La Rai verso la chiusura di Rai Storia. La protesta: “inaccettabile”


Stando ad alcune fonti giornalistiche, la Rai sta per chiudere Rai Storia (ma anche Rai Sport). Protesta il deputato Michele Anzaldi: “inaccettabile. Il governo non lo permetta”.

“La Rai non soltanto ignora l’appello del ministro Franceschini a sostenere la cultura con l’acquisto di spettacoli e prodotti culturali, ma intende addirittura chiudere Rai Storia, uno dei pochi spazi rimasti di vero servizio pubblico. Inaccettabile, il Governo non lo permetta”. A denunciare le intenzioni della televisione pubblica è il deputato Michele Anzaldi di Italia Viva, rivolgendosi direttamente al governo e ricordando alla Rai l’appello del ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che dopo la chiusura dei cinema e dei teatri ha chiesto alle televisioni di tutta Italia di sostenere la cultura programmando più trasmissioni culturali sui loro canali.

In effetti, voci sulla chiusura di Rai Storia, la rete Rai dedicata ai documentari e ai programmi di storia, si stanno rincorrendo da qualche giorno, e pare che all’origine dell’ipotetica chiusura ci siano ragioni di carattere finanziario: in pratica, la Rai, stando a ciò che trapela dalla stampa, starebbe pensando di accorpare Rai 5 e Rai Storia per far quadrare i conti. È quanto ha riferito una decina di giorni fa Il Fatto Quotidiano, secondo cui l’ad della Rai, Fabrizio Salini, starebbe preparando una grossa riorganizzazione della tv pubblica, che prevede anche l’eliminazione della rete istituzionale, del canale in inglese e la chiusura di Rai Sport. Anche quest’ultima sarebbe una decisione inattesa perché, pur avendo poco share, la rete dello sport permette agli appassionati di sport minore di seguire le loro competizioni preferite in sport che difficilmente si vedono sulle reti mainstream se non per i grandi eventi.

Dell’ipotetica cancellazione di Rai Storia ha parlato anche Aldo Grasso, che ha firmato, la settimana scorsa, un editoriale sul Corriere della Sera per affermare che Rai Storia è una rete da difendere: “Rai Storia”, ha scritto Grasso, “è l’ultimo baluardo dietro cui Viale Mazzini può giustificare il suo ruolo di servizio pubblico”, domandandosi anche polemicamente se siano servizio pubblico le liti di Ballando con le stelle o un programma come Boss in incognito, e sottolineando che “basta dare un’occhiata ai palinsesti delle tre reti generaliste per accorgersi che la Rai non si discosta molto da una tv commerciale”. La tv, ha concluso Grasso, dovrebbe costituire “un bene culturale ormai imprescindibile; da tutelare, non da sacrificare”.

Al momento, Anzaldi è l’unico politico che si sta interessando al caso, e lo stesso sta facendo anche per scongiurare la chiusura di Rai Sport. “Se cala la pubblicità per la crisi economica causata dal Covid”, ha scritto Anzaldi, “la Rai tagli i costi dei prodotti commerciali, le produzioni esterne, i mega compensi, gli sprechi come l’invio di 20 giornalisti e tecnici in Usa per le elezioni americane, ma non è accettabile che con quasi 2 miliardi di euro di canone degli italiani che arriva dalle bollette elettriche si taglino cultura, sport e informazione, come intende fare Salini con il piano tenuto nascosto passato in Cda nei giorni scorsi. C’è un Contratto di Servizio che non prevede di inseguire la tv commerciale ma di fare servizio pubblico, se la Rai non lo rispetta non può più ricevere il canone”.

Anzaldi si era anche rivolto al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, per chiedere di pretendere chiarezza dai vertici della televisione pubblica. “Mi chiedo”, si domandava Anzaldi riferendosi alla chiusura di Rai Sport, “come possano rimanere in silenzio il presidente del Consiglio Conte, il ministro dell’Economia Gualtieri, il ministro dello Sport Spadafora, i presidenti delle Camere Fico e Casellati, i partiti di maggioranza e opposizione. Davvero contro la chiusura di Rai Sport e l’eliminazione del canale istituzionale Rai protesta solo Italia Viva? Davvero è una questione che interessa solo la commissione di Vigilanza? Peraltro se questi annunci fossero confermati, insieme all’accorpamento di Rai 5 e Rai Storia e lo stop al canale in inglese, saremmo di fronte ad una modifica unilaterale della Rai degli impegni presi con il Contratto di Servizio e la Concessione. Sarebbe davvero impensabile che decisioni del genere vengano prese tenendo all’oscuro il Parlamento. Che aspetta Barachini a convocare Salini in Vigilanza? A maggior ragione dopo la richiesta di chiarimenti avanzata anche dal Cdr di Rai Sport. Il fatto che dopo 2 giorni salini non abbia smentito appare una conferma”.

Immagine: il cavallo della sede RAI di Viale Mazzini

La Rai verso la chiusura di Rai Storia. La protesta: “inaccettabile”
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