Altro che vacanze italiane: per Confcommercio, solo 2 italiani su 10 hanno voglia di fare le valigie


Il coronavirus ha spento negli italiani la voglia di andare in vacanza. Solo 2 su 10 hanno voglia di partire: ecco l’indagine Confcommercio-Confturismo.

Altro che vacanze italiane, come auspicato da molti, in primis il ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Secondo Confcommercio, gli italiani non hanno voglia di andare in vacanza, e sono ancora troppo preoccupati per la pandemia di Covid-19 da coronavirus: è quanto emerge da un’indagine condotta da Confcommercio-Confturismo in collaborazione con Swg e volta a indagare la propensione degli italiani a viaggiare.

È così emerso che il 57% quest’anno non si muoverà di casa, mentre solo il 20% dei nostri connazionali avrebbe voglia di partire una volta finita l’emergenza. Il dato è completato da un 15% di italiani che non ha disponibilità economiche per andare in vacanza, e da un 8% che non sa se potrà spostarsi, a causa di esaurimento ferie o altri impegni lavorativi.

Sulla meta delle vacanze per chi ci andrà, la maggior parte (32%) ritiene più probabile una vacanza breve, di due o tre giorni, vicina a casa. L’85% ritiene molto improbabile un viaggio fuori dall’Europa, mentre il 75% ritiene che anche i paesi europei siano una meta per ora irraggiungibile. Ma anche le vacanze lunghe in Italia sono per pochi: il 14% ritiene molto probabile una vacanza di una settimana vicina alla propria città, il 19% un viaggio in un luogo a 250 km da casa.

La priorità per la fine dell’emergenza sarà immergersi nella natura o stare all’aperto: la pensa così il 40% degli intervistati. Per il 34% priorità a passare del tempo con le persone che si amano, mentre per il 26% vedere posti nuovi e per il 25% tornare in posti che si ama. Per il 22% la priorità è il riposo, mentre il 21% penserà a divertirsi e il 18% a degustare prodotti tipici. Solo il 17% vorrà visitare un museo, mentre l’11% mette l’attività sportiva in cima alla lista, e il 10% si prenderà cura del proprio corpo. Infine, un 7% vorrà fare shopping appena finite le misure restrittive, un 6% attività nuove e, in fondo alla lista, un 4% di chi vorrà fare pellegrinaggi o visitare luoghi religiosi.

Crolla anche il numero degli italiani disposti a fare shopping o comperare regali in vacanza (sono soltanto il 7%: l’anno scorso, sempre nel mese di aprile, la percentuale era del 22%), e questo, secondo Confcommercio, mette a rischio la trasversalità dell’economia del turismo, di cui beneficiano molti dettori, dal commercio ai trasporti locali, fino ad arrivare alla cultura.

“In questa situazione”, commenta il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè, “non intervenire subito e con strumenti efficaci a supporto delle attività del settore e dei consumi, con una manovra sincronizzata su più fronti, vuole dire negare i fondamentali dell’economia e non avere assolutamente chiaro quali sono davvero i settori strategici nel nostro sistema Paese”.

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