A Kansas City hanno portato tre pinguini a fare un giro per il museo. Hanno apprezzato Caravaggio. Ecco le foto


Tre pinguini di Humboldt si aggirano per le sale del museo. La visita dei pennuti al Nelson-Atkins Museum di Kansas City. Hanno apprezzato Caravaggio.

Negli Stati Uniti i musei sono ancora chiusi per le persone, ma evidentemente non lo sono per gli animali: è quanto accade al Nelson-Atkins Museum, uno degli istituti più importanti d’America, formatosi a inizio Novecento grazie alle donazioni dell’editore William Rockhill Nelson e dell’insegnante Mary McAfee Atkins, che misero a disposizione le dotazioni finanziarie per costruire il museo e acquistare le opere d’arte. Oggi il museo ospita una ricchissima collezione che ospita dipinti di grandi artisti italiani come il Caravaggio, Tiziano, Guercino, José de Ribera, Alessandro Magnasco, opere dei più importanti nomi della pittura europea (Rubens, Rembrandt, El Greco, Petrus Christus, Chardin) e una ricca raccolta di arte impressionista e post-impressionista, da Monet a Degas, da Pissarro a Van Gogh.

Il museo ha avuto infatti l’idea di proporre una visita a tre pinguini del Kansas City Zoo: Bubbles, di cinque anni, Maggie, di sette, e Berkley, di otto (la specie, i pinguini di Humboldt, diffusi soprattutto sulle coste del Cile, possono vivere fino a più di trent’anni). I tre pennuti hanno esplorato le sale e sembrano aver gradito la visita: “hanno reagito più di fronte a Caravaggio che a Monet”, assicura il direttore del museo Julián Zugazagoitia, che ha anche fatto sapere di aver parlato in spagnolo coi pinguini per farli sentire più a casa. In effetti, nel video della visita, si vedono i pennuti che scorrono abbastanza veloci davanti alle ninfee di Monet, ma si trattengono davanti al San Giovanni Battista di Caravaggio.

“Siamo molto contenti di dare il benvenuto ad alcuni colleghi dallo zoo, e loro hanno portato con sé alcuni amici... e ora vediamo come si comportano di fronte all’arte”, ha aggiunto Zugazagoitia nel video. “Al Kansas City Zoo”, ha invece detto Randy Wisthoff, direttore del giardino zoologico, “pensiamo sempre a modi per arricchire e stimolare le vite degli animali. E durante questo periodo di shutdown, agli animali mancano molto i visitatori”. Sempre Wisthoff ha aggiunto che “siamo stati felici di aver visitato il museo, e ai pinguini è davvero piaciuto”.

Insomma, non si può dire che al Nelson-Atkins Museum durante la chiusura per coronavirus non ci sia stato nemmeno un cane: c’erano addirittura tre pinguini. Di seguito, alcune delle immagini scattate da Gabe Hopkins, fotografo del museo, a testimonianza della speciale visita.












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