Covid, tornano le chiusure: stop a cinema, teatri e cultura in alcuni Comuni dell'Alto Adige


In venti Comuni dell’Alto Adige tornano le misure che pensavamo di aver dimenticato per sempre: coprifuoco, mascherine obbligatorie quasi ovunque anche all’aperto, e anche stop alla cultura, in particolare agli eventi, ai teatri e ai cinema. 

Torna ad abbattersi la scure delle misure anti-Covid sulla cultura anche in Italia. È l’Alto Adige la prima area della penisola a seguire l’esempio dell’Austria, primo paese in Europa che è tornato a chiudere le porte della cultura con il lockdown totale cominciato ieri, e che durerà fino al 12 dicembre. Ieri, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e Commissario speciale per l’emergenza, Arno Kompatscher, ha firmato un’ordinanza che manda in regime di chiusure diffuse, dal 24 novembre al 7 dicembre, ben venti Comuni, alcuni dei quali nevralgici per il turismo delle valli altoatesine: Rodengo, San Pancrazio, Caines, Vandoies, Ultimo, Martello, Castelbello Ciardes, Naz-Sciaves, Senales, Plaus, Castelrotto, Marlengo, Laion, Postal, Ortisei, Moso in Passiria, Funes, Santa Cristina Valgardena, Rasun Anterselva, Rio di Pusteria.

Cosa accade dunque da domani? Intanto, in tutto il territorio della Provincia di Bolzano è stato ripristinato l’obbligo di mascherina all’aperto dove non sia possibile mantenere costantemente la distanza interpersonale di 1 metro, così come è stato sancito l’obbligo di indossare le FFP2 a partire dai 6 anni d’età sui mezzi pubblici. Sospese anche le attività da ballo in discoteche, sale da ballo e locali simili, sia all’aperto sia al chiuso. Per i venti comuni sopra citati sono state disposte misure aggiuntive, poiché queste località hanno sforato i tre parametri indicati nella nota dell’Azienda Sanitaria locale (tasso di incidenza di 800 casi ogni 100.000 abitanti, copertura vaccinale inferiore al 70% della popolazione residente, numero di persone attualmente positive al virus sopra le 5 unità). La Provincia di Bolzano in effetti, dopo la Sicilia, è il territorio meno vaccinato d’Italia, con il 78,4% di persone che hanno completato il ciclo completo (in Sicilia il dato è del 77,2%), contro una media nazionale dell’84,2% e il primato della Toscana arrivata a 87,6%.

Per i venti comuni tornano le misure restrittive che abbiamo già sperimentato in passato: coprifuoco dalle 20 alle 5, obbligo di FFP2 ovunque al chiuso, chiusura alle 18 per le attività di ristorazione (e massimo quattro persone al tavolo), e stop alla cultura: il punto 12 dell’ordinanza stabilisce infatti che “sono sospesi tutti gli eventi organizzati aperti al pubblico di qualsiasi natura, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, svolti nei luoghi chiusi, sia pubblici che privati. Sono altresì sospese le prove e gli spettacoli di cori e bande, nonché gli spettacoli teatrali, le attività dei cinema, le conferenze e gli incontri analoghi in presenza”. Da Ortisei a Santa Cristina Valgardena, da Rasun Anterselva a Castelrotto dunque chiusi cinema, teatri, e in generale tutti i locali dove si tengono eventi culturali. L’ordinanza non si esprime su cosa dovranno invece fare i musei, anche se la stragrande maggioranza dei tanti musei della zona sono già chiusi perché solitamente non aprono durante la stagione invernale. Chiusura anche per palestre e piscine.

Insomma, mentre l’autunno s’incammina verso l’inverno e con i primi freddi il virus torna a diffondersi, cominciano a tornare in vigore anche le misure che pensavamo di non rivedere mai più. La cultura dunque chiude da domani in alcuni Comuni dell’Alto Adige: occorre domandarsi se a breve le chiusure cominceranno a espandersi a macchia di leopardo anche da Bolzano in giù. Per adesso tuttavia non trapela alcuna novità in merito.

Immagine: Veduta di Ortisei. Foto www.valgardena.it

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