Il Regno Unito taglia del 50% i sostegni ai corsi umanistici per favorire scienze e medicina


Proteste nel Regno Unito per la decisione, da parte del governo, di tagliare del 50% i finanziamenti destinati ai corsi universitari in arte, lettere e materie umanistiche, per dirottarli su scienze e medicina.

Una decisione che sta facendo molto discutere nel Regno Unito: il governo ha infatti deciso di tagliare del 50% i finanziamenti per i corsi universitari in arte, lettere e materie umanistiche: il segretario all’istruzione Gavin Williamson ha affermato che il risparmio servirà per finanziare i corsi di medicina e scienze. La decisione era stata annunciata all’inizio di quest’anno e artisti e intellettuali avevano anche lanciato una campagna per chiedere al governo di ripensarci, perché un taglio così devastante sarebbe un attentato alla “salute culturale della nazione”. La strada però è tracciata: il denaro prima destinato alle materie umanistiche sarà investito nelle materie STEM (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica), perché queste sono le priorità del governo.

Secondo i promotori della Public Campaign for the Arts, ovvero la campagna che chiede di rivedere i tagli (e che al momento ha ricevuto oltre 150.000 firme), molti corsi umanistici potrebbero essere chiusi e, come riporta il Guardian, si tratterebbe di un danno enorme anche per le industrie creative del Regno Unito, che ogni anno portano 111 miliardi di sterline all’economia del paese.

La ragione dei tagli sta nel fatto che i corsi in arte, design, musica e simili non sarebbero strategici nel mezzo di una pandemia, secondo il governo britannico. La notizia è tornata di attualità perché lo scorso martedì 20 luglio l’Office for Students, l’ente che regola il sistema universitario britannico, ha confermato i tagli per il 2021-2022, scrivendo nettamente, nero su bianco in un comunicato, che “le materie ad alto costo che non sono collegate alla medicina, alla sanità, alle materie STEM o che non supportano specifiche esigenze del mercato lavorativo, dal prossimo anno saranno soggette a riduzioni dei finanziamenti”. I tagli sono del 50%: “per le materie dove saranno applicate le riduzioni”, si legge ancora nella nota, “i sussidi saranno ridotti da 243 sterline per studente all’anno a 121,50”. In totale, i tagli porteranno gli attuali 36 milioni di sterline di finanziamenti a 19. “Questi cambiamenti”, ha dichiarato il segretario Williamson in una nota, “faranno sì che l’aumento delle sovvenzioni sia diretto verso canali che supportino le industrie chiave e la fornitura di servizi pubblici vitali, riflettendo le priorità emerse alla luce della pandemia di coronavirus”.

L’Office for Students difende la scelta affermando che la riduzione corrisponde a circa l’1% del totale dei finanziamenti diretti a università e college, una somma che ammonta a 1,4 miliardi di sterline, ma per i corsi umanistici è comunque una cifra importante e anche nel mondo accademico si levano le proteste. “Questo taglio drastico ai finanziamenti per le arti creative”, ha detto Jo Grady, segretaria generale del sindacato University and College Union, “è uno dei più grandi attacchi alle arti e all’intrattenimento nelle università inglesi a memoria d’uomo. Sarà estremamente dannoso per l’accesso, creando delle aree geografiche sprovviste di questi corsi, perché diventeranno impraticabili”.

Foto: il Meadow Building, sede di uno dei college dell’Università di Oxford

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