L'italia custodisce un tesoro di fotografie storiche: se ne contano ben 23milioni


Dalla ricognizione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione è emerso che l’Italia possiede circa 23milioni di fotografie storiche.

L’Italia possiede un grande tesoro di fotografie storiche: gli archivi degli uffici del MiBACT custodiscono infatti circa 23milioni di beni fotografici

È ciò che è risultato dalla ricognizione dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) in collaborazione con soprintendenze, musei, poli museali e istituti centrali.

I soli fototipi presenti presso l’ICCD sono 7milioni: l’Istituto è perciò il più grande archivio di fotografia storica presente in Italia con fondi e collezioni di inestimabile valore. Un patrimonio che comprende le fotografie del Gabinetto Fotografico Nazionale, le foto aeree dell’Aerofototeca Nazionale, le collezioni e i fondi privati, le produzioni contemporanee. A questo immmenso dato si aggiungono altri 15.690.857 beni fotografici, frutto del censimento 2020 che si è da poco concluso.

L’analisi ha coinvolto 93 istituti, per un totale di 118 archivi fotografici. Ne è emerso un patrimonio estremamente consistente e databile tra il 1839, anno di nascita della fotografia, e l’attualità. Gli archivi fotografici si sono rivelati molto eterogenei sia per quanto riguarda la tipologia dei materiali conservati (negativi, positivi e unicum realizzati con diverse tecniche di stampa e fotografie digitali) che per la morfologia delle sedimentazioni fotografiche (archivi, fototeche e diateche; stampe, negativi e provini allegati alle schede di catalogo). Si tratta sia di fotografie prodotte per documentare l’attività degli istituti sia di fotografie pervenute attraverso donazioni e acquisizioni.

Il questionario per la ricognizione degli archivi fotografici ha riguardato quesiti generali sull’archivio fotografico, i materiali dell’archivio, la digitalizzazione, gli strumenti di ricerca, la conservazione, l’accesso all’archivio.

Sono emerse inoltre alcune criticità su cui è necessario riflettere e intervenire, come la necessità di valorizzazione e tutela tramite interventi di sostegno alle realtà territoriali nella gestione di questo patrimonio. Tuttavia esistono modelli virtuosi di gestione degli archivi fotografici, come quelli degli Uffizi, dell’Archivio fotografico della SABAP del Friuli-Venezia Giulia, dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR), del Polo Museale del Lazio e molti altri.

La ricognizione è un primo passo di un progetto più ampio volto alla valorizzazione del patrimonio nazionale che dovrà condurre a un diffuso e semplificato accesso alle risorse raccolte e a un maggiore utilizzo di standard di descrizione e digitalizzazione dei materiali. Le informazioni raccolte costituiscono le basi per futuri interventi di gestione del patrimonio, indirizzati alla conservazione, fruizione e valorizzazione di uno straordinario patrimonio documentale, immaginando anche un percorso di formazione continua per chi opera negli archivi fotografici, oltre che di facilitazione del lavoro corrente e di supporto per la gestione di progetti straordinari. È possibile inoltre avviare progetti sistematici di inventariazione, catalogazione, conservazione, restauro, digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio fotografico pubblico, all’interno di un processo in cui l’ICCD si propone di svolgere un ruolo fondamentale di coordinamento e indirizzo, nonché di messa a disposizione di strumenti e metodi per assicurare omogeneità e qualità degli interventi.

Nell’immagine, Galleria Nazionale dell’Umbria, Sala del Papacello (1947)

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L'italia custodisce un tesoro di fotografie storiche: se ne contano ben 23milioni


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