetti che hanno reali possibilità di attuazione”, e che vuole essere una misura “che mira a garantire efficienza e correttezza nello stanziamento delle risorse pubbliche, considerando che non ci sono giustificazioni per destinare fondi pubblici a progetti che al momento non possono essere realizzati”. L’azione però è vista da altri come una sorta di ritorsione di Bolsonaro nei confronti di quegli Stati che disapprovano le sue politiche troppo lassiste in materia di prevenzione del contagio: il presidente brasiliano si è infatti dimostrato spesso avverso alle regole del distanziamento fisico, alle mascherine e ad altre misure anti-Covid.

Sono dunque sorte iniziative per tentare di correggere il decreto: una di queste porta la firma della deputata di opposizione Jandira Feghali, che il 5 marzo ha fatto protocollare un progetto di decreto legislativo per chiedere la sospensione del provvedimento. Nel testo, pur riconoscendo l’importanza della Legge Aldir Blanc (un provvedimento di sostegno agli istituti culturali colpiti dalla pandemia), Feghali vede il decreto del governo Bolsonaro come una misura che “incentiva le attività in presenza in un momento grave della pandemia e nega di analizzare quelle che potrebbero essere realizzate in forme sicure dando benefici al settore e alla società”. Secondo Feghali, il decreto è “contrario all’interesse pubblico alle norme basiche di gestione della pandemia”. Imporre i criteri del decreto per l’analisi dei progetti che chiedono l’accesso ai finanziamenti pubblici significa, secondo Feghali, “disconoscere le necessità del settore e l’importanza delle misure di isolamento per preservare le vite dei brasiliani e delle brasiliane”.

“Si tratta”, argomenta Feghali, “di un’evidente ritorsione contro le amministrazioni statali e municipali che si collocano dalla parte della scienza e della vita, nonché di un incentivo per l’aumento della mobilità”. La misura, conclude Feghali, “è autoritaria e ingiustificata” e “attenta alla cultura, alla salute e alla Costituzione. Questo è inammissibile e non merita di essere diffuso, motivo per cui sollecito o appoggio i nostri parlamentari affinché venga sospeso questo decreto”.

Brasile, decreto sospende finanziamenti alla cultura negli Stati con restrizioni anti-Covid
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