Giorgia Meloni agli Uffizi: e se visitare i musei diventasse un'abitudine per i politici?


Centinaia, se non migliaia, di reazioni sui social per la visita della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, agli Uffizi, nella giornata di ieri. La Meloni ha visitato il museo facendo un giro di due ore e mezza, accompagnata dal direttore Eike Schmidt, facendosi un selfie davanti alla Primavera di Botticelli, posando per una foto col direttore stesso, e soffermandosi in particolar modo, fa sapere l’ufficio stampa dell’istituto, davanti alla Calunnia e alla Madonna della melagrana di Botticelli, all’Adorazione dei pastori di Hugo van der Goes, all’Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi, alla Medusa di Caravaggio e alla Venere di Urbino di Tiziano.

Giorgia Meloni ha anche girato un video di un minuto, pubblicato sulla sua pagina Facebook, in cui invita gli spettatori a visitare gli Uffizi. “Qui sono custodite oltre tremila opere straordinarie, dal valore inestimabile, che sono la nostra storia, la nostra grandezza nel mondo, la nostra identità”, dice Meloni nel video. “Eppure moltissimi italiani un museo come questo non l’hanno mai visitato. Lo conoscono, magari sono stati quand’erano bambini con la scuola, ma poi crescendo, anche le file (che ringraziando Iddio qui sono sempre chilometriche) delle volte hanno dissuaso tanti italiani a visitare questo museo. È il momento di farlo, per aiutare le realtà come questa a recuperare il dramma di non avere turisti stranieri, a poter andare avanti, camminare, sopravvivere, continuare a essere ricche, continuare a essere visitate. Questo è il momento di visitare i nostri gioielli come gli Uffizi: state in Italia, venite a visitarli”.

Sembrano essere lontani i tempi in cui la Meloni ingaggiava uno scontro per strada con il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, attaccandolo sullo sconto riservato alle persone di lingua araba, o quando si recava al Museo Leonardiano di Vinci con uno striscione per affermare, con un improbabile video che all’epoca fu subito inserito tra i capolavori del trash, l’italianità di Leonardo da Vinci. Adesso, una Meloni più tranquilla, catturata dalle opere degli Uffizi, veste i panni della paladina della cultura invitando il popolo del web a recarsi a vedere il museo fiorentino. Le fotografie e il video hanno fatto letteralmente scatenare i social, a cominciare dal suo elettorato.

Sono tanti gli elettori di Giorgia Meloni che hanno apprezzato la sua visita e il suo invito, ma ce ne sono anche tanti altri che storcono il naso: il commento con più like è di una utente che dice “vogliamo la cassa integrazione, siamo stanchi affamati e disperati! Poi forse potrò andare a vedere il museo”. Sullo stesso tenore molti altri commenti. C’è poi chi, evidentemente ritenendo la cultura un passatempo (o ritenendo la visita di Giorgia Meloni nient’altro che una semplice passerella), la invita ad andare a lavorare. Si sprecano poi, come da tipico cliché sovranista, i commenti sulla nazionalità del direttore degli Uffizi, e le ciance di chi al suo posto vorrebbe vedere un italiano. C’è poi chi ritiene la visita un privilegio: “noi comuni mortali”, scrive un utente, “paghiamo il biglietto e ci arrangiamo, Sua Eccellenza scortata dal Direttore avrà pagato un supplemento?”.

Sulle pagine degli appassionati d’arte ci si domanda invece quanto sia opportuno che il direttore degli Uffizi accompagni in visita un leader politico che non ha cariche istituzionali, dando rilievo pubblico alla visita. E anche in questo caso i commenti sono divisi tra chi non ritiene che sia opportuno e chi invece pensa che non ci sia niente di male. E non è neppure detto che non possa essere una presa di posizione della Meloni in difesa di un’istituzione attaccata per il progetto Black Presence, che intende dare rilievo alla cultura nera delle opere degli Uffizi, e che è stato visto da diversi come un ideale “inginocchiamento” in chiave Black Lives Matter: probabile? Ma la domanda principale che forse occorrerebbe farsi è: ma se i leader politici visitassero più spesso i musei, andando anche in visita in quelli piccoli, e con una frequenza più alta rispetto a quella odierna, per la cultura cambierebbe qualcosa? Cosa succederebbe, insomma, se visitare i musei diventasse un’abitudine per i politici?

Giorgia Meloni agli Uffizi: e se visitare i musei diventasse un'abitudine per i politici?
Giorgia Meloni agli Uffizi: e se visitare i musei diventasse un'abitudine per i politici?


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Roma    

NEWSLETTER