A Milano la protesta dei lavoratori dello spettacolo. 500 bauli in piazza Duomo


A Milano i lavoratori dello spettacolo dal vivo scendono in piazza sistemando 500 bauli davanti al Duomo: questa la loro singolare forma di protesta.

500 bauli schierati in piazza del Duomo a Milano: questa è la singolare forma di protesta che i lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno scelto per gridare ad alta voce la loro condizione all’Italia intera, adoperando il loro strumento simbolo (la tipica cassa nera che contiene la strumentazione per il palco) come mezzo per farsi sentire. Un flash mob che si è tenuto sabato nel capoluogo lombardo, per denunciare lo stato di profonda crisi in cui si trova lo spettacolo dal vivo, il tutto accompagnato da un enorme striscione con scritto “Un unico settore, un unico futuro”. La protesta ha portato in piazza circa 1.300 operatori (tra artisti e addetti ai lavori, come tecnici e organizzatori di eventi), che hanno rappresentato oltre 570mila lavoratori del settore.

Quello che i lavoratori dello spettacolo chiedono è un tavolo di lavoro con le istituzioni e i rappresentanti di settore, al fine di lavorare per individuare obiettivi e regole per consentire al settore di ricominciare a lavorare in modo sicuro ed economicamente sostenibile. “Da adesso in poi”, hanno dichiarato gli organizzatori della protesta, “è necessario instaurare un tavolo di lavoro con le istituzioni e tutti i rappresentanti del settore degli eventi, concerti, congressi, spettacoli e fiere e il Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, il Ministero delle attività produttive ed il Ministero della Sanità. Ora più che mai è necessario mettere punti fermi e lavorare compatti per individuare una meta temporale e delle regole in grado di permettere al comparto di ricominciare a lavorare in sicurezza e in maniera economicamente sostenibile. Da oggi deve iniziare un percorso graduale, ma determinato, per rimettere in piedi il settore”.

Diversi gli artisti che hanno manifestato la loro solidarietà ai lavoratori scesi in piazza a Milano. Tra questi, Cesare Cremonini, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Nek, Gianna Nannini, Vincenzo Salemme, Francesco Gabbani, Biagio Antonacci, i Negrita, Saturnino Celani e molti altri. “Sono migliaia i professionisti, donne e uomini per cui il lockdown non è mai finito e che non sanno quando potranno tornare alla vita di prima”, ha scritto Cremonini sul suo profilo Facebook. “Parlare di chi ieri era un fonico, un backliner, un musicista, un light designer, un imprenditore, un artista e oggi non lo è più. Qualcuno ora lavora per Amazon. Altri si sono reinventati una occupazione. Moltissimi sono fermi. Non hanno più un lavoro da mesi. Io sono un cantante, creo insieme a loro progetti che uniscono squadre di centinaia di questi uomini e donne. Se c’è un momento per aiutarci e decifrare cosa stia accadendo oggi al mondo della musica, degli eventi e dello spettacolo, è questo. Un universo che non ha bisogno di applausi ma di regole da seguire per rimettersi in moto e progettare il futuro. Nella tutela di 570.000 persone nel nostro Paese”.

A Milano la protesta dei lavoratori dello spettacolo. 500 bauli in piazza Duomo
A Milano la protesta dei lavoratori dello spettacolo. 500 bauli in piazza Duomo


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