Le Porte bronzee di Donatello tornano nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, dopo un accurato restauro


Le Porte bronzee di Donatello sono state restaurate dall’Opificio delle Pietre Dure. Ora sono tornate nella loro collocazione originaria, nella Sagrestia Vecchia della Basilica di San Lorenzo a Firenze. 

Dopo un attento e complesso intervento di restauro, la Porta dei Martiri e la Porta degli Apostoli realizzate da Donatello tra il 1440 e il 1442 circa sono state ricollocate nella Sagrestia Vecchia della Basilica di San Lorenzo a Firenze. Le due Porte bronzee restaurate sono state presentate al pubblico questa mattina nel corso di un incontro di approfondimento dedicato alle novità emerse durante i restauri, seguito da una visita alla Sagrestia Vecchia che ha permesso di ammirarle nuovamente montate nella loro collocazione originaria.

Il restauro è stato condotto dal Settore Bronzi e Armi antiche dell’Opificio delle Pietre Dure, sotto la direzione di Laura Speranza e Riccardo Gennaioli, e realizzato da un’équipe di restauratori specializzati (Stefania Agnoletti, Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci, Giovanni Rotondi dell’OPD, con Nicola Salvioli e Saskia Giulietti). Il primo intervento ha riguardato la Porta dei Martiri, presentata nel 2022 in occasione della mostra Donatello. Il Rinascimento a Palazzo Strozzi, evento che ha segnato un momento cruciale negli studi sull’artista. Il recupero della Porta degli Apostoli, sostenuto da Friends of Florence grazie alla donazione di Michael e Sandy Collins, è iniziato nel giugno 2024 e si è concluso il 1° ottobre 2025.

Commissionate dalla famiglia Medici, le due porte, ciascuna composta da una coppia di battenti, rappresentano uno dei vertici della ricerca plastica di Donatello nella fase matura della sua carriera. Realizzate con la sofisticata tecnica della fusione a cera persa, le quattro ante si configurano come polittici a rilievo inseriti in una complessa cornice architettonica in macigno, scandita da colonne ioniche che sorreggono una trabeazione culminante in un timpano triangolare. Ogni battente presenta cinque grandi riquadri con coppie di santi. Nella Porta dei Martiri (così definita per la presenza del ramo di palma, simbolo del martirio) compaiono, tra gli altri, Stefano, Lorenzo, Cosma e Damiano, protettori dei Medici. Nella Porta degli Apostoli sono raffigurati Giovanni Battista, i Padri della Chiesa e gli Evangelisti. I riquadri sono incorniciati da eleganti fregi ornati da rosette, mentre le maniglie, non originali, assumono la forma di corde intrecciate.

A sinistra, la Porta dei Martiri di Donatello (1440-1442; Firenze, Sagrestia Vecchia, Basilica di San Lorenzo); a destra, la Porta degli Apostoli di Donatello (1440-1442; Firenze, Sagrestia Vecchia, Basilica di San Lorenzo). Foto: Opificio delle Pietre Dure
A sinistra, la Porta dei Martiri di Donatello (1440-1442; Firenze, Sagrestia Vecchia, Basilica di San Lorenzo); a destra, la Porta degli Apostoli di Donatello (1440-1442; Firenze, Sagrestia Vecchia, Basilica di San Lorenzo). Foto: Opificio delle Pietre Dure

Prima dell’avvio del restauro, e successivamente alla scansione 3D delle superfici, il Laboratorio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure ha condotto un’ampia campagna diagnostica. Le analisi hanno fornito dati fondamentali per comprendere lo stato di conservazione e per definire interventi mirati, rispettosi della materia originale, oltre a offrire nuovi elementi sulla tecnica esecutiva.

Le ante, spesse circa 4–5 centimetri (con maggiore spessore nella parte superiore per agevolarne la rotazione), sembrano essere state fuse in un unico pezzo, senza agganci meccanici visibili, nemmeno per i grossi cardini. La qualità della fusione risulta straordinaria: i fondi dei riquadri sono levigati con estrema cura, mentre vesti e capigliature dei santi presentano una finissima punzonatura che genera raffinati effetti di chiaroscuro. Prima del restauro, tuttavia, le superfici apparivano appiattite e soffocate da consistenti depositi e da sostanze oleo-cerose di colore bruno, stratificatesi nel tempo. Nelle parti inferiori erano evidenti alterazioni cromatiche verdastre dovute al degrado delle cere e ai prodotti di corrosione del bronzo, con spesse concrezioni che compromettevano la leggibilità del modellato.

Le operazioni sono iniziate con una spolveratura preliminare, seguita da un lavaggio a vapore supportato dall’uso di tamponi e pennelli, per rimuovere depositi e residui cerosi o oleosi derivanti da precedenti manutenzioni. La pulitura è proseguita con miscele di solventi diversi e con un’accurata rifinitura dei fronti dei battenti, anche tramite sabbiatura criogenica (tecnica che impiega piccoli pellet di ghiaccio proiettati ad aria compressa) particolarmente efficace nel liberare la minuta lavorazione dei fregi e delle figure. Sul retro delle porte l’intervento è stato modulato con attenzione, preservando tracce di antiche patinature e residui delle terre di fusione nelle aree non lavorate. Le concrezioni più spesse lungo bordi e profili delle ante sono state rimosse con vibro-incisori. A conclusione del restauro, le superfici sono state protette con cere microcristalline.




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